Epstein e Gates, amici per le palle

testo: angelo terra , voce : Phil “the whale whisperer”

Nel maggio del 2020 l’allora presidente del consiglio Giuseppe Conte ha donato 140 milioni di euro per lo sviluppo dei vaccini e ha dichiarato di voler ancora aumentare il contributo italiano verso il gruppo GAVI, cioè direttamente verso Bill Gates che lo controlla. Oggi l’Italia rappresenta il quarto donatore mondiale di Gavi dopo aver versato un totale di un miliardo e 150 milioni di dollari.

Vogliamo quindi chiarire qualche aspetto ancora oscuro di questa operazione acchiappavaccini così importante per le finanze del nostro Paese e per le strategie sanitarie mondiali, partendo da un dato di fatto: questa grande fiducia nel magnate americano viene finanziata con i soldi dei contribuenti italiani, non è Giuseppe Conte a pagare di tasca propria. E dopo Conte, come si sa, Draghi ha continuato la missione vaccinale del tutto e per tutto, con contratti milionari e con tanto di esercito e check-point generalizzati, in puro stile israeliano.

A tal proposito ci sembra utile verificare il background dei protagonisti dell’era covidiana perché alcune scelte fatte in loro favore sono definitive. Ci ricordiamo di gigantesche frodi a danno della collettività nel recente passato. Vedi, per l’Italia, il caso del vaccino contro l’epatite B reso obbligatorio grazie ad una tangente di Glaxo Smith Klein a De Lorenzo e Poggiolini nel ‘91. Questo vaccino è poi rimasto obbligatorio, e c’è il pericolo che questo fenomeno si ripeta oggi col vaccino anti-Covid.

Quante misure liberticide e assurde che sembrano state create ad hoc per l’emergenza coronavirus, resteranno di fatto anche dopo che il cosiddetto pericolo pandemico sarà superato?

Non si può però escludere che la maggior parte di queste misure abbia un’altra finalità rispetto a quella annunciata dal governo, dal momento che la realtà sociale post virus vede un incremento dei grandi capitali e una depressione di tutti gli altri, dall’imprenditore edile all’operaio proletario.

È lecito quindi porsi la seguente domanda: non sarà forse che fin dal principio, a differenza di quanto suggeriscano le istanze governative, tale gestione della crisi abbia condizionato l’ampliamento della suddetta anziché rappresentare una semplice reazione al fenomeno pandemico?

A causa del coronavirus, alcuni si sono svegliati in un altro mondo, altri invece vedono confermati i dubbi sul mondo di partenza. Ne sono un esempio i cosiddetti complottisti: per loro non si tratta più di un gioco per internauti, ma di una lotta per la sopravvivenza rispetto ad uno Stato che è entrato con violenza nella loro vita attraverso misure autoritarie di controllo di massa e forti restrizioni delle libertà individuali, tra cui la libertà di espressione, boicottata in modo scientifico dalle grandi piattaforme social.

Arresti domiciliari, pressione poliziesca, controlli illegali, sequestri di persona, TSO punitivi e persino TSO permanenti. Lo sono le mascherine, per esempio, spacciate come dispositivo di protezione individuale nonostante accorcino il fiato e compromettano una corretta ossigenazione nel giro di appena qualche minuto.

Siamo oggi alle prese con un nemico visibile che fa di tutto per spostare l’attenzione verso un nemico invisibile, che ci vuole in guerra contro un fantasma mentre produce danni reali nel quotidiano, lacerando il tessuto sociale e disgregando i cittadini sia fisicamente che spiritualmente.

Nonostante lo sforzo, la comunicazione governativa non può però nascondere la manipolazione dei dati ufficiali, mentre l’imposizione di presupposti scientifici completamente infondati o inventati evidenzia sempre più le loro impossibilità logiche.

Per aumentare la confusione e poter stabilire un nuovo ordine al caos della nostra mente, ecco venire in soccorso il mainstream stesso a fornirci versioni contraddittorie sull’origine del virus.

Per fare un esempio, la storia del laboratorio cinese che avrebbe fatto fugare il virus, è un diversivo studiato a tavolino. Il laboratorio in questione non è in realtà nemmeno cinese: si tratta invece di un istituto franco-americano legato a inserm, istituto pasteur, fondazione merieux, fondazione rothschtchild e con lauti finanziamenti americani, semplicemente domiciliato in Cina.

Nel direttivo del laboratorio troviamo Yves Levi, presidente dell’INSERM, compagno dell’ex ministro della salute francese Agnès Busyn, responsabile di una martellante campagna di vaccinazione obbligatoria, e che ha di fatto catalogato l’idrossiclorochina come veleno togliendola dalla disponibilità dei medici di famiglia, mentre il remdesivir che ERA un veleno incontrava contratti miliardari.

Quando si è saputo che il dottor Didier Raoult la usava a Marsiglia per curare i pazienti interessati dal protocollo covid-19, il sistema vaccinista ha reagito scatenando contro di lui un vero linciaggio mediatico. In sostanza, l’idrossiclorochina sarebbe un concorrente economico del vaccino poichè usata per prevenire e curare sintomi influenzali gravi a poco prezzo. Ricordate il famoso studio che Lancet pubblicò per dimostrarne la pericolosità? Bene, 3 dei suoi 4 autori si sono subito defilati perché non potevano risolvere un problema di fondo: ovvero, i dati di partenza non venivano da una seria analisi statistica ma erano stati inventati di sana pianta da una società fantasma chiamata Surgisphere.   

Veniamo dunque a Bill Gates, il soggetto di questo contributo.

Si parla tanto delle sue relazioni filantropiche, industriali e politiche ma un po’ meno dei suoi eventuali controllori e manovratori, sebbene a guardarlo agitarsi e appassionarsi con la sua flebile voce rauca, non sembri un leader quanto piuttosto un impiegato pauroso, scrupoloso e pieno di zelo. Come se su di lui pesasse una minaccia terribile e inqualificabile.

Vedremo invece che è possibile qualificarla.

Bill Gates, il 2° imprenditore più ricco del mondo, non è mai stato un self-made man. Nasce a Seattle da una ricca famiglia operante nelle banche, nella finanza speculativa e nella filantropia d’affari, molto vicina ai Rockefeller così come lo sarà Bill stesso già dall’inizio degli anni ‘90 quand’era studente ad Harvard (quest’ultima rappresenta da sempre un eccellente campo di addestramento per l’élite illuminata statunitense).

All’epoca il suo migliore amico è Paul Allen, un imprenditore informatico seguito dall’inseparabile avvocato Allen Israel, personaggio che si è occupato di gestire la fortuna di Allen anche dopo la sua morte nel 2018. Pensate un po’ la coincidenza: il sionista Allen Israel che fa da tutore al sionista Paul Allen, primo consigliere di Bill Gates, praticamente un sigillo di sicurezza già a inizio carriera. Fin quasi dalla culla, Gates viene blindato strettamente dalla comunità ebraica.

Per di più, Gates entra in Microsoft grazie a Steve Ballmer, imprenditore ebreo, legato a Israele da costanti rapporti con personalità di spicco nel panorama economico locale. Tra le altre cose Ballmer aveva sostenuto IBM contro Apple. Gates e Ballmer hanno stretto amicizia tra i banchi di Harvard nel 1970 e hanno collaborato fino al 2014, ovvero si sono frequentati per 44 anni.

IBM, quindi, è fautore delle origini di Microsoft (ricordiamo senza entrare nel dettaglio, che IBM uguale CIA e CIA uguale filiale americana del Mossad) dato che la stessa aiutò la famiglia Gates a sviluppare il sistema MS-DOS su richiesta della madre di Bill, mentre il padre, avvocato ed ex militare americano, diventa magnate del sistema universitario e primo responsabile della neonata Microsoft nel 1975.

I Gates sono anche una nota famiglia di eugenisti, che ha collaborato con il regime nazista attraverso i legami con l’esercito e l’implementazione dei primi sistemi IBM, conosciuti per il loro ruolo nella gestione dei campi di concentramento.

Anche Bill, infatti, è un Eugenista quando dichiara che considera necessario un certo depopolamento, e diventa parallelamente un santo protettore quando considera necessario il trattamento vaccinale per 7 miliardi di persone al fine di strapparle dalle fauci di innumerevoli nuove malattie (profeticamente previste con largo anticipo alla stregua di un oracolo).

Andiamo quindi a vedere come questo stinco di satana (non di santo, come si vedrà) è arrivato ai vertici della governance mondiale.

Per via degli inevitabili processi a Microsoft, società che ha rubato più di quanto non abbia prodotto nel settore dell’informatica, anche in violazione di qualunque norma sul monopolio e la concorrenza, Gates non trova altro modo per evitare sanzioni e tasse che quello di svestire i panni di investitore privato per darsi alla filantropia internazionale.

Dotato di una colossale fortuna e di credito bancario praticamente illimitato, Gates si erge negli anni a vero e proprio dirigente di Paesi poveri, influenzando profondamente la loro politica interna.

Egli investe in biotecnologia – con Monsanto – OGM, vaccini, eutanasia, microchip e criptovaluta integrata al corpo umano e svariate altre imprese.

La fondazione adotta i nomi di Bill e Melinda, perchè per l’opinione pubblica la presenza femminile è rassicurante in un contesto di raccolta di fondi, ma Melinda serve solo da rappresentanza: alle sue spalle c’è Warren Buffet, primo allievo e seguace del finanziere ebreo Benjamin Graham.

Buffet controlla una miriade di società per azioni, di cui segue una lista non esaustiva:

Berkshire Hathaway con sede in Nebraska, GEICO società di assicurazioni, e poi udite bene:

  • Duracell, 
  • Dairy Queen, 
  • BNSF, 
  • Lubrizol, 
  • Fruit of the Loom, 
  • Helzberg Diamonds, 
  • Long & Foster, 
  • FlightSafety International,
  • Pampered Chef, 
  • Forest River
  • NetJets 
  • Pilot Flying J
  • Ma anche:
  • Kraft e Heinz
  • American Express
  • Wells Fargo
  • The Coca-Cola Company 
  • Bank of America
  • Goldman Sachs
  • Apple
  • United Airlines
  • Delta Air Lines
  • Southwest Airlines 
  • American Airlines.

Ecco, questa è solo una parte delle società controllate dal CONTROLLORE di Gates, Warren Buffet.

La fondazione Gates in apparenza non fa doni diretti ma alimenta un fondo d’investimenti e come trust investe nelle più grandi società, facendo aumentare le proprie azioni in borsa, partecipando ai benefici realizzati dagli azionari che fanno poi donazioni per società scelte.

Bill e Melinda fanno fruttare i soldi in borsa e investono sulle multinazionali – anche nell’industria delle armi – o nelle compagnie petrolifere come Shell, Total e altre imprese energetiche. Gates è ormai già largamente presente anche nel settore dell’agricoltura intensiva.   

Un giornalista indipendente, tale Lionel Astruc ha stimato che Bill Gates evade più tasse di quanti soldi non doni con la sua fondazione.

Doni vanno anche verso l’UNICEF, il Rotary Club International (sicuramente non l’ultima ruota del carro massonico), alla società Bird (che si occupa di sviluppo rurale) e a GAVI, tutte compagini da sempre impegnate a portare i vaccini ovunque nel mondo, soprattutto nel terzo.

Gates fa colossali donazioni alla fondazione Clinton, è il primo finanziatore dell’OMS e dell’università John Hopkins (che pratica tra le altre cose vivisezione ed esperimenti sugli umani). Come è noto, queste due istituzioni sono fortemente influenti e sono i principali responsabili della versione ufficiale sull’emergenza Covid.

Soldi a pioggia, quindi, sulle case farmaceutiche e relativi laboratori di ricerca, soprattutto verso i più compromessi.

Per esempio, nonostante Johnson & Johnson sia stata travolta dallo scandalo degli oppioidi durante la metà degli anni ‘90 (cioè quando vendeva liberamente prodotti dalla tossicità ben dimostrata), ecco che anche lei trova il mega finanziamento di Bill Gates il quale, attraverso MasterCard e l’imprenditore ebreo Marc Zuckerberg, la incoraggiano a sviluppare un vaccino anti-covid. La pluricondannata Johnson & Johnson, assieme alla pluricondannata Pfizer, concorrenti ma finanziate dalle stesse borse, proprio come la neonata Moderna, che da un giorno all’altro si trova a poter gestire un colossale apparato produttivo. Competenze tecnologiche da vaccino che spuntano come funghi sul terreno delle grandi banche d’affari.

(tra parentesi il nostro Massimo Scaccabarozzi, pesce «medio piccolo» della rete Gates, Amministratore delegato di Johnson & johnson , attuale presidente di farmindustria e membro del Rotary Club, prevede una campagna vaccinale a tappeto su tutta l’Africa oltre alla costruzione di numerosi hub, centri di studio per l’aids e università scientifiche.)

Gates è tentacolare nel suo modo di toccare tutti i settori del mercato pandemico, tanto che con l’imprenditore ebreo George Soros, spende 41 milioni di dollari per acquisire Mologic, il primo produttore inglese di test farlocco PCR.

Eccoci ora al ruolo di Epstein, la cui influenza su Gates e altre figure chiave dello scenario pandemico, è stata sapientemente celata o almeno camuffata da tutti i maggiori mainstream, e come vedremo, a ragion veduta, perché trattasi di un personaggio davvero scomodo.

Nasce nel 1953 a New York in una famiglia ebrea di classe media e istruito nelle scuole pubbliche locali fino al 1974, quando, non ancora diplomato, falsifica il suo Curriculum e ottiene un posto da insegnante in un istituto chiamato Dalton School, dove dà lezioni di fisica e matematica e dove incontra l’uomo d’affari ebreo e ultrasionista Alan Greenberg, un donatore seriale dello stato israeliano e contributore principale della United Jewish Appeal che gestisce colossali flussi di denaro dagli USA a Israele.

Greenberg è dirigente nella banca d’affari Bear Stearns e offre un posto ad Epstein, prima come semplice trader e appena quattro anni dopo come Limited Partner, ovvero quasi un associato d’affari, dotato per di più di un importante portafoglio.

In questi anni comincia anche quella che gli stessi interessati – l’avvocato ebreo ultrasionista Allan Derschowitz e Jeffrey Epstein – definiscono una «close academic friendship». Derschowitz diventerà il suo avvocato e avrà un ruolo fondamentale nelle sue vicende personali e giudiziarie.

Nel 1981 Epstein fonda la Intercontinental Assets Group, una società di consulting che non tarda ad attirare clienti molto ricchi. Collabora con Steven Hoffenberg, finanziere della comunità ebraica, col quale elabora una strategia di recupero d’imprese in difficoltà, un’operazione questa che finirà in una maxi frode fiscale di 475 milioni di dollari, definita come schema di Ponzi: tale schema consiste nel remunerare i primi clienti di un fondo d’investimenti con i soldi dei nuovi clienti, un sistema piramidale fraudolento usato largamente anche dall’ex finanziere ebreo Bernard Madoff fino al crollo del suo impero nel 2008.   

1986 primo incontro con l’imprenditore Leslie Wexner, anche lui ebreo.

Nel 1991 Epstein fonda una società di management finanziario e ottiene il posto di consulente responsabile nell’impero economico di Wexner. Costui è proprietario di Victoria’s secrets, Abercrombie & Fitch e altri retailer di moda. Epstein si rivela per lui utilissimo perché ben preparato sul funzionamento dei paradisi fiscali, e avrà finalmente accesso ad una serie di eventi mondani dove arruolare modelle ed ampliare la sua cerchia di conoscenze eccellenti.

Durante il suo servizio a Wexner, però, Epstein si adopererà a sottrargli almeno 46 milioni di dollari, dato che Wexner gli concedeva il diritto di firmare i contratti e gli assegni a nome suo. Sembra che Epstein si sia spesso vantato coi suoi amici che poteva addirittura controllare le emozioni dì Wexner e fargli fare ciò che voleva.

Dal 2002 al 2004 fa donazioni a varie università e fondazioni scientifiche, tra cui Heterodox Science che ha tra i suoi membri onorari l’ex primo ministro israeliano Ehud Barak, il quale visiterà spesso Epstein a New York in compagnia di tante giovani ragazze. Epstein conosceva personalmente anche un altro fresco ex-premier israeliano, nientepopodimeno che Benjamin Netanyahu. Ricordiamoci anche che l’avvocato Allan Dershowitz è una conoscenza stretta sia di Netanyahu che di Barak.

Nel 2005 arriva l’accusa di molestie da parte di una ragazzina di appena 14 anni, che sarebbe stata abusata nella proprietà di Palm Beach dove, accompagnata da una compagna di liceo, avrebbe in teoria dovuto offrire solo un massaggio in cambio di soldi. Rivelatasi presto a tutte le partecipanti come una primaria strategia di adescamento, in cui il massaggio costituiva soltanto il preludio dell’inevitabile relazione violenta; unica relazione di cui Epstein, secondo le parole delle sue prede, sembrava essere capace.

Dalle indagini su questo complessato predatore sessuale, tra i più attivi degli Stati Uniti in quell’epoca, sono trapelati i certificati digitali e i registri di volo del Lolita express, l’aereo personale di Epstein, Essi contano vari ospiti, molto attivi nella scena pedo-criminale americana, tra cui: bill clinton (ben 26 volte in volo con lui), l’avvocato alan dershovitz, naomi campbell, il principe andrea d’inghilterra, woody allen, steven pinker ( altro prof di harvard), harvey weinstein eccetera eccetera.

Gli ospiti, sempre scortati da ragazze, soggiornavano con Epstein sia nella sua dimora di Palm beach, sia a New York, nel New Mexico o nelle famose Virgin Islands. Dettaglio non da poco, Epstein possedeva un’isola privata a Saint James, di sua esclusiva proprietà, ubicata ad un miglio dall’isola Saint Thomas, che era la più vicina a disporre di un aeroporto e di una caserma di polizia. Con il suo elicottero, Epstein trasportava i suoi ospiti da un’isola all’altra nella più totale discrezione. Tra di essi erano presenti numerosi minori e non si capisce per quale motivo potessero circolare liberamente in aeroporto, alla bella vista del personale di Saint Thomas, praticamente a braccetto con alcuni fra i personaggi più influenti del pianeta.

Succede però che una ragazza americana di 31 anni decide di uscire allo scoperto, si arma di avvocati e denuncia tutto. All’epoca dei fatti aveva 17 anni, quando fu usata come sorta di schiava sessuale per Epstein e poi per il principe Andrew d’Inghilterra. Inizia ad aprirsi una breccia giudiziaria che metterà ogni giorno più in evidenza la dimensione internazionale dei traffici sessuali, con diramazioni importanti soprattutto in Francia grazie a Jean Luc Brunel, agente di moda e proprietario di agenzie di top model. In pratica una filiale europea di prostituzione minorile per ultraricchi.

Nell’ottobre del 2005, visto il fioccare di testimonianze di abusi sessuali e lenocinio (sfruttamento della prostituzione), gli investigatori effettuano una perquisizione nella sua residenza principale.

Intanto continuano gli affari: il miliardario ebreo Mort Zuckerman, magnate dei media, imprenditore edile e ovviamente filantropo, partecipa con Epstein ad un finanziamento di 25 milioni di dollari per la rivista di cultura pop Radar magazine.

L’anno seguente la polizia accusa infine Epstein di atti di sesso illecito con minorenni. Il procuratore di stato Barry Krischer porta il caso all’attenzione di un gran giurì di Palm Beach, che grazierà però  Epstein riducendo la causa ad una semplice accusa di induzione alla prostituzione, e ignorando la maggioranza delle accuse di abusi, portate ancora una volta da ragazze in gran parte minorenni.

Ancora: durante il 2006, sotto copertura di un servizio di massaggi che ormai è diventato quotidiano e di una clientela eccellente sempre in crescita, Epstein registra tutto ciò che succedeva in tutte le stanze della sua dimora, e cioè i rapporti sessuali tra le sue call girls e alcune persone influenti, da cui innescare o disinnescare qualsiasi eventuale ricatto o estorsione. Si parla, in americano, di blackmail, termine che indica l’obbligo per una persona politicamente influente, di realizzare l’agenda consigliata o imposta da altri, per evitare ritorsioni sulla propria immagine.

Nel bel mezzo di questa sfrenata attività produttiva per Epstein e per i servizi segreti israeliani, primi destinatari del materiale video raccolto, nel luglio del 2006, l’FBI riprende il caso di pedocriminalità aprendo un’investigazione federale sulle accuse di violenza che emergevano via via dalla Florida, da New York e dal resto degli Stati Uniti.

Un importante punto di svolta avviene nel 2007, quando gli avvocati di Epstein, tra cui Allan Deschowitz, iniziano una negoziazione con il procuratore di Miami, Alexander Acosta, per convincerlo ad accettare un patteggiamento vantaggioso per il loro cliente. In effetti, nel giugno del 2008 Epstein si presenta a processo in Florida dove si dichiara colpevole di induzione alla prostituzione di una minorenne ma nega di aver abusato o di aver avuto rapporti sessuali con minori.

Anzi, in questo accordo riservato, le vittime vengono definite né più e nè meno “under age prostitutes”.

Epstein viene condannato quindi a 18 mesi di prigione e un anno di servizi sociali e viene definitivamente registrato come sex offender (aggressore sessuale) ottenendo però l’immunità da tutte le accuse federali.

Si parla quindi di Immunity agreement per lui e anche per le sue più strette collaboratrici, ovvero quelle che lo aiutavano ad adescare le minori.

Viene previsto un mega compenso finanziario per le vittime, ma questa volta Epstein evita le sanzioni più gravi previste per stupro e abuso sui minori.

Di pari passo con il surriscaldamento della sua situazione giudiziaria, l’immagine già incandescente di Epstein, viene, per quanto possibile, protetta dai servizi segreti contro una temutissima sovraesposizione mediatica. Da una parte cominciano a fioccare minacce e intimidazioni verso i giornalisti più vicini al caso, dall’altra le prime vittime che hanno testimoniato vengono spiate, pedinate e minacciate in tutti i modi.

Venuti a conoscenza dell’accordo che prevedeva una così breve pena carceraria, i legali delle vittime coordinati da Bradley Edwards emettono una petizione urgente per contestarne le modalità e la segretezza, visto che i suoi termini non erano stati rivelati e le vittime non erano state né informate né consultate.

Al contrario, nell’ottobre 2008, durante la sua detenzione, Epstein fa praticamente ciò che gli pare, incluso trascorrere 12 ore di seguito nella sua residenza di Palm Beach dove poteva ricevere pubblico e persino continuare l’attività di sfruttamento della prostituzione minorile. Inoltre, è obbligato a dormire in cella, ma con tutti i comfort, in un settore isolato e lussuoso del complesso carcerario, dove i guardiani fanno di tutto per metterlo a suo agio e evidentemente non riescono a sorvegliare tutti i suoi spostamenti perché l’irrefrenabile Epstein ama nascondersi nel bagagliaio dell’auto di qualche ospite o del suo avvocato, sottraendosi così all’obbligo di sorveglianza giornaliera.

Interrogato ancora nel 2009, ogni volta che si trova in imbarazzo, interrompe la deposizione facendo largo uso del 5° emendamento. Ad ogni modo, è costretto suo malgrado ad ascoltare in aula alcuni dettagli della sua attività sessuale – mai povera di testimoni – tra cui quello fatto dall’avvocato in riferimento al cosiddetto EGG SHAPED PENIS, ovvero glande a forma di uovo. Riteniamo utile soffermarci su questo volgare particolare anatomico per una mera intuizione psicologica sulla natura delle pulsioni violente dell’accusato.  

Circonciso, descritto come largo alla base e molto stretto verso la testa del pene che aveva forma ovale. La difformità anatomica per un predatore sessuale rappresenta un elemento che spiega in parte il desiderio, confermato dalla maggioranza delle testimoni, di umiliare la vittima e aggiungere mortificazione all’impulso di difesa che questa gli opponeva. Un’accusatrice che aveva 21 anni all’epoca dei fatti ricorda come Epstein fosse imbarazzato dalla forma singolare del suo pene, per questo tendeva a nasconderlo fino a farne effettivamente uso nell’assalto carnale. Senza soffermarci oltre sull’importanza di questo aspetto psicologico, teniamo presente che senza un forte complesso o trauma derivante dalla sua anatomia, Epstein non sarebbe probabilmente stato uno dei più furiosi psicopatici della storia d’America.

Tornando alla cronologia, nel luglio 2009 si ritrova già scarcerato dalla prigione di lusso senza aver passato un solo giorno nelle ben meno ovattate prigioni federali.

Non fa in tempo a tornarsene a casa che subito l’imprenditore ebreo Leon Black, CEO di Apollo management, gli presta 153 milioni di dollari in contratti di consulenza, che si scopriranno essere soldi della CIA. La società infatti altro non è che una banda di traders specializzata in frodi internazionali, molto forte a Wall Street. Ovviamente, non è dato sapere il motivo per cui la CIA avesse questa urgenza di alimentare il portafogli di un ex galeotto fresco fresco…

Novembre 2011 – Epstein viene schedato come predatore sessuale anche a New York

Passiamo al periodo 2011-2013

Epstein viene presentato a Bill Gates da persone di alto profilo attraverso la relazione che i due uomini avevano con Melanie Walker, titolare di un ruolo di primordine nella Banca Mondiale dopo aver lavorato sia per la fondazione Gates sia come consulente scientifico a libro paga di Epstein (nonostante si fosse appena laureata alla facoltà di medicina in Texas). D’altro canto, il marito di lei, Steven Sinofsky, lavorava già per Gates e diventerà infatti presidente della divisione Windows di Microsoft. Considerato il padre di Windows 8, Sinofsky resterà al servizio di Gates fino al 2012.

Nel Gennaio 2015 Virginia Roberts lo accusa di aver abusato di lei e di averla ceduta come schiava sessuale a diversi clienti quando era ancora minorenne. Un giudice federale blocca la sua denuncia ed Epstein si salva di nuovo dalla prigione.

16 febbraio 2017 – L’allora presidente Donald Trump annuncia la nomina di Alexander Acosta come Secretary of Labour, ovvero ministro del lavoro. Nomina spontanea o pilotata dai servizi segreti? Oppure suggerita dalla rete pedofila internazionale? Trump non ha mai smentito di aver incontrato varie volte Epstein e Maxwell e non poteva smentirlo perché ci sono i video e le foto che li ritraggono insieme in vari periodi della loro saga criminale. Trump era suo vicino di casa a Palm beach, lo conosceva da 15 anni come dichiarato da Trump medesimo nel 2002.

Nel ‘92 sono stati filmati insieme durante una festa privata mentre scherzavano sul fisico delle ragazze presenti in sala, invitate, almeno ufficialmente, per un calendario. Trump avrebbe presenziato ad alcune cene e ad almeno 5 feste nella residenza di Epstein, trovandole curiosamente sempre piene di ragazzine. Epstein si sarebbe addirittura vantato per anni di aver presentato a Trump l’attuale moglie Melania.

Febbraio 2019 – Un giudice stabilisce che Alexander Acosta ha violato il diritto di difesa delle vittime di Epstein quando concedette l’accordo segreto che gli evitò il carcere duro e mise precocemente fine al processo del 2008.

Le cause contro di lui intanto si accumulano, gli investigatori cercano di contattare un totale di 80 donne abusate dalla banda di Epstein, tra cui molte già morte di overdose o sparite nel nulla.

Nel luglio del 2019 viene quindi nuovamente arrestato e mandato in carcere dove, neanche un mese dopo, è ritrovato morto strangolato, in quello che le autorità riconoscono subito come un suicidio. Tre ipotesi sono però da prendere in esame:

La prima – Epstein si è effettivamente dato la morte in cella, un’ipotesi possibile ma improbabile, perché c’è un buco di 8 ore nella sua sorveglianza, nonostante Epstein fosse in regime carcerario speciale anche per aver già tentato un suicidio nel luglio 2019, quindi confinato in un ambiente la cui configurazione era specialmente studiata per impedire il suicidio. I registri delle guardie carcerarie in questo caso sono stati falsificati, le camere di sorveglianza non hanno funzionato e persino le immagini del suo primo tentato suicidio sono sparite, cancellate, secondo il direttore del penitenziario, a causa di un errore informatico.

La seconda – E’ stato ucciso per evitare che parlasse in tribunale. Seppur logicamente possibile, questa ipotesi presenta due problemi. I servizi segreti sono gli unici a potersi occupare di una simile missione ed Epstein era di fatto sotto la loro protezione, inoltre l’unica foto del cadavere fornita dai media dove i tratti somatici siano sufficientemente riconoscibili, è chiaramente falsa, non si tratta della stessa persona.

Ipotesi 3 – E’ stato esfiltrato dai servizi segreti e il suo dossier di morte è stato falsificato integralmente. Questa ci sembra la più probabile tenuto conto di tutte le falle dei sistemi di sicurezza avvenute contemporaneamente, che sembrano volute per impedire di verificare un eventuale suicidio e che rendono quindi necessaria la fabbricazione di false immagini dall’obitorio.

In ogni caso la sua scomparsa impedisce alle vittime di apparire a processo per testimoniare degli abusi subiti e confrontarlo in tribunale. L’argomento pedocriminalità sarà di conseguenza meno mediatizzato e soprattutto privato di importanti dettagli che avrebbero favorito l’estensione dell’inchiesta proteggendo quindi una rete pedofila ramificata anche in Europa attraverso la Francia.

Facciamo ora un passo indietro per capire il ruolo strategico di Epstein nel governo occulto americano, quello che influenza tutte le dinamiche sociali, dalle politiche di guerra fino alla scelta della cravatta per le apparizioni pubbliche dei vari presidenti.

Torniamo quindi al ‘91 con la morte di Robert Maxwell, che era un magnate della stampa inglese, un personaggio molto influente a livello internazionale, editore anche di stampa scientifica, rivelatasi un vero affare dato che i laboratori cominciavano a pagare per essere pubblicati dalle riviste scientifiche. Secondo alcuni analisti, Maxwell sarebbe un agente triplo MI6 + KGB + Mossad, un ruolo talmente delicato che Maxwell finisce ammazzato. Muore nel suo yatch da 20milioni di dollari, durante un misterioso summit di trafficanti d’armi. Sul suo cadavere ci sarebbero tracce di strangolamento, probabilmente un’esecuzione nel corso di una faida tra servizi segreti, tra cui gli inglesi e gli israeliani.

Nonostante un buco contabile di 460 milioni di dollari, Epstein si impossessa di ciò che resta della sua fortuna attraverso la figlia Ghislaine Maxwell, che diventa ormai un’inseparabile compagna di avventure. Da notare però che Epstein e Ghislaine si erano incontrati per la prima volta nel 1985 in un centro di Haman (appartenente ai servizi segreti israeliani), quindi in ambito militare e per azione diretta dello stesso Robert Maxwell.

Rimpatriata a Tel Aviv, la salma di Maxwell, nonostante le incresciose circostanze della sua morte, non viene occultata, al contrario, gli vengono offerti i funerali di stato. Alle sue esequie c’era tutto il gotha dell’esercito e dello spionaggio israeliano. Maxwell sarà salutato come un eroe nazionale per i servizi resi a Israele, in particolare per aver aiutato lo stato ebraico durante la guerra del ‘48, facilitando un importante passaggio di armi dalla Cecoslovacchia.

Il cuore del problema Epstein è dunque il seguente:

Viene arruolato nel Mossad da Robert Maxwell e per conto del Mossad filma per anni vari esponenti dell’élite politica mondiale mentre fanno sesso con adolescenti, registrando chissà quali altre tendenze riprovevoli dei suoi ospiti, a loro insaputa. Con quest’arma, lui e i suoi mandanti hanno concretamente il potere di influenzare la politica mondiale, inclusa quella sanitaria, un sistema che ha proporzioni già formidabili se non si trattasse che della mera punta dell’iceberg, e questo grazie ad una giustizia che ha incriminato Epstein davvero malvolentieri e soltanto perché schiacciata dal pressing esercitato dagli avvocati delle vittime.

Contemporaneamente alle gesta del quasi onnipotente Epstein, il periodo dal 2016 al 2018 vede anche l’emersione del Pizzagate, un filone pedo-criminale dove le vittime sono ancora più giovani e la cui sorte è stata forse addirittura peggiore; un sistema forte, con un ampio bacino di potenziali vittime (circa 460 mila bambini scomparsi all’anno solo negli Stati Uniti) e che ha come protagonisti John Podesta, Bill e Hillary Clinton, Barack Obama, Al Gore, Abramovic e tanti altri pezzi da novanta della governance mondiale.. Un’inchiesta tanto spinosa, che porterà solo a New York a ben 12 suicidi sospetti tra le fila della polizia, oltre che la defezione più o meno volontaria di decine di giornalisti. Scompaiono le vittime, scompaiono i responsabili e scompare chi li cerca.

A livello mediatico ciò che resta di questa sistematica scrematura del materiale criminale è una versione commestibile per il pubblico che non deve essere troppo ricca di particolari e che soprattutto possa deviare l’attenzione verso aspetti minori o irrilevanti. La stampa non può neanche sfiorare questioni quali il contesto della relazione Epstein/Maxwell, e dissimula sapientemente l’importanza della relazione Gates/Epstein.

I loro primi incontri risalgono al 2011 quando Gates gli fece visita a New York almeno 3 volte. Ma è ormai di dominio pubblico che nel 2013 Gates abbia fatto parte dell’equipaggio del Lolita express, portando a 6 il totale dei loro incontri. Secondo la versione ufficiale, i due miliardari discutono della loro attività filantropica e della possibilità di creare una fondazione insieme, progetto del quale Gates non vorrà più parlare perché successivo alla prima condanna di Epstein quale sex offender.

Da una e-mail inviata ad alcuni colleghi e trapelata al N.Y. Times, Gates dice quanto segue «a very attractive Swedish woman and her daughter dropped by and I ended up staying there quite late»

Si trattava di Eva Andersson Dubin, accompagnata dalla figlia di 15 anni.

Questo incontro avrà, come prevedibile, alcune conseguenze strategiche:

Nell’ottobre 2014 Gates dona infatti 2 milioni di dollari al MIT su invito di Jeffrey Epstein.

Nel 2015 fa una serie di famosi discorsi dove pre-annuncia le imminenti pandemie mondiali e dove sembra già conoscere l’essenza di ciò che la sua stessa controllata OMS dichiarerà pochi anni dopo.  

Notiamo anche che Epstein avrebbe fatto il suo testamento due giorni prima di morire.

Nelle sue volontà nomina Boris Nikolic come esecutore in caso di litigio fra gli avvocati. Nikolic è specialista di Big Pharma nel settore vaccinale e braccio destro, guarda caso, proprio di Bill Gates.

Insieme a Bill Gates, Nikolic è azionario di Moderna e sviluppatore della tecnologia dei microchip sottocutanei protetta dal famoso brevetto della criptomoneta 060606.

Nella genesi dei laboratori Moderna ci sono quindi Epstein, Nikolic e Gates.

Tutte le Big Pharma hanno come principali capitalisti le ormai onnipresenti società di investimento (shareholders in inglese), che sono una sorta di macro proprietario: si tratta essenzialmente di Vanguard, Blackrock e State Street le quali movimentano una massa di 18 trilioni di dollari, più o meno corrispondente all’intero PIL di tutta l’Unione Europea. Blackrock è azionaria nelle 30 più grandi imprese mondiali, si trova essenzialmente nella condizione di potersi fare concorrenza da sola.

Epstein aveva la casa più cara di New York e numerose altre proprietà immobiliari tra cui un immenso ranch nel New Mexico.

Era dedito al riciclaggio di denaro sporco, alle frodi fiscali, sotto protezione della CIA, per la quale incontrava trafficanti di armi e spie, mentre la sua amica Ghislaine adescava adolescenti per lui e per i suoi clienti, ignari che tutte le sue residenze fossero tappezzate da telecamere. Ragazzine selezionate fra le più affidabili e discrete schiave sessuali, soprattutto fra le più fragili perché provenienti da storie familiari e sociali disperate, aspetto molto utile in caso di un eventuale eliminazione.

Anche Bill Clinton ha volato sul Lolita express, incontrando Epstein varie volte, sia in sede ufficiale che privata. Addirittura il principe Andrew, coinvolto anche lui per aver abusato di una ragazzina, viene definito come l’asso nella manica di Epstein, un pezzo grosso molto facile da ricattare perché particolarmente grossolano nella sua perversione e altrettanto maldestro nella sua difesa.

Proviamo ad osservare il quadro della vicenda su 3 livelli:

Livello 1 – c’è un miliardario perverso che violenta e fa prostituire ragazze minorenni.

Livello 2 – c’è l’operazione pilotata dal Mossad, con rapporti sessuali filmati e conservati a fini di ricatto (blackmail)

Livello 3 – ci si può chiedere chi finanziava Epstein a parte il Mossad? C’è probabilmente il cosiddetto Mega Group – rappresentato dal miliardario Leslie Vexner (victoria’s secret, abercrombie and fitch) – facente capo alla famiglia Rothschild. Trattasi di un gruppo ultra segreto di miliardari dotato di un potere finanziario sufficiente a finanziare e controllare gli stessi servizi segreti.

Nel contesto del grande reset deciso a Davos e dalla cabala mondiale, al di sopra di un abisso economico, si ergono le banche troppo grandi per fallire. Epstein, con le sue lolite pronte all’uso, tira le redini di questo circuito di corruzione che va da Harvard alla Silicon Valley, passando per il MIT e l’OMS. Epstein ha partecipato alla Trilaterale e all’amministrazione del consiglio di Davos, solo la sua scomparsa fisica ha fermato una carriera che poteva portarlo, chi lo sa, fino a una grande carica governativa.

La sua Ghislaine è ancora viva, sorvegliata in carcere 24 ore su 24 e difesa anche lei da un avvocato ebreo, il talentuoso e funambolico David Markus. Ebreo è pure l’avvocato che ha difeso Jean Luc Brunel, rappresentante del settore francese dell’industria pedofila di alta gamma poichè agente di top models.

Dal 2001 Epstein trascorre sempre più tempo in Francia. Nel 2019 era talmente esposto a Parigi che nel jet-set lo conoscevano tutti e la sua influenza non mancherà di farsi sentire, visto che il governo francese è tra i più israelo-diretti al mondo.

A mo’ di esempio, contro Montagnier e contro Raoult che hanno provato a ridimensionare lo spauracchio pandemico, si sono scagliati una serie di personaggi appartenenti alla stessa comunità, come Laurent Alexandre – urologo belga affiliato all’eugenista israeliano Yuval Noah Harari, esponente questi dell’estrema destra sionista.

C’è Macron, a servizio dei Rotschild, lui stesso vittima di pedofilia da parte dell’attuale moglie, personaggio lanciato dal sionista Attali, al pari esuberante e misterioso, tanto che non esistono foto precedenti all’incontro con la maestra Brigitta, avvenuta fra i banchi di scuola nel ‘92.

Dalla politica alla stampa passando per la medicina tutti i personaggi cardine della strategia covid in Francia appartengono al popolo autoeletto, citiamone alcuni:

  • Jacques Attali,
  • Agnès Buzyn,
  • Yves Levy,
  • Alain Bauer,
  • Jérome Salomon,
  • Gilbert Deray,
  • Jérome Guedj,
  • Martin Hirsch,
  • Laurence Tubiana, ,
  • Robert Sebbag,
  • Michel Cymes,

Tutto porta a credere che la rete pedofila tra Epstein e Brunel aveva in Francia una diramazione importante sia nel reclutamento delle vittime di abusi quanto nel sistema di ricatti che i servizi segreti continuavano a tessere sotto l’epopea sessuale dei suoi protagonisti. Epstein non aveva solo un appartamento a Parigi, aveva quasi le chiavi della città, aveva il controllo o la collaborazione di una parte importante del gotha politico francese. Pensate a Macron davanti alle ceneri di Notre Dame de Paris, il più grande centro energetico della cristianità del paese, sorridere mentre promette di ricostruirla e avrete un’idea del funzionamento globale della dottrina di Davos, bombardare tutto per installare una nuova pax israeliana sul deserto dei diritti umani.

In conclusione:

La sedicente pandemia di covid non è solo falsa a livello fenomenologico ma strettamente legata a dinamiche che precedono di gran lunga la sua insorgenza. Si tratta di un progetto che ha base in Israele, imposto a livello mondiale da personaggi che non hanno nessun interesse verso la salute pubblica poichè il loro unico ruolo è quello di dipanare un piano prestabilito. Eugenistico e satanico. Proposto con la corruzione o imposto col ricatto. Epstein è la storia di un legame automatico tra l’importanza della partita mondialista e l’importanza delle tattiche che saranno poste in essere per portarla a risultato.

Condividete questo contributo con chiunque voglia saperne di più su Gates e Epstein, questi due brillanti artefici della palla covid e “amici per le palle” nel sottoscala della sanità mondiale.

Coronavirus, uno scherzo globale

Perchè la pandemia covid-19 non esiste nella realtà fisica ma solo nella mente.

Prendere in ostaggio intere nazioni col pretesto di una falsa pandemia e proporre di combatterla attraverso false cure (spesso letali), vaccini che non funzionano e arresti domiciliari. Ci potevano riuscire solo preparando il terreno.

terreno biologico umano – intossicato da alimentazione, cosmesi, inquinamento atmosferico (nanopolveri, nanofibre, ecc), onde elettromagnetiche, additivi chimici, vaccini, farmaci vari.

terreno spirituale umano – intossicato da propaganda (ipnosi di massa), burocrazia, urbanismo, disuguaglianze sociali.

Il virus è niente, il terreno è tutto.

In questo terreno intossicato, sfibrato dal costante consumo energetico, sfinito dalle continue aggressioni esterne, è stato facile istallare il virus della paura per costringere tutti alla resa volontaria. Spingere il cittadino TELEguidato a consegnarsi volontariamente alle cure dello stato, ad inchinarsi davanti a bigpharma e alla big finance, era meglio che insistere con la solita propaganda mainstream sulla vaccinazione per le malattie esantematiche, pratica antiscientifica ormai soggetta ad una mole importantissima di danni collaterali documentati.

Hanno invece circondato, assillato e ossessionato le persone con una minaccia misteriosa e implacabile per spingerle ad accettare l’inaccettabile: la privazione delle libertà fondamentali e la diffusione di cure dannose o inutili.

La prima storica battaglia contro un virus combattuta a suon di restiamoacasa, una riforma del verbo governativo ben preparata dalla massoneria e ben accettata dalla chiesa, consentendo la formazione di un organo di potere a due teste, una nello spirituale oscurantista e l’altra nel concreto dei traffici finanziari. Un mostro che vuole che gli si porgano le chiavi di casa, perchè non ama fare infrazione. Un aguzzino che predilige l’umiliazione della preda sociale, quindi già sapendo di vincere facile, la sottomissione della vittima non gli basta mai.

In questo terreno umano intossicato, avvilito dalle tossine e dominato dalla menzogna, la patogenesi sociale conosce nuovi ed inaspettati sviluppi che sembrano orientarsi a lungo termine.. Il fenomeno Covid pero’ non ha portato nessun patogeno serio a livello biologico, tutto si è svolto su un piano psicologico. Alla fine sarà pero’ l’elemento psico-patogeno ad innescare la reazione biologica, per chiudere efficacemente il cerchio del controllore forte sul controllato debole.

Si tratta di un esperimento sociale su scala mondiale che ricorda curiosamente le dinamiche del rapporto Monarch e MkUltra con le vittime di controllo mentale, un sistema di istallazione di coscienza e sostituzione della personalità, sotto tutela di un handler e di una rete di complici che partecipano al gioco. Non è escluso infatti che si tratti solo di un gioco, o di uno scherzo.

Come funziona.

Il virus che hanno chiamato sars-cov2 non è mai stato isolato e purificato in laboratorio, se mai esistesse, trattandosi di un coronavirus, è innocuo per la persona sana e pericoloso per i malati cronici come lo sarebbe un normale coronavirus, cioè come un qualsiasi virus del raffreddore.

La reazione patogena dipende ancora una volta dal terreno. Come detto, i media preparano il terreno umano da molto lontano, affliggendo la popolazione con paure di ogni tipo, come la minaccia terroristica, la minaccia fascista, neonazista e Russa, l’antisemitismo, il climate change, poi le malattie (un’infinità), la crisi economiche e tutta una varietà di altri imput ansiogeni.

Un tentativo di falsa pandemia, con vaccinazione obbligatoria annessa, era già fallito nonostante lo sforzo dell’OMS per promuovere l’allarme. Tutto rigorosamente senza numeri.

In mancanza di energie spirituali positive, qualsiasi stato di malattia degenerativa si aggrava, con o senza virus, con o senza batteri.

Nel 2019 la situazione socioeconomica era favorevole al lancio di un grande spettacolo di distrazione di massa, la propaganda mainstream procedeva a vele spiegate, la censura perfezionava i suoi algoritmi contro gli informatori onesti, era il momento giusto, era il momento della grande pandemia campata per aria, necessaria per dare nuova energia al potere moribondo e nuova legittimità alle cure forzate che il mercato aveva urgenza di imporre.

Interessi contingenti

La Cina voleva stroncare la rivoltosa Hong Kong e applicare le più severe misure di ingegneria sociale sulla troppo progressista Wuhan. Il pretesto pandemia conveniva al suo governo, come conveniva a molti altri governi dominati dalle industrie farmaceutiche per imporre le vaccinazioni e rafforzare politici alla canna del gas nei consensi, come ad esempio quelli italiani e francesi. Una bella boccata d’aria fresca per loro, una punizione per chi li ha messi in discussione.

Diverso è il quadro statunitense dove Donald Trump non crede né nella pandemia, né nel lockdown, ma deve sottomettersi al deep state rappresentato dall’agenzia israelo-diretta OMS (interamente finanziata dalle multinazionali) e dal clan Clinton, Soros, Gates e Fauci, cercando di contrastarla per quanto può (senza rischiare la pelle) attraverso la sua rete Fox News. Il canale infatti è costretto a validare la frode pandemica ma cerca di proporre una risoluzione rapida del lockdown. Trump ha ambizioni di sviluppo economico ma ha dovuto abbandonarle momentaneamente, accettando di stringere il laccio della quarantena sul collo delle imprese e della società civile.

Laddove la presenza politica delle multinazionali del farmaco è forte e storicamente radicata, la sceneggiatura Covid-19 ha potuto imporsi come una verità scientifica incontestabile perchè mancava un contropotere mediatico che potesse smentirla sul nascere, cioè quando appariva chiaro che l’emergenza pandemica altro non era che una normale influenza con sintomatologia e mortalità pari all’influenza stagionale, una condizione che se trattata bene si gestiva facilmente e se trattata male causava morte e aggravamento di condizioni preesistenti.

Ma lasciamo da parte le patologie pregresse dei pazienti affetti anche da influenza, perchè la propaganda doveva avere effetto patogeno sulla persona sana, sono infatti soprattutto i sani e non la minoranza di malati ad aver accettato il virus mentale, ad averlo diffuso e avverato come un pericolo vitale nonostante la sua banale realtà di partenza. L’eccellenza di questa frode sta proprio nell’aver interessato i sani, che con senso di responsabilità si sono trovati a mandare gli anziani a morte, i figli al lavaggio del cervello e gli amici nell’oblio dell’assenza. Dinamiche sociali innate messe in crisi da un decennio di falsità sui temi medico-scientifici trovano ora la pietra tombale del lockdown e del distanziamento fisico/sociale, per un virus presentato come nuovo e sconosciuto agli esperti..

Il virus non è sconosciuto, è un coronavirus, si comporta come un coronavirus (virus del raffreddore), né più, né meno. Cio che cambia è il resoconto dei suoi effetti sulla popolazione. Per far passare il covid-19 come causa di sintomi gravi, hanno dovuto associare un’enorme varietà di sintomi al covid-19, cosi’ tanti sintomi che ci si chiede come faccia un solo virus ad innescare tutte le malattie.

Dirà il lobotomizzato televisivo: “ma questo è più forte, è stato trasmesso dal pipistrello all’uomo e il contagio è partito dal mercato del pesce di Wuhan!”

Questo è un assunto troppo ridicolo per essere preso in considerazione, da lasciare a chi è affetto da semplificazione-compulsiva.

Direbbero invece tante persone più informate: è stato creato in laboratorio!

La cosa però è ininfluente e il dibattito su questo punto è, a nostro parere, un diversivo.

La storia della creazione in laboratorio ha pochissima importanza, perchè è chiaro che nonostante l’eventuale manipolazione ingegneristica il virus non è più virulento degli altri coronavirus, non ha più potere infettivo, non ha più capacità di diffondersi rispetto a nessun altro virus. Tutta la storia della fuga di virus dal laboratorio di Wuhan potrebbe essere un fake, geniale ma pur sempre irrilevante dal punto di vista pratico, tanto più che un virus muta continuamente e si disintegrerebbe ancora più velocemente se fosse stato manipolato.

Un altro diversivo pacchiano è la feroce critica a sedicenti esperti che ad inizio emergenza hanno prima minimizzato il pericolo e poi cambiato versione diventando allarmisti. Tutto ciò serve per far polemica e ad occupare lo spazio mediatico ma in realtà questi personaggi avevano ragione all’inizio e hanno dovuto adattare la semplice logica di partenza alla complicata menzogna dominante, seguendo interessi personali, ordini o direttive OMS, pressioni lobbystiche e governative. Quindi insultarli perchè dicevano la verità prima non ha senso, dovrebbero essere invece severamente puniti per aver mentito poi.

Ci sono tanti diversivi , tra cui il fatto che la Cina avrebbe minimizzato i contagi, che le strutture sanitarie abbiano fatto pochi test e tardi, che le mascherine siano arrivate in ritardo e non per tutti, eccetera, eccetera.

Sono quisquilie per allontanare la massa dalla vera questione centrale: perchè usare l’influenza stagionale per bloccare tutti in casa e distruggere l’economia reale?

Perchè chiamare covid-19 uno qualsiasi dei coronavirus?

Non abbiamo le competenze per dire se un virus può realmente trasmettersi da una persona ad un altra, alcuni esperti affermano il contrario, di sicuro però un’idea può facilmente trasmettersi da una persona all’altra e diventare pandemica. Se ci si dà i mezzi di renderla tale.

Basta la propaganda.

Ipnosi di massa via televisione, ridondanza giornalistica, ripetizione martellante, onnipresenza dell’idea, drammatizzazione e normalizzazione dell’assurdo. Serve forzare il passaggio dallo stato fenomenico allo stato di memoria collettiva, da quello individuale all’esperienza mediatica condivisa, serve la distruzione di certezze acquisite da decenni sull’influenza stagionale, serve sostituire l’idea frutto dell’esperienza con l’idea frutto dell’ingegno governativo dominante.

E da sottolineare il fatto che la televisione non ha solo potere persuasivo, ha anche la facoltà di modificare le sinapsi agendo sulla materia cerebrale, lo fa con le gamme di colore, i tagli di inquadratura, i suoni a determinate frequenze, i messaggi subliminali, l’emotività pilotata dei suoi figuranti e l’autorità che il media riesce ad imporre per il semplice fatto di essere distribuito a livello globale e in modo continuo. Da alcuni decenni a questa parte stiamo infatti costatando gli effetti di ciò che si potrebbe definire una “necrosi mentale tele-indotta”.

La televisione ha quindi il potere di cambiare il terreno biologico oltre che intellettuale, costituendo uno strumento indispensabile di controllo e paralisi intellettuale.

Lobbying e spostamenti finanziari.

Il dominio delle multinazionali su gran parte dei governi mondiali è una certezza, non è certo un vago sospetto giornalistico o complottistico. Le case farmaceutiche spostano tale quantità di denaro da poter decidere su vita o morte di singoli o interi gruppi di media mainstream, influenzano le politiche governative e finanziano le università che si prestano alla diffusione di teorie funzionali all’industria, sebbene queste siano quasi sempre anti-scientifiche.

Il rubinetto pubblicitario costituisce, per la maggior parte di queste imprese di info-entertainement, la più importante se non l’unica solida fonte di finanziamento. E poi quando la minaccia economica non dovesse bastare ad indirizzare la propaganda, ci sono altri metodi più drastici, come le pressioni sui board attraverso corruzione e minacce a singoli individui in posizioni chiave. Insomma, ogni multinazionale che si rispetti ha la possibilità di imporre decisioni politiche anche attraverso le armi o la minaccia delle armi, spesso servendosi della polizia corrotta per reprimere la popolazione.

Abbiamo detto e ribadito che l’informazione sotto forma di propaganda quotidiana ha un effetto patogeno altrettanto forte sul terreno mentale che sul terreno fisico, e fa danni irreparabili sulla biologia del cervello impedendogli di funzionare in armonia con tutti gli altri organi.

L’informazione intox va quindi ad alimentare l’intossicazione pregressa del ricevente su entrambi i piani. Si tratta di informazione tossica, diffusa in quantità tossica, su un terreno umano già intossicato.

Veniamo alla strategia adottata per imporre l’idea pandemica anche agli individui di medio o alto livello culturale.

Ecco il quadretto che ci sembra emergere:

  1. a porte chiuse, all’interno di circoli esclusivi, si è deciso il periodo pandemico e le misure di risposta
  2. modalità di trattamento e tempistica vengono trasmesse ai governi
  3. comitati scientifici diretti da interessi industriali vengono piazzati a controllo delle operazioni per assicurare una copertura tecnica ed extra-politica
  4. l’OMS fornisce una base di autorità extra-nazionale che i governi si affrettano a validare senza alcuna verifica
  5. le situazioni ospedaliere vengono falsificate da primari corrotti che creano statistiche fasulle sotto esplicita richiesta di politici manovrati delle lobbies
  6. le statistiche fasulle non riescono da sole a subissare i numeri delle annate precedenti quindi se ne cambia l’interpretazione attraverso l’equivoco della mortalità da virus, attribuendo tutto al covid.
  7. commedianti politici annunciano le misure di ingegneria sociale sotto forma di reazione ad un’emergenza inesistente o provocata.
  8. le misure più restrittive sono annunciate progressivamente per evitare ribellioni e proteste (tecnica della rana bollita)
  9. si finge quindi un ritardo nelle misure per rafforzare le limitazioni delle libertà sotto pretesto di urgenza
  10. si comincia a fare cassa con le sanzioni e si prepara il terreno per nuove varietà di sanzioni
  11. si paralizza la reazione popolare aumentando la pressione poliziaria e dando carta bianca alle forze dell’ordine per agire fuori dalle norme costituzionali
  12. uomini chiave delle multinazionali vengono posti a supervisionare le operazioni nazionali
  13. si scelgono i settori da colpire più duramente per indebolire il tessuto sociale e ridurre le difese ragionate, si istalla il panico economico
  14. si millantano alleggerimenti del protocollo e azioni di sostegno alle imprese che in mancanza di moneta nazionale non verranno però erogate a sufficenza
  15. si raccolgono i frutti del caos per stringere sull’obbligo vaccinale
  16. si apre il rubinetto delle spese sanitarie, interamente a favore di produttori e settori annessi all’industria del farmaco e dei dispositivi medico-ospedalieri (appalti per mascherine, respiratori, farmaci e logistica)
  17. si scoraggia l’uso di rimedi naturali tacciandoli di confondere e fuorviare la popolazione o metterla in pericolo di vita.
  18. Si demonizzano o si proibiscono i farmaci a basso costo.

Ogni tappa di questo processo viene scientificamente monitorata attraverso il Big Data, come grazie allo studio del Big Data si è stabilito che una determinata popolazione era pronta a ingurgitare il boccone avvelenato senza opporsi e senza fare domande, che vengono giudicate illegittime perchè rallenterebbero la risposta d’urgenza.

Torniamo allora al concetto di terreno proponendo una distinzione per categoria e di trattamento applicato:

  • terreno individuale biologico –> intossicazione indotta da fattori esterni.
  • terreno individuale spirituale –> intossicazione indotta attraverso ridondanza del messaggio ansiogeno e penetrazione ipnotica: effetto nocebo.
  • terreno collettivo del consenso –> intossicazione indotta da false informazioni fabbricate da false autorità tecniche, validate da autorità politiche e diffuse da media asserviti al potere.
  • terreno socio-economico –> “chemioterapia” economica generalizzata su piccole, medie e grandi imprese per favorire lo sviluppo delle grandissime società, quelle che possono ammortizzare lo shock finanziario, scaricare tutti gli inconvenienti sulla manovalanza e ripartire più forti di prima.

L’intossicazione è quindi un pre-fattore che assicura la riuscita del piano governativo, ma non solo, l’intossicazione deve perdurare, aggravata, anche durante il periodo di isolamento.

Bios

  • Se non puoi uscire a piacimento prenderai meno sole, la sintesi delle vitamine, il recupero energetico e l’alimentazione della ghiandola pineale sono compromessi o limitati.

Psiche

  • Se non puoi uscire a piacimento ti sentirai deresponsabilizzato nella gestione di te stesso e della tua famiglia, la limitazione della libertà personale e l’umiliazione che ne consegue aumenta l’effetto deprimente. Infantilizzazione della popolazione adulta.

Bios

  • Attraverso la mascherina si provoca una più o meno grave ipossia, una riduzione del volume respiratorio, e l’auto-intossicazione da tossine e micro-particelle che normalmente sarebbero espulse lontano da naso e bocca.

Psiche

  • fare in modo che la gente si allontani dalla scoperta dell’inganno immergendola in un’infinità di false problematiche annesse e marginali.

Bios

  • separare gli anziani dal resto della popolazione per poter somministrare più farmaci ed usarli come cavie. Separare i bambini tra loro per impedirgli di accellerare la mutazione e la scomparsa dei virus di cui sono portatori.

Psiche

  • impedire agli anziani di ricevere energia spirituale dai bambini, impedire ai bambini di fare una netta distinzione tra vita sociale e vita virtuale. Separare l’individuo sociale dal proprio prossimo e avvicinarlo agli schermi.

In conclusione, lapidariamente espressa, nessuna delle misure adottate dai governi serve a proteggere la popolazione da una minaccia concreta, la minaccia vera è rappresentata dai governi e da chi li governa.

La paura del virus è uno stato indotto di dipendenza dalla parola governativa, una parola che storicamente non ha mai portato verità e che non ha interesse a farlo perchè ne va della sua esistenza.

Chiunque contribuisca, in modo colposo o doloso, alla diffusione della frode covid-19 è da considerarsi un nemico dell’umanità tutta intera, un agente pericoloso da isolare laddove non sia possibile istruirlo, perchè soggetto al contagio della menzogna e contagioso per gli altri.

Il cittadino tele-manipolato puo mettere a repentaglio non solo la salute ma la libertà di tutti, anche agendo in buonafede, perchè serve senza saperlo un sistema di potere che è composto da persone malate di potere e adatto solo a vivere DI MALATTIA diffusa.

Ribellarsi a tutte le misure imposte dai governi sulla base di una frode internazionale così volgare è un dovere di estrema urgenza, perchè il fenomeno coronavirus 2020 non sarà solo un mezzo di vaccinazione obbligatoria, ma è una tappa di un esperimento sociale di più larga scala che prefigura risultati catastrofici sulle libertà fondamentali. Abituarsi alla nuova normalità vuol dire infatti rinunciare definitivamente alla libertà di preferire la vecchia.

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Il cinepanettone di Strasburgo, un hoax per palati grezzi

Il presunto terrorista di Strasburgo..

..uno sconosciuto che appena presa la fuga era già conosciuto, perché poche ore dopo l’attentato la polizia ha annunciato ai media che era un “fiché S”,

ovvero già seguito dal reparto anti-terrorismo.. Questa è la prima anomalia, perchè la mattina del giorno dell’attentato la squadra antiterrorismo si era già presentata a casa sua per perquisirla trovando un arsenale di armi, aveva il suo indirizzo e il suo dossier di potenziale radicalizzato, criminale multirecidivista, avevano già anche la foto segnaletica, e poteva fornirla con una semplice operazione informatica a tutte le pattuglie che vigilavano sul mercato di natale. Per circa 10 ore Chekatt doveva essere attivamente ricercato, anche a costo di riempire il mercato di natale di militari.

Niente, Cherif Chekatt sarebbe entrato armato di pistola nonostante i controlli e sarebbe ripartito in taxi da una zona pedonale!

Il taxi..

..comodo per scappare dalla scena di una strage, simpatico il tassista evidentemente, visto che mentre lo accompagna a Neudorf, viene a conoscenza di tutto il progetto del terrorista “l’ho fatto per vendicare i miei fratelli siriani” gli dice. Ecco, stavolta gli scenaristi non hanno optato per il documento ritrovato chissaccome, quindi serviva una confessione e l’avrebbe ricevuta un tassista senza identità. La fonte? Un canale di proprietà israeliana.

Se Cherif voleva farsi prendere spifferando tutto faceva prima a restare nel mercatino, facendo la solita azione da kamikaze (cosi’ cara alla drammaturgia dei servizi israeliani), la polizia aveva infatti trovato nel suo domicilio varie armi da guerra che gli avrebbero almeno permesso di aprirsi il cammino o uccidere molte guardie e passanti all’ingresso della zona protetta. Per entrarci, ovviamente era più facile nascondere una piccola pistola carica, ma il rischio di non riuscire a colpire nessuno perchè neutralizzato da una perquisizione era molto più alto. É anche curioso che nessuno abbia evidenziato il fatto che con una simile arma da 6 colpi neanche lo sniper più addestrato del mondo puo’ colpire 16 persone!
L’incongruenza del rapporto armi-vittime sarà approfondito più avanti.

Le immagini che subito giungono da Strasburgo sono tutte in altissima definizione, tranne quelle che mostrerebbero vittime, che ovviamente non si vedono.
Il bilancio reale, a giudicare da TUTTE LE IMMAGINI PUBBLICATE  sarebbe quindi di zero morti e zero feriti. Le possibilità che nessun privato cittadino fotografasse o filmasse zone centrali o isolate dell’aftermath con il suo telefonino sono praticamente nulle. Cio’ lascia pensare che la simulazione che ha preceduto e permesso la chiusura di tutto il mercato potrebbe essersi svolta in una zona già parzialmente o interamente isolata.

 

Rita fa la preziosa..
perchè la rivendicazione islamista si fa attendere,
infatti prima di spacciare per buona quella che lei stessa e il suo collega Bruce Hoffmann scriveranno in arabo su Amaq per poi passarsela su SITE, devono aspettare il nulla osta delle autorità israeliane locali (locali di Strasburgo).
Poi eccola che arriva, la rivendicazione, poco dopo la presunta morte di Chekatt:

Persino la Germania comincia a ricercare il fuggitivo mentre lui in teoria avrebbe percorso appena 3 chilometri dal luogo della strage al posto in cui è stato freddato. Per prenderlo ci sono voluti 700 uomini e 3 giorni di ricerca.

Ci mancava poco che lo ritrovassero a casa sua in pantofole davanti a Netflix..

moventi

Lunedì 10 dicembre, reagendo alla deflagrante collera popolare dei Gilet Jaunes, Macron annunciava che “tutte le misure di sicurezza saranno prese per riportare la Francia alla calma repubblicana”.
Un paio di giorni dopo arriva l’attentato che ha permesso di ristabilire per l’ennesima volta l’État d’Urgence cambiandolo semplicemente di nome: Urgence Attentat.
Arrivano quindi controlli poliziari rinforzati per tutti, manifestanti compresi ovviamente, con 1800 militari supplementari per le strade.
Intanto i nomi delle vittime tardano ad uscire e tra i feriti ci sarebbero giornalisti, forse un po troppi statisticamente..
Poche ore dopo l’attentato, praticamente tutte le autorità  politiche invitavano i Gilet Gialli a non manifestare il sabato successivo.
Altre motivazioni per mettere in scena un attentato di quel genere sono presumibilmente:
_Amalgamare i danni reali dell’immigrazione di massa al pericolo dell’islam in quanto tale.
_Dare nuovo respiro ad una propaganda europeista mai cosi’ in affanno.
_Scatenare una guerra etnico-civile in Italia e in Francia per nascondere la lotta di classe che questi due paesi dovrebbero avere in comune. _Disinnescare la minaccia portata al sistema massonico-bancario che regge la propaganda europeista.
_Alimentare gli affari delle agenzie di sicurezza israeliane (cybersecurity, spionaggio, armi, sistemi militari, sistemi di repressione della folla, tornelli, gestione di crisi e simulazioni)
∞ guardate qui a mo’ di esempio: dopo una serie di falsi attentati la Francia ha speso 35 milioni di euro per costruire un muro di vetro attorno alla Tour Eiffel, mentre la sicurezza video era già affidata a Nice, società di proprietà israeliana.

Le vittime (lista aggiornata)

morti
1 sessantenne di Strasburgo – Pascal Verdenne – nessuna immagine sulla scena – colpo di pistola?
Sembra che avesse da poco presenziato ad una conferenza su “l’islamizzazione della Francia“.
1 turista di origine tailandese – Anupong Suebsamarn – nessuna immagine sulla scena – colpo di pistola
Sarebbe andato a Strasburgo invece che a Parigi che era la sua destinazione d’origine “per paura dei disordini causati dai Gilet Gialli”
1 afgano – Kamal Naghchband – nessuna immagine sulla scena – colpo di pistola
sarebbe musulmano e la sua morte è stata confermata dal fratello
1 italiano – Antonio Megalizzi – nessuna immagine sulla scena – colpo di pistola
attivo nella propaganda europeista, lavorava per europhonica
1 franco-polacco – Barto Pedro Orent-Niedzielski – nessuna immagine sulla scena – colpo di pistola
Amico e collega di Megalizzi, stava con lui quella sera e l’avrebbe addirittura ospitato a casa sua, nessuno della famiglia Megalizzi ha mai fatto menzione di questo giovane, neanche le due ragazze che erano in sua compagnia.

feriti
1 studentessa di Metz – senza nome
1 studentessa di Nancy – Lola Modacci – colpo di pistola alla schiena
1 ragazza di 19 anni – Jeanne Lohro – colpo di pistola al braccio
1 musicista – Jéremy Raoult – colpo di pistola alla carotide.
Nonostante sia fuori pericolo, l’atteggiamento del padre (che non si è precipitato a Strasburgo per sincerarsi delle sue condizioni), pare grottesco, tanto da ricordare quello di un altro attore di crisi (attentato di Barcellona), serenissimo nonostante la presunta morte del figlio poche ore prima.
1 polacco – senza nome
1 membro francese di Euphonica – senza nome

Quindi 5 colpi di pistola mortali, il 6° avrebbe ferito Jéremy Raoult, cio’ vuol dire che gli altri avrebbero riportato ferire da arma bianca o da rimbalzo di proiettile, quasi impossibile in un ambiente aperto, o da attraversamento della carne di un’altra vittima. Il 7° colpo ricevuto dalla studentessa di Nancy non è plausibile perchè sarebbe un colpo diretto. Stesso dicasi per la 19enne Jeanne Lohro (8° colpo di pistola). Ricaricare quell’arma antidiluviana durante la concitazione dell’atto sembra altamente improbabile. Nessun agente di sicurezza sarebbe riuscito ad intercettare il terrorista prima che si dileguasse, quindi l’azione è stata particolarmente rapida tra il 1° e l’ultimo sparo.
Resta da chiedersi: chi dunque sarebbe stato ferito dal coltello?

Alcuni nomi sono usciti fuori dopo ben 7 giorni nonostante tutti fossero dotati di documenti o altri mezzi di riconoscimento immediato (carta di credito, carta SIM). É bene ricordare che due anni dopo un’altro attentato di natale, quello di Berlino, i nomi delle 7 presunte vittime tedesche non sono stati ancora rivelati. I-M-P-O-S-S-I-B-I-L-E

intuito israeliano

Solo 3 ore dopo l’attentato un giornalista israeliano attivo su Twitter era già a conoscenza del nome del terroristarilanciato immediatamente da altri media israeliani su Twitter.
Ovviamente, anche questa volta il forsennato avrebbe gridato Allah Akbar e a sentirlo sarebbe una sola testimone diretta, anche lei legata agli ambienti sionisti.
La notizia viene diffusa ancora una volta da BFMTV, canale di proprietà di Patrick Drahi, multimiliardario israeliano, magnate dei media, che regge la propaganda Macron.

i figuranti italiani

Eh sì, quando possono i servizi israeliani una particina ce la danno sempre. Antonio Megalizzi è stato scelto per rappresentare la vittima italiana. L’unico della sua cerchia a parlare sarebbe il ristoratore trentino Danilo Moresco, il padre della fidanzata Luana.
Caterina Moser e Clara Stevanato sarebbero state presenti durante il ferimento mortale di Antonio Megalizzi.
Questo però non sembra il messaggio di chi ha scampato la morte e lasciato letteralmente due colleghi in terra:
Altra anomalia: Chi può aver detto allo staff di Europhonica che “i loro colleghi erano fuori pericolo”? La farnesina? fonti locali? polizia? conoscenti? chi?
Tornando ai Megalizzi natalizi, Moresco dice al microfono: “erano insieme ma le ragazze sono scappate, lui è rimasto indietro perchè è stato colpito, se ne sono accorte quando erano già rifugiate in un ristorante”
padre di Antonio – Domenico
sorella di Antonio – Federica (corista nella chiesa di Cristo Re)
fidanzata di Antonio – Luana Moresco – già candidata per Forza Italia in trentino
madre di Caterina Moser – Roberta Moser

neutralizzato finalmente

Il terrorista sarebbe quindi stato abbattuto nello stesso quartiere dove si sarebbe fatto accompagnare in taxi. Un genio.
Ecco il racconto che fa Remy Heitz,
procuratore della repubblica di Parigi:
– 3 morti + una vittima in morte cerebrale
– 13 feriti tra cui uno gravissimo
– una pattuglia di polizia ha riconosciuto il sospetto
– Chekatt è stato visto cercare di entrare in un palazzo
– la polizia gli ha chiesto i documenti
– Chekatt ha sparato
– 2 dei 3 poliziotti hanno risposto al fuoco uccidendolo
– Chekatt aveva un vecchio revolver con 6 munizioni
– stiamo cercando i complici
– 4 membri della sua famiglia sono tenuti in prigione insieme a 3 dei suoi amici.
Le prove portate dalla polizia? ZERO, come al solito.
Presto la salma di Antonio Megalizzi sarà a disposizione delle autorità italiane prima del funerale previsto a Trento, ma sappiamo dopo il caso Anis Amri che queste operazioni nel suolo italiano sono ugualmente soggette al controllo israeliano che in altre parti del mondo, ovvero a una falsificazione totale della presentazione della salma. Francesco Caporale è il procuratore aggiunto che coordina le indagini italiane, lo stesso che intervenne nel falso ritrovamento di Anis Amri.
Tanto più che c’è una contraddizione inspiegabile tra le dichiarazioni date dall’ospedale di Strasburgo: “pallottola nella base del cranio” (ci sarebbe addirittura la TAC di conferma) e il racconto del neurochirurgo Renato Scienza che si era offerto per un consulto “pallottola nella tempia poi esplosa“, o ancora “pallottola entrata all’altezza dell’orecchio poi esplosa“. Ma se è esplosa come ha potuto Danilo Moresco raccontare che era conficcata in una zona delicatissima, senza dire che era esplosa?
Questa verifica, se realizzata normalmente, sarebbe una tappa cruciale per lo scambio d’informazioni tra medici ed esperti, per stabilire senza ombra di dubbio che tipo di pallottola avrebbe colpito la vittima (pallottole esplosive?), la sua eventuale compatibilità con l’arma e in sede di autopsia verificare l’effettiva impossibilità di operarlo. Per non parlare dell’immediata presa d’azione della magistratura per seguirne tutte le fasi, dovutamente corroborata da una conferenza stampa.
Non se ne farà niente, perchè Megalizzi non puo essere morto in un attentato che non ha avuto luogo o se è morto la pallottola non puo essere stata sparata da Cherif Chekatt, il quale a sua volta non puo aver partecipato all’evento perchè già in consegna della squadra antiterrorismo, o addirittura già liquidato. Ancora un cinepanettone con regia israelo-francese quindi, del quale si seguiranno gli sviluppi.
l’analisi su Tvivo con Mario Quaranta e Tommaso Minniti

Attentati di Parigi, la messa in scena svelata

Nel Novembre del 2015 si svolgeva una delle più complesse messe in scena della storia d’europa. Il teatro era Parigi e i media ci hanno raccontato una trama tagliata su misura per gli interessi geopolitici di chi l’ha messa in atto.

Il nostro obbiettivo non è convincere chi si è fidato della menzogna ufficiale che gli attentati di Parigi siano in realtà una colossale frode, ovvero un’operazione d’ingegneria sociale finalizzata al controllo strategico e psicologico delle masse. Noi parleremo per chi questo lo ha già capito, perchè troppe incongruenze, troppe assurdità sono già emerse per poter anche solo fantasticare della minima responsabilità islamica.
Ci pare ovvio che i nostri lettori siano già coscienti che un evento così grossolanamente costruito dai servizi e ancora più volgarmente truccato dai media non può essere confuso con un vero attentato. Il nostro obbiettivo è quindi approfittare della data anniversario per presentare alcune evidenze che confermano la responsabilità dei servizi segreti israeliani e francesi e la completa malafede dei media, da sempre orchestrati all’unisono sotto la direzione del macro-patronato israeliano.

Teniamo a precisare che non possiamo escludere la presenza di vere vittime, è possibile che un commando abbia usato armi vere, ma di certo i conti non tornano nè in fatto di morti nè di feriti, e d’altra parte si deve considerare definitivamente esclusa la matrice islamica così come presentata dai media di regime.

La narrazione ufficiale in estrema sintesi:

lo stato islamico avrebbe perpetrato una serie di attacchi coordinati in diverse località della capitale francese servendosi di un commando omicida e suicida (killers e kamikaze entrati in azione contemporaneamente).

I siti colpiti sono i seguenti:

1 – Saint-Denis – Stade de France (3 esplosioni)
Tre kamikaze si sarebbero fatti esplodere all’esterno dello stadio durante l’amichevole Francia/ Germania, ci sarebbe un solo morto, non è stata fornita nessuna immagine dei terroristi, nessuna immagine della vittima, un terrorista si sarebbe fatto esplodere in una zona completamente isolata.

2-  Parigi 10° distretto – Ristorante Le Petit Cambodge, Bistrot Le Carillon
Nessuna prova di un attacco con Kalachnikov, i danni non sono coerenti con l’arma usata, non esistono foto di vittime, c’è solo il racconto di sedicenti testimoni.

3-  Parigi 11° distretto – Café La Bonne Bière, Ristorante Casa Nostra
Nessuna immagine inequivocabile di morti o feriti al Bonne Bière, gli spari sul Casa Nostra sembrano veri ma il terrorista non spara sulle due donne all’entrata del ristorante, impossibile stabilire se qualcuno sia stato ucciso fuori.

4-  Parigi 11° distretto – Bataclan
Le immagini dell’esterno corrispondono ad un’esercitazione e non esiste quasi nessun video dell’azione terroristica all’interno, l’unico video rilasciato dai media mostra la band che stava ancora suonando e non ci sono immagini delle vittime.

5 – Parigi 11° distretto – Bar La Belle Équipe
L’azione di soccorso è compatibile con un’esercitazione, non vi si mostra inequivocabilmente alcun morto, la polizia si è fatta accompagnare dalle telecamere di una televisione privata durante il primo intervento, un atteggiamento inconcepibile in caso di vero attentato.

6 – Parigi 11° distretto – Ristorante Comptoir Voltaire
Nessun morto malgrado un kamikaze si sarebbe fatto esplodere all’interno col ristorante pieno. L’esplosione mostrata in video sembra una scatola lanciacoriandoli.

Vediamo ora alcuni fatti che mostrano il modus operandi classico riscontrato in molti altri hoax di matrice israeliana e alcuni aspetti che rivelano l’enorme raggiro montato dai media per nascondere la complessa messa in scena, per dirla in inglese la psychological operation (PsyOp) gestita dalla rete israeliana radicata in Francia.

Attori di crisi, protagonisti e figuranti

Ce ne sono a decine, ne abbiamo scelto alcuni.

Valeria Solesin è data per dispersa al Bataclan, la famiglia lancia ufficialmente l’allarme alla farnesina, ma 24 ore dopo incredibilmente il suo fidanzato dichiara che sarebbe morta fra le sue braccia, un caso clamoroso e inquietante corroborato dall’incomprensibile atteggiamento dei genitori e completamente trascurato dai media. Rosario Marcianò diffonde in rete una foto di una ragazza che puo essere solo la Solesin, viva e sorridente all’esterno del Bataclan.

Jesse Hughes, il cantante degli Eagles of Death Metal, il gruppo che si esibiva al Bataclan mentre si sarebbe svolta la sparatoria.

Soprannominato “the devil”, Hughes è un autoproclamato satanista, sionista radicale, si dichiara fervente sostenitore d’Israele, si ispira ad Anton LaVey, fondatore della Chiesa di Satana e trafficante d’armi al servizio d’Israele. Ha dichiarato che il personale di sicurezza era assente la sera dell’attentato, poi ha ritrattato dicendo che era tutto normale e si è scusato. Ha dichiarato che il Bataclan è stato colpito perchè sarebbe un luogo che sostiene l’esercito Israeliano. Diverse iniziative di raccolta fondi per l’IDF si sono infatti svolte al Bataclan.  La sua fidanzata Tuesday Cross è satanista, ha registrato su periscope le immagini di un individuo completamente vestito di nero che potrebbe essere un membro del commando implicato nella scenografia dell’attentato.

Intervista agli Eagles of Death Metal rilasciata a un giornalista anglo-israeliano che lavora per Vice.

Quella sera al Bataclan non si esibivano solo gli squallidi ed allora semi sconosciuti Eagles of Death Metal, ma anche i White Miles.

Di loro si è parlato poco e si sono sottratti alle interviste. È curioso però come un gruppo che abbia perso un membro del suo staff e abbia un amico tra i feriti ci metta ben 4 giorni ad “accorgersene”. È più probabile che siano stati “invitati” a parlarne solo dopo un briefing da parte dei servizi israeliani, gli stessi che hanno fornito il copione al quale anche gli EODM si sono attenuti pur con qualche incidente dovuto alla loro sciattoneria. Vada per il loro amico ferito che resta in incognito per ragioni di privacy, ma come mai i White Miles sono incapaci di citare il nome del membro del loro staff ucciso?

Il ministro degli interni Bernard Cazeneuve è un alto massone apertamente ultra-sionista, le sue conferenze stampa figurano tra le più improbabili performance attoriali e sono regolarmente farcite di inesattezze e palesi menzogne. In particolare Cazeneuve afferma che le normali procedure d’intervento siano state rispettate il 13 novembre mentre la stessa brigata delle forze speciali della gendarmeria dichiara che gli è stato impedito di intervenire al Bataclan per ordine del prefetto.

Sophie Dinand, giovane studentessa di chimica, interessata ai profumi e in cerca di notorietà, probabilmente mandata alla ribalta dal profumista Pierre Dinand, è un esempio di come i servizi preparino uno script che sarà distribuito a tutti gli attori di crisi e a tutti i media che li intervistano, a questo script bisogna attenersi scrupolosamente per evitare l’accumulo di contraddizioni, difficilissime da arginare in caso di scenografia del terrore. Notate in questa pacchiana intervista l’uso della parola firecracker : bombetta,mortaretto,botto. Il termine è sconosciuto ai francesi, ancora più sconosciuto ad una persona con un livello d’inglese così basso e sprovvista di spontaneità espressiva. Praticamente tutti gli attori di crisi confrontati agli spari di un Kalachnikov o di una bomba (Stade de France) parleranno di fireworks o firecrackers e sempre nella stessa frase, sempre nello stesso contesto “we didn’t realize at the beginning, we thought of some firecrackers”. La povera Sophie ha probabilmente letto un testo fornito da CCTV America e ha ricevuto una paghetta per recitare il copione di “resistenza al terrorismo”, questo è un esempio fra centinaia.

Le uniche immagini della “fuga dal Bataclan” sono state riprese da Daniel Psenny, un giornalista di Le Monde, dal suo appartamento adiacente alla sala concerti. Sia Le Monde che il Bataclan appartengono al gruppo Lagardère, ma guarda un pò che coincidenza. Eroicamente, invece di continuare a riprendere, Psenny scende di casa e va ad aiutare un ferito, un certo Matthew che preferisce non rivelare il suo cognome e che sarebbe un doppio sopravvissuto, ovvero si sarebbe salvato dall’attentato al Bataclan e dall’attentato alle Twin Towers dell’11 settembre 2001.

Perchè no? Tutto è possibile..

L’esercitazione

Come in ogni false flag o hoax che si rispetti, non poteva mancare l’esercitazione di gestione di crisi, in questo caso il giorno stesso degli attentati. Patrick Pelloux, urgentista del SAMU, molto vicino a François Hollande, già implicato nel FF di Charlie Hebdo rivela candidamente in diretta che la mattina stessa del 13/11 al SAMU è stato richiesto dalla direzione degli ospedali di parigi di svolgere un’esercitazione su attacchi terroristici “multi sito”. Da gennaio al 13 novembre, avvengono due sole esercitazioni, quest’ultima ha interessato tutti gli 8 centri d’urgenza della capitale. Pierre Carli, direttore del SAMU afferma che avrebbe partecipato anche personale tecnico israeliano in quanto “esperti di tali urgenze”.

Il direttore generale di “assistenza pubblica/ospedali di Parigi”: Martin Hirsch è inoltre legato al CRIF, maggiore lobby sionista di Francia attraverso Marek Halter, considerato dal controspionaggio e dai media indipendenti come un agente israeliano in Francia.
http://www.panamza.com/051215-attentats-simulation/

I terroristi

Le autorità francesi hanno pubblicato la foto di tutti i terroristi coinvolti.

Ne manca uno però
e non a caso, questo non corrisponde a nessuna foto e fisicamente è incompatibile con i profili già segnalati.

Varie testimonianze evocano l’aspetto di alcuni membri del commando con modalità simili, ancora una volta incompatibili con gli identikit forniti dalla polizia.

Ad esempio: “Era molto muscoloso, come un sollevatore di pesi, aveva capelli neri corti ed era sbarbato di fresco”. In particolare c’è una testimonianza sul terrorista che smonta completamente la versione della polizia.

Praticamente nessun testimone intervistato ” a caldo” parla dei terroristi come di persone d’aspetto magrebino, o musulmano, o nord-africano o mediorientale. Nessuno fa una descrizione che assomigli minimamente agli identikit pubblicati dalla stampa via il ministero degli interni, a meno che non si veda tra le facce che vi abbiamo mostrato qui sopra un uomo “alto e biondo”

Un’altra testimone dice di aver visto una donna tra i membri del commando del Bataclan, una presenza di cui le autorità non hanno mai fatto menzione.

Le stranezze del Bataclan

Ancora non si sa con certezza se questa sia una foto autentica o una messa in scena. Tuttavia ora si sa, e questo grazie al giornalista investigativo Hicham Hamza, chi l’ha messa in circolazione per primo.

Si tratta del conto Twitter di Israel News Feed

ore 9.51, prima di ogni altro media

Account legato a un’utenza basata a Gerusalemme e gestito da una fantomatica ONG legata all’esercito israeliano, si chiama United Hatzolah, è co-diretta da un ex capo del Mossad,


ed è attualmente diretta da Mark Gerson, uno dei leader neoconservatori e ultrasionisti che hanno coordinato il “Project for a new American Century”.

Per chi non sapesse cosa sia rimandiamo a wikipedia e ci limitiamo a ricordare qui uno dei passaggi più significativi del suo testo fondatore, ormai celebre per chiunque abbia studiato i fatti dell’11 settembre in modo serio:

“Further, the process of transformation, even if it brings revolutionary change, is likely to be a long one, absent some catastrophic and catalyzing event – like a new Pearl Harbor”.

In termini semplici si evoca la necessità di creare catastrofi (e stragi) per condizionare l’opinione pubblica facilitando l’adesione popolare ai progetti imperialistici ed egemonici di Israele e degli USA.

Dov’è il personale di soccorso, dove sono le autorità poliziarie in questa foto? La domanda più prosaica e meno intellettuale di tutte però è la seguente:

Come fa una ONG israeliana ad arrivare al Bataclan prima della polizia e della stampa francese? La risposta, oltre ogni ragionevole dubbio è questa, i servizi segreti israeliani ne hanno preso il controllo.

Il concerto degli EODM era organizzato dal figlio di un terrorista israeliano.
La William Morris Endeavor, società di gestione degli Eagles of Death Metal appartiene ad Ariel “Ari” Emanuel, agente hollywoodiano, fratello di Rahm Emanuel, ex Chief of Staff della presidenza Obama e figlio dell’estremista razzista Benjamin Emanuel, ex militante del gruppo terrorista israeliano Irgoun.

L’11 settembre del 2015, il Bataclan viene ceduto a Lagardère da Joël Touitou, residente in Israele, fratello del noto rabbino ultrasionista David Touitou, mentre l’altro fratello Pascal ha gestito la sicurezza del Bataclan al momento dell’attentato. Un’intera famiglia al servizio di Israele con tanto di raccolte fondi, galà e esercitazioni militari all’interno.

La ligue de défense juive, altro sostenitore israeliano esperto di sabotaggio delle istanze palestinesi, è un grupuscolo pro-israeliano già dichiarato illegale negli USA ma che agisce in Francia attraverso un’incessante propaganda sionista, intimidazioni e aggressioni contro i sostenitori della causa palestinese. Appoggiati dal governo e protetti dalle autorità si muovono fuori dalla legge e fanno da ponte alle direttive di Tel Aviv.

Questa foto è un sunto della loro campagna di disinformazione.

La LDJ fa un parallelismo tra gli attacchi terroristici a Parigi e le aggressioni ai coloni di Gerusalemme, una tiritera ripetuta come un mantra da Netanyahu ed altre autorità israeliane, tra cui i rabbini sionisti.

Proviamo a fare chiarezza ristabilendo una logica fattuale.

-le aggressioni contro ebrei riportate dalla stampa israelo-diretta sono dei falsi clamorosi, spesso pubblicamente smentiti,

Il gioco è semplice, si spara a un palestinese indifeso e gli si posa a fianco un coltello per inscenare la legittima difesa, la polizia israeliana arriva, constata la presenza del coltello e il caso è chiuso, senza indagini e senza processo, non resta che aspettare l’arrivo di eventuali parenti della vittima che si occuperanno del funerale.

-i casi di vero attacco all’arma bianca perpetrati dai palestinesi contro l’occupante israeliano sono un’esigua minoranza

-si moltiplicano gli episodi di esecuzioni sommarie di giovani palestinesi, donne comprese, con l’evidente complicità della polizia e la consueta impunità generale

-la protezione giuridica dei criminali ebrei, è uno dei tratti distintivi del progetto di pulizia etnica tuttora in corso.

Intanto a Gerusalemme le case palestinesi demolite da Israele non si contano più, l’apartheid è a tenuta stagna, le vessazioni e le ingiustizie sociali sono all’ordine del giorno e la diplomazia internazionale non offre via d’uscita alcuna da un’occupazione sempre più barbara. Non a caso, in tutto il mondo i servizi segreti israeliani e americani hanno trasformato i governi in un teatrino di marionette, la stampa è fagocitata dalle loro urgenze propagandistiche e la cultura è contaminata dal satanismo consumistico dominante. Correggiamo quindi il messaggio:

FROM PARIS TO JERUSALEM, ZIONISM MUST BE STOPPED.

A questo proposito, un fatto importante, sapientemente manipolato dai media, è il seguente:

Nel 2008, militanti pro-palestinesi non violenti manifestano davanti al Bataclan per opporsi alla serata di gala per il Magav, la polizia di frontiera israeliana, conosciuta per la sua efferatezza verso i palestinesi. La stampa riferisce invece dell’avvenimento come di “un’aggressione di manifestanti pro palestinesi”.

Se c’è un posto, a conti fatti, dove un commando del Mossad aveva più facilità ad agire a Parigi, quello è proprio il Bataclan, perchè all’epoca era una sorta di bastione israeliano. Ma il teatro di un hoax o di un false flag potrebbe essere la sede di Charlie Hebdo, la sede di Libération, o quella di Itele/CNews, perchè sono tutte postazioni di proprietà di magnati israeliani, tra cui Patrick Drahi, l’uomo più ricco d’Israele che si è comprato mezza Francia.

Ricordiamo l’altra straordinaria, anzi ordinaria coincidenza:

Il Bataclan è stato venduto un mese prima dell’attentato

il supermercato Hyper Cacher invece, usato come scenografia per l’hoax del 9 gennaio 2015 era stato venduto il giorno prima dell’attentato, sempre da un israeliano partito a vivere in Israele.

La rivendicazione

Ecco la rivendicazione di ISIS, diffusa ancora una volta da Rita Katz e il suo sito legato al Mossad e alla CIA. Da quale fonte islamista l’avrà presa? Ancora una volta da Amaq, un presunto canale dello Stato Islamico al quale solo la Katz sembra avere accesso.

“In the Name of Allah, the Most Merciful, the Most Beneficent “Allah (ta’ala) said, They thought that their fortresses would protect them from Allah but Allah came upon them from where they had not expected, and He cast terror into their hearts so they destroyed their houses by their own hands and the hands of the believers. So take warning, O people of vision [Al-Hashr:2]. “In a blessed battle whose causes of success were enabled by Allah, a group of believers from the soldiers of the Caliphate (may Allah strengthen and support it) set out targeting the capital of prostitution and vice, the lead carrier of the cross in Europe — Paris. This group of believers were youth who divorced the worldly life and advanced towards their enemy hoping to be killed for Allah’s sake, doing so in support of His religion, His Prophet (blessing and peace be upon him), and His allies. They did so in spite of His enemies. Thus, they were truthful with Allah — we consider them so — and Allah granted victory upon their hands and cast terror into the hearts of the crusaders in their very own homeland. And so eight brothers equipped with explosive belts and assault rifles attacked preciselychosen targets in the center of the capital of France. These targets included the Stade de France stadium during a soccer match — between the teams of Germany and France, both of which are crusader nations — attended by the imbecile of France (Francois Hollande). The targets included the Bataclan theatre for exhibitions, where hundreds of pagans gathered for a concert of prostitution and vice. There were also simultaneous attacks on other targets in the tenth, eleventh, and eighteenth districts, and elsewhere. Paris was thereby shaken beneath the crusaders’ feet, who were constricted by its streets. The result of the attacks was the deaths of no less than two hundred crusaders and the wounding of even more. All praise, grace, and favor belong to Allah. Allah blessed our brothers and granted them what they desired. They detonated their explosive belts in the masses of the disbelievers after finishing all their ammunition. We ask Allah to accept them amongst the martyrs and to allow us to follow them. Let France and all nations following its path know that they will continue to be at the top of the target list for the Islamic State and that the scent of death will not leave their nostrils as long as they partake in the crusader campaign, as long as they dare to curse our Prophet (blessings and peace be upon him), and as long as they boast about their war against Islam in France and their strikes against Muslims in the lands of the Caliphate with their jets, which were of no avail to them in the filthy streets and alleys of Paris. Indeed, this is just the beginning. It is also a warning for any who wish to take heed. Allah is the greatest. (And to Allah belongs all honor, and to His Messenger, and to the believers, but the hypocrites do not know) [Al-Munafiqun: 8].
Obbligatorio aggiungere il nome di Allah qui e là un pò a casaccio per dare al piatto un aroma ancora più intenso..
..di FAKE.

Ovviamente la stampa accetta senza la minima distanza critica le più assurde dichiarazioni degli inquirenti nonostante la completa assenza d’investigazione, e in un circolo vizioso auto referenziale crea ed alimenta la propaganda di guerra sfidando il senso del ridicolo. Guardate qui.

Ancora una volta i terroristi avrebbero portato con sè i consueti documenti a prova di bomba.

Il manichino del comptoir voltaire.

Brahim Abdelslam sarebbe l’unica vittima del Comptoir Voltaire. Sarebbe entrato e avrebbe tranquillamente ordinato al tavolo, poi avrebbe inspiegabilmente azionato la sua cintura esplosiva provocando una deflagrazione che ha ferito una cameriera. Lasciando da parte l’assurdità dell’azione terroristica da lui perpetrata, esiste una testimonianza di un infermiere (un non meglio precisato David, 46 anni) che gli avrebbe praticato un massaggio cardiaco senza sapere che si trattava di un terrorista. Le immagini amatoriali sono state diffuse da tale Marie Louise Gumuchian, giornalista della sede CNN di Londra licenziata nel 2014 per plagio, sembra che ne abbia commessi almeno 50 prima di farsi scoprire. PROBLEMA: nelle immagini amatoriali fornite da questa donna a Daily Mail è chiaramente udibile un SUONO MECCANICO caratteristico dell’uso di manichini da pronto soccorso e corrispondente all’azione del sopracitato David. France2, Reuters e Le Monde sceglieranno però di trasmettere il video coprendo quel suono. Questo curioso dettaglio potrebbe essere spiegato dal fatto che sotto il corpo del terrorista si trovasse uno o più oggetti che potevano provocare quel rumore, ma l’infermiere intervistato dice chiaramente di “aver adagiato il corpo a terra” prima di praticare il massaggio cardiaco.

Il video riassuntivo offerto da Panamza, notare la strana barba del terrorista, scambiato all’inizio per una vittima dal soccorritore che dichiara di averne trovato il corpo a terra “perfettamente intatto”.

Nel penultimo paragrafo dell’articolo che riprende l’intervista all’infermiere viene infatti riportata una frase significativa: “en le mettant par terre”, il suono proviene quindi dal manichino e non da eventuali altri oggetti sottostanti.

La cerimonia in omaggio alle vittime del 13 novembre

Si è tenuta il 27 novembre nella piazza “des Invalides” a Parigi. La prima cantante ad esibirsi per l’omaggio alle vittime degli attentati è una franco-israeliana.

Ha servito l’aviazione israeliana per 3 anni, ha dichiarato di aver trovato il suo servizio militare “piacevole”.

È stata scoperta da produttori musicali francesi grazie alla sua partecipazione ad un galà parigino organizzato dall’esercito israeliano.

A quanto pare torna regolarmente in Israele almeno due, tre volte all’anno.

Yaël Naim, di 37 anni, nata da genitori ebrei tunisini, è stata scelta direttamente dall’Eliseo, ovvero dal presidente della Repubblica.

I sionisti che controllano la Francia non fanno mai mancare la beffa dopo il danno, l’umiliazione della vittima è un tratto distintivo e imprescindibile delle loro azioni. Vedi le varie campagne di raccolta fondi per gli attori di crisi dove il pubblico viene preso in giro due volte, prima lo si commuove, poi gli si chiede di pagare per lo spettacolo. Intanto mettono l’état d’urgence, ovvero le leggi liberticide con poliziotti dispiegati in ogni dove per mostrare la realtà della gabbia in cui viviamo, e gli appalti della sicurezza nazionale vengono  affidati alle solite compagnie israeliane. Un sistema che prevede il controllo di tutte le infrastrutture, di tutti i posti strategici delle istituzioni, un sistema di annientamento popolare basato sulla frode massonica e reso possibile dall’ipnosi di massa creata dai media di regime.

Se la matrice sionista  degli attentati del 13 Novembre non vi pare sufficente, continueremo a portare nuove prove, l’articolo sarà regolarmente aggiornato. Se lo ritenete già valido, diffondetelo su tutti i canali a vostra disposizione. Grazie.

Israele disinnesca l’UNESCO

La nuova direttrice generale dell’UNESCO è una militante attiva della rete pro-israeliana.

Era data per sconfitta ma ce l’ha fatta, Audrey Azoulay, già ministro della cultura francese è stata recentemente eletta con 30 voti a spese del superfavorito canditato del Qatar Hamad Al-Kawari, che con 28 voti vede sfumare l’occasione di diventare il primo direttore arabo dal 1946.

Per combinazione, l’arrivo della Azoulay coindide con il ritiro di USA e Israele dal gruppo degli stati membri.

Come previsto, era più semplice per Israele disinnescarne il potere mediatico dall’interno piuttosto che allontanarsi e lasciare il campo libero, era necessario infiltrare l’UNESCO per impedirgli di esprimersi in modo troppo deflagrante su questioni strategiche per Israele.

Alcuni fatti:

Il padre André è stretto collaboratore della rete israeliana e lavora come consigliere affaristico tra Israele e il Marocco presso il re Hassan II.

Nel 2015 Audrey Azoulay pertecipa ad un meeting pro israeliano tenuto da Benjamin Netanyahu nella grande sinagoga di Parigi. Sono presenti François Hollande e l’allora primo ministro Manuel Valls.

Nel 2016 Azoulay impone a France Télévision l’acquisto di un film sponsorizzato da una famosa lobby pro-israeliana, il CRIF.

Nel 2016 Azoulay difende la messa in onda di un film osceno prodotto dall’ultrasionista Seth Rogen.

Sausage Party proponeva subdolamente la visione israeliana della questione mediorientale ed era sotto bersaglio delle associazioni cattoliche per l’estrema volgarità con cui mischiava violenza, sesso, religione e politica. L’avvocatura del ministro Azoulay interviene per abbassare il limite di età e permettere una più completa diffusione del film.

Nel 2016 Audrey Azoulay accompagnata da suo padre assiste in sinagoga alla premiazione di un documentario largamente sponsorizzato dalla stampa filo israeliana che denuncia il jihadismo, il complottismo e l’antisemitismo dei giovani di banlieue. Il documentario è prodotto da un gruppo ebraico liberale vicino alla lobby ultrasionista American Jewish Commettee.

Il quadretto che ci sembra emergere è il seguente:

  • Israele e gli USA non vogliono che l’UNESCO sia un forte opinion maker internazionale perchè non tollerano la minima ingerenza mediatica, la cancellazione delle istanze Palestinesi deve procedere senza intoppi.
  • L’UNESCO pur con l’infiltrazione Israeliana riusciva a passare mozioni che denunciavano la colonizzazione e riconoscevano la Palestina.
  • Israele esce quindi teatralmente dall’UNESCO mentre ha già programmato di assumerne la direzione tramite un’infiltrata, Audrey Azoulay, nuova utile pedina di una scacchiera che la comunità internazionale continua ad ignorare e che i media fanno di tutto per nascondere.

Fonte: Panamza

l’evidenza dei manichini

Salvo Mandarà invita Massimo Mazzucco a discutere di una presunta “teoria dei manichini” o “teoria del tutto falso”che sembra impadronirsi della rete per screditare i veri informatori che parlano di false flag. Tra i sostenitori di questa teoria troviamo Minniti, Marciano’, Quaranta e Terra, ma ce ne sono altri e c’è lo stesso intervistatore: Mandarà.

Salvo fa una corretta presentazione dei due schieramenti: c’è chi crede ai false flag con terroristi di “origine musulmana”, mentalmente manipolati,  che compiono la strage concretamente, con sovra-gestione dei servizi; (Messora, Mazzucco, Ballardini, Barnard, Carpeoro ecc..)
e c’è chi crede che non ci siano nè esecutori reali nè vittime, che si tratti di messe in scena fatte da servizi con la partecipazione di polizia, medici collusi, giornalisti asserviti e largo uso di attori di crisi. Si tratta allora di Hoax.

Va detto intanto che per noi la “Teoria dei manichini” non è una teoria, è semplicemente cio’ che vediamo, e che Mazzucco non vede.

Mazzucco: “L’esperienza mi ha insegnato che non ci si puo più stupire di niente, cio’ che non sembrava plausibile dopo analisi diventa possibile”
Ecco, questo è l’atteggiamento giusto, vediamo se Massimo sarà capace di mantenerlo durante tutta l’intervista.

Il problema, secondo lui è la fattibilità pratica e la logica, ci sarebbe una mancanza di logica nello scenario di una messa in scena senza vittime.
Mazzucco: “La teoria è che è tutta una messa in scena, allora quando vedi dozzine di morti sono tutti manichini, sono tutti attori?”
In realtà nei video “amatoriali” di Barcellona ci sono pochi figuranti, c’è una scarsa decina di feriti e i morti non si vedono mai chiaramente. Eppure la conta ufficiale è di un centinaio tra morti e feriti.

Mazzucco: “manichini finti mescolati a persone vere?”
No, sono manichini veri mescolati a feriti falsi

Salvo chiede “Cosa vedi in questa foto?” Massimo risponde: “Una persona che è stata maciullata in qualche modo”
Noi vediamo un’impossibilità anatomica, poco importa come ci si rompe le ossa, quelle non sono gambe vere.

Mazzucco: “è meglio fare un discorso generale perchè sulla foto singola non ne usciamo”, “l’interpretazione è soggettiva perchè le immagini non sono abbastanza buone”.
Ma è proprio perchè le immagini non sono buone che non possono essere davvero amatoriali e quindi libere da editing. Con i moderni cellulari dovrebbero essere molto più nitide e soprattutto più numerose, pensate soltanto a quante persone fanno i selfies ad ogni metro di una passeggiata, e siamo Alle Ramblas! Due soli video disponibili, potenzialmente soggetti a manipolazioni, prima sceniche e poi grafiche. E perchè avrebbero usato tali immagini se non per coprire la mascherata e sostituire le prove che confermino senza ambiguità la presenza di morti e feriti veri? La foto singola è peraltro importantissima perchè soggetta all’intuito e allo spirito critico di ognuno. Dire “questo è un manichino” non è far funzionare la propria immaginazione per dare una conferma a un’idea che avevamo già, è una semplice constatazione sulla base di cio’ che stiamo vedendo, un’analisi immediata che è frutto della nostra esperienza, in particolare sulla percezione dell’anatomia umana. Infatti, è possibile mai che due gambe possano piegarsi in questo modo?

Mazzucco: Le persone a terra sono feriti veramente o fanno finta?
Salvo: “ci potrebbero essere feriti veri anche se propendo per nè morti e ne feriti”
Secondo noi non ci sono feriti veri, non questa volta, non a Barcellona.

“Se ci sono degli attori, gli altri coinvolti se ne accorgerebbero, quindi è probabile che siano tutti daccordo”
Infatti questo è almeno altrettanto probabile della teoria dei “terroristi manipolati mentalmente”, se non di più.

Mazzucco: “Per ciascuna delle cose che trovi strane io posso avere una spiegazione logica”
Anche noi possiamo trovare una spiegazione, diversa dalla sua e non meno plausibile. Abbiamo già sentito questo ragionamento in bocca ai debunkers.

Aggiunge Mazzucco: l’incidente del mio amico che faceva motocross, frattura scomposta al braccio, finchè tu la forzi non si vede”
Questa spiegazione è incompleta, guardiamo l’immagine 1 , ipotizziamo che questa sia una gamba già rotta sulla quale il ferito non ha ancora esercitato il peso del suo corpo, o comunque non si è mosso, allora perchè nell’immagine 2 la scarpa è slacciata, sfilata e riposta sotto il piede come per reggerlo? si è tolto la scarpa prima di mettersi in piedi senza rendersi conto che era fratturato o se l’è tolta dopo il piegamento dell’osso? o chi gliel’ha tolta, e perchè? perchè quel ferito, in due momenti diversi non è ancora preso in cura dai medici ma giace sotto quelli che sembrano due passanti? La spiegazione del “prima e del dopo” di questa gamba rotta potrebbe stare nella manipolazione delle immagini o nell’uso di una gamba fasulla, la sola tesi della frattura vera che si dichiara qualche minuto dopo il trauma non è sufficente.

Mazzucco: “devi disseminare un certo numero di manichini in un gruppo di persone ferite realmente”
Chi lo ha detto, ci sono invece manichini e attori, i feriti sono falsi.

Mazzucco: “qualcuno il camion lo fa passare davvero”,”anche il camion finto?”
No, il camion è vero ma viene parcheggiato sul posto già ammaccato e senza uso di sangue finto perchè non vogliono metterlo, vogliono creare un corto circuito logico. (un’impronta mnemonica, come vedremo più avanti). Sono stati rilasciati solo DUE video di telecamere a circuito chiuso dove più che vedere un furgone in corsa lo si indovina, ma divergono di 10 minuti e sono anch’essi soggetti a manipolazione.

Mazzucco insiste molto su questo punto: “qual’è il vantaggio di aggiungere manichini se ci sono feriti?”
Insiste sul fatto che bisogna far valere la logica, secondo lui non sta in piedi soprattutto l’ipotesi del tutto falso.
Che è invece per noi la più probabile e la più semplice da realizzare nelle modalità già collaudate dai servizi segreti.

Non si aggiungono manichini a feriti veri, i manichini vengono portati sulla scena allo stesso tempo degli attori di crisi.
Inoltre, se ci fossero morti e feriti veri ci sarebbe probabilmente una ricostruzione della polizia e una conferenza stampa del coroner, cioè del medico legale, l’avete vista voi? E avete visto cosa succede quando la polizia chiama “certi medici” per raccontare una scena che non possono aver visto?

Mazzucco dice che una volta ha bloccato gli Champs Elysees per 2 ore, per un lavoro fotografico, e che non è possibile chiudere un’area per 2 ore per fare un attentato, “non si puo fare senza che la gente se ne accorga”.
INVECE NON SERVONO DUE ORE, UNA MEZZ’ORA POTREBBE BASTARE PER ALLESTIRE IL SET E REGISTRARE I FALSI VIDEO AMATORIALI
Anche quando qualche testimone si accorgesse della messa in scena, sarebbe inevitabilmente zittito o ignorato, altre volte sono poco coraggiosi o personalmente poco strutturati per esporsi ai media, comunque la maggior parte dei testimoni non possono o non vogliono parlare. Giuseppe Sapio, per esempio, è stato coperto d’insulti e ha ritrattato, aveva detto che secondo lui “non era successo niente“.

Mazzucco: “La mancanza di una prova non è la prova di una mancanza”
E allora perchè credere alle autorità sulla parola? L’assenza di immagini amatoriali o di telecamere di sorveglianza è una prova del mancato passaggio del van, se esistessero sarebbero trapelate in qualche modo. Quindi niente immagini = niente prova del passaggio del veicolo ad alta velocità per i 600 metri non coperti dai video “amatoriali”.

e non c’è prova del suo passaggio nella parte finale perchè le uniche immagini lo presentano già fermo!

Salvo: “mandano via la gente e poi fanno la messa in scena”
Per noi è altamente probabile.

Versione di Mazzucco: “Tommix non ha capito cos’è il false flag, prendi dei controllati mentali islamici, non è un problema convincerli, il furgone è reale, chi è andato a uccidere è reale, poi incolpi il terrorismo islamico, Minniti invece usa il concetto di false flag e senza un passaggio logico dice che è tutto falso”. “ci sono le interviste ai medici degli ospedali”, “al papà e la mamma bisogna dirglielo che il bambino non è morto e che è alle Bahamas”, “li fanno con i controllati mentali”, “l’attentato è vero ma il mandante è un altro”
Il punto di Massimo è chiaro ma che Tommix non abbia capito cos’è un false flag è tutto da dimostrare. Il concetto è davvero semplice:
Hoax = niente morti e niente feriti, immagini taroccate, attori di crisi, manichini, falsi medici e quant’altro, per creare uno scenario studiato dai servizi segreti.
False Flag = vero attentato con veri kamikaze manipolati e vere vittime, con sovragestione affidata ai servizi.
Gli Hoax sono anche false flag perchè la responsabilità del falso atto terroristico è inventata e falsa, ma i false flag non sono sempre Hoax, possono avere singole parti organizzate come Hoax, ma ci possono anche essere vittime autentiche nell’integralità della scena.

Quest’ultima metodica è in disuso in Europa e in gran parte dell’occidente “israelo diretto“. poi, certo che gli islamici bisogna convincerli, soprattutto quando sono appena ventenni, e se devi convincerli a cosa serve il lavaggio del cervello in stile MKultra? Per finire, “al papa e alla mamma bisogna dirglielo”, certo che glielo dicono, li coinvolgono nella commedia, e li informano anche della paghetta che riceveranno, il che giustifica certo linguaggio non-verbale assolutamente grottesco da parte dei genitori delle vittime, come in questo caso.

Chi è il mandante?

Qui è facile indovinare chi ci guadagna di più: sono Israele e gli USA, non certo il mondo islamico nè la causa Jihadista che non ha niente a che vedere con questa tragicommedia con risultati di cacca fritta. I veri jihadisti si occuperebbero delle banche e di Israele, ma niente, colpiscono solo il popolino, sarà per aiutare la loro causa? No, evidentemente si vogliono far spazzare via, sono dei jihadisti al servizio di Israele, allora diciamolo chiaramente: per noi occidentali televisionati, i terroristi islamici sono innanzitutto idioti, poi cattivi.

Mazzucco fa l’esempio di Sirhan Sirhan, che era controllato per uccidere (magari sparare a salve mentre qualcun altro sparava davvero), ma andava su una sola persona: Bob Kennedy, qui ci sarebbe invece un forsennato lavato di cervello che riesce a compiere un’azione complicata, in modo efficace, uccidendo o ferendo 100 persone. Che pilota! davvero, e che lucidità nello scappare subito dopo.. è ovvio che i conti non tornino, questa del controllo mentale, seppur fattibile tecnicamente, nel contesto di falsificazione attuale è fra tutte la TEORIA MENO PLAUSIBILE, ma Mazzucco vuole farla passare per la più plausibile perchè lo dice in un certo modo che sembra che ha ragione lui, e addirittura “corregge Salvo”.

Mazzucco: “non sono in grado di confermare nè di negare l’implicazione del Mossad e della CIA”
Eppure sarebbe sufficente avere una minima esperienza da osservatore sul modus operandi del Mossad, le analogie sono tante, anche stavolta!
La polizia locale ha un legame molto stretto con Israele e il Mossad, come lo ha pure la polizia francese, inglese e tedesca.

Mazzucco a Salvo: “tu hai un problema con quello che vedi”
Potrebbe essere il contrario, Salvo puo aver visto bene.

Mazzucco: “nessuno sa risponderci quando chiediamo: allora come si fa ad occupare la scena del delitto in tempo reale”
Si occupa una porzione limitata di suolo pubblico, si usa la polizia e i servizi per pulire la scena e si fanno entrare attori, coordinatori ed addetti agli effetti speciali, tutto viene fatto in fretta, tutto viene fatto male, quindi le immagini non mostreranno mai niente di chiaro. Oppure si puo’ registrare una parte o la totalità delle immagini durante un’esercitazione precedente e le si spaccia ai media come attuali. Non è l’unica verità possibile ma è altamente fattibile.

Mazzucco: “perchè complicarsi la vita con gli attori?”
E allora perchè complicarsi la vita con VERE VITTIME quando basta un falso ben costruito e fatto circolare su tutti i media? La prova che l’hanno fatto bene è che ci hanno creduto anche persone molto sagaci.  

Mazzucco: ci vogliono 500 comparse
No, ce ne vogliono molte meno, meno di 100 sicuramente, forse meno di 50. Ma non è questo il punto, le comparse ci sono, le abbiamo scovate in tutti gli altri attentati, e per ognuna che viene accettata in quel ruolo dai recruters degli acting studios, come Crisis Cast per esempio, ce ne sono altre 10 che sperano di poter entrare nel team, perchè ci sono anche tanti soldini da guadagnare!

Salvo spiega che è meglio limitare il numero di parenti di morti, e che è semplice isolare una parte della Rambla e far allontanare la gente.
Lo pensiamo anche noi.

Spiegazione di Mazzucco sul “bambolotto dell’attentato di Bruxelles“:
“un signore che è rimasto con un bambolotto in mano, è talmente scioccato che non pensa a metterlo giù, ce l’aveva in mano prima e al momento dell’esplosione l’ha tenuto in braccio meccanicamente”
Ma se c’è il bambolotto? DOV’E’ IL BAMBINO? Prende il bambolotto e NON SI OCCUPA DEL BAMBINO? Cosa ci faceva con un bambolotto in mano? Tutti arzigogoli per non dire che filmare una scena finta è possibile, usando un bambolotto.

E tornando a Barcellona aggiunge: “se fai scappare tutti, come fai ad assicurarti che non ci sia il curioso morboso che si accorge della messa in scena?”
Ma far scappare tutti serve proprio a quello, chiudere l’area per evitare la presenza di curiosi, se ne restano, li si potrebbe minacciare, o non li ascolterà nessuno, nessun media ufficiale diffonderà cosa hanno scoperto e se presenti in rete saranno soggette alla censura ed impedite di circolare liberamente, di raggiungere la massa critica. Cosa che è riuscita bene anche a Berlino dove i video (come questo) non mostrano alcuna evidenza di vere vittime e molti video più utili sono stati rimossi.

Salvo ricorda che la scenografia viene fatta in un’area ridotta, ma secondo Mazzucco la dovrebbero vedere le persone dalla finestra e potrebbero andare in TV per dire cosa hanno visto.
Quale TV? infatti lo stesso Mazzucco si rende conto e si corregge.. appena si accorge di parlare un po’ come Attivissimo si dà una raddrizzata e sembra ragionare di nuovo con Salvo.

Poi rincara: “Io conosco la promenade di Nizza e non puoi mettere delle persone false”
Certo che puoi, anche se non conosciamo tutta la loro tecnica dalla A alla Z, è possibile. False vittime, attori di crisi? Possibile anche quello. Esempio video.  Invece come puo’ un camion di quelle dimensioni entrare nel centro di nizza in un giorno di festa nazionale? Con un’ordinanza in corso che ne vieta il transito in TUTTA LA CITTA’? cosi astuto questo terrorista? Oppure è stata la polizia a scortare il camion? 

Mazzucco spiega cos’è il false flag ma non nomina mai l’HOAX, eppure proprio i filmati con titolo con parola chiave Hoax sono i più censurati dalla rete, chi usa la parola Hoax per svelare questo teatrino vede cancellato il suo canale youtube (Side Thorn, Peekay Truth, Anaconda Malt Liquor, Russianvids, How i See the World, Trust One News per citarne alcuni), e anche il documentario di Tommix ha subito la censura.

Possibile che non ci sia una telecamera che ci fa vedere un po cosa è successo?
Risponde Mazzucco:”di video ce ne sono solo 2 o 3, non so perchè non ne fanno vedere altri, forse per non aizzare altri copycats” “il fatto che non te li fanno vedere non vuol dire che non esistono”
Semplice logica: tutti filmano al giorno d’oggi, ci sono più telecamere che occhiali, quindi niente immagini = niente prova del racconto dei media. Ci sarebbero troppi telefoni e troppe telecamere. Il ragionamento di Mazzucco sembra quello che lui stesso ha combattuto per anni, a noi ha ricordato un certo Eugenio Scalfari che disse: “gli americani hanno fatto bene a non mostrare le immagini di Bin Laden da morto, per non idealizzarlo…”

I media sono in stretto contatto con gli organizzatori reali?
Risponde Mazzucco: “non gli viene detto cosa dire, praticano un’autocensura, non le pubblica lui se possono dargli noie”
Secondo noi si tratta invece di veline preconfezionate in Israele o USA e distribuite ai media che non possono fare nessuna verifica, perchè sono notizie concordate imposte dai proprietari (una manciata soltanto) degli stessi media. Chi si oppone è fuori o viene fatto fuori. Sarà un caso che i grandi magnati dei media siano raramente pro musulmani  e cosi’ spesso pro israeliani? E quanto spesso sono direttamente israeliani sionisti? La verità è che lo sono, sionisti, nella totalità dei casi, il sionista ha interesse a distruggere l’immagine dell’islam, distogliere il giovane musulmano dalla lotta sociale attraverso una psicosi di colpevolezza indotta e manipolare il pensiero comune contro i nemici dell’usurpatore israeliano.

Salvo porta l’esempio del video di Bruxelles montato con il video russo, opportunamente modificato per coprire la bufala, “li’ c’è stata un’azione fatta con cognizione di causa per spacciare un falso”.
Secondo Mazzucco invece è l’errore di un singolo e gli altri non hanno verificato, l’hanno messo tutti in onda e poi hanno dovuto fare la correzione. “ce n’è uno che prende il video e non va a verificare la fonte, basta un coglione che prende il video, si sente furbo e la mette in onda cosi’ lui fa 100.000 click e poi lo prende un giornalista, lo propone e lo mettono in onda, poi dopo due giorni arriva la correzione”
“Un errore del primo e tutte le tv si adeguano e lo trasmettono senza verificare, nessuno va a verificare, si fidano del primo”
Secondo noi invece quel video è già stato preparato e viene trasmesso da tutte le televisioni per fornire un legame simbolico tra il racconto dei media e l’attività mnemonica dello spettatore, le prime immagini sono quelle che contano perchè saranno ricordate più a lungo, qualsiasi altra notizia di correzione successiva avrà un effetto più debole sulla memoria e sull’inconscio. Quindi il falso è volontario e fa parte della tecnica di manipolazione.

Secondo Mazzucco I vari filmati dell’ISIS sono falsi
HALLELUHIA diciamo noi, certo che sono falsi!  Mazzucco dice: “le mie analisi le trovate su youtube”, Ma la “decapitazione made in hollywood” e la “decapitazione Foley” non sono più in linea, 
Ci dica allora dove sono, quella almeno è un’analisi giornalisticamente buona.

La no plane theory

LA CENTRALIZZAZIONE DELLA MENZOGNA; come per l’11 settembre in cui poche televisioni hanno mandato le immagini degli aerei, taroccate quasi in tempo reale e quindi zeppe di errori, per esempio la mancata cancellazione dei NOSE OUT, per Barcellona c’era decisamente più tempo, ma cio’ non ha impedito l’emergere di errori. Anche a Barcellona i video sono pochissimi, solo 3,  è LECITO QUINDI PENSARE che questi video siano prodotti dalla stessa organizzazione che ha fatto la messa in scena e poi vengano distribuiti ai media facendoli passare per autentici o artigianali.

Se la menzogna è centralizzata, allora c’è un fornitore dei falsi video artigianali e ci sono tutti i media che li diffondono senza distanza critica.

Tra i produttori di questi video, a livello esecutivo, potrebbe ben logicamente figurare Rita Katz, che è quella che invece trova tutte le rivendicazioni, su un unico canale terrorista, quello di Amaq.

Salvo chiede: Come fa l’aereo ad entrare per intero nella torre d’acciaio?
risponde Mazzucco: Energia cinetica con la massa moltiplicata per la velocità al quadrato (K=\frac{1}{2}mv^{2} ) prendendo una mollica per fare l’esempio, l’energia cinetica della mollica è la sua massa moltiplicata per il quadrato della velocità, quindi se ti prendi una mollica lanciata da vicino non ti fa nulla, se ne becchi una che viaggia ad altissima velocità ti puo attraversare la testa. Ecco perchè facevano volare gli aerei a 900 all’ora, in quel modo li’ possono entrare per intero.
E INVECE NO, LA LOGICA VUOLE CHE ALMENO ALCUNI DETRITI RIMANGANO ALL’ESTERNO, l’energia cinetica diminuisce con la resistenza dell’edificio in metallo, quindi almeno parti dell’aereo sarebbero dovute restare all’esterno, anche se gli aerei fossero rinforzati. Inoltre l’approccio più sensato potrebbe essere il seguente: BISOGNA FIDARSI DEI NOSTRI OCCHI, NELLE IMMAGINI UFFICIALI GLI AEREI SONO PIXELS, NON OGGETTI CON UNA MASSA, questo è particolarmente evidente grazie agli slow motion. VEDI USO DI EDITING SOFTWARE

Quella sagoma nella torre è stata creata dagli esplosivi?

E’ POSSIBILE, MA IL PROBLEMA NON STA NEI CALCOLI, STA NELL’EVIDENZA VISIVA, LE IMMAGINI FORNITE DAI MEDIA SONO UNA PROVA DI MONTAGGIO VIDEO E SI VEDE CHIARAMENTE (IN TUTTI GLI SLOW MOTION DISPONIBILI), CHE GLI AEREI NON HANNO CORPO, SONO UN AMMASSO DI PIXELS IN MOVIMENTO.

Tornando a Barcellona.

Dice Mazzucco: “Ho visto le fotografie dell’incidente al ciclista Scarponi e di un altro incidente dove ha perso la vita Nicky Hayden e non c’erano tracce di sangue, quando vieni investito hai un impatto con traumi interni, devo pensare che anche Nicky Hayden fosse un manichino?”
E noi dobbiamo pensare che LE PROBABILITA’ che questi schizzi di sangue si verifichino per UNA PERSONA siano gli stessi che in uno scontro CON 100 PERSONE?

Salvo infatti fa notare: “sul piano delle probabilità è possibile che qualcuno fra i 100 abbia una ferita con sangue”. Noi pensiamo che la probabilità statistica del “niente schizzi” sia remota: A Barcellona infatti c’è anche un paraurti che si rompe progressivamente, scoprendo un frontale sempre piu’ tagliente che dovrebbe aumentare 

Poi Mazzucco usa la suocera per fare un esempio: “non è che se la investo a 30 km all’ora esce il sangue (con tutto il rispetto, tra l’altro la suocera non ce l’ho neanche più)” Il massimo dell’eleganza…

“Per fare un’analisi seria di qualsiasi immagine servono almeno 3 inquadrature” aggiunge Mazzucco.
E’ vero ma non sempre, a volte una foto puo’ bastare, soprattutto quando si conosce il contesto. Se è troppo evidente che una foto ritragga una mela per esempio, non chiederemo necessariamente di vederne altre due, diremmo “qui vedo una mela”. A noi infatti i MANICHINI pare proprio di vederli, dopo aver analizzato le immagini in tutti i modi (video inclusi) li vediamo ancora e ci pare strano che qualcuno non li veda, a meno di un corto circuito logico che ne impedisca il riconoscimento.

Mazzucco è parso più autoritario che autorevole, ma soprattutto molto nervoso, anche quando ride. E questa non è una teoria, è la nostra impressione.

 

se qualcuno vedesse un vero attentato..

..vedrebbe tutto questo?

Queste sono alcune fra le decine di evidenze che smentiscono la teoria dell’attentato islamico e dell’uso di terroristi (anche manipolati mentalmente) che guidano un furgone omicida, teoria spacciata anche da Ballardini, Carpeoro, Mazzucco e Barnard.

Noi pensiamo invece che secondo logica e secondo evidenza, il furgone non abbia falciato nessuno, dei 700 metri del suo percorso non si vedono che i danni causati negli ultimi 50/100 metri. Non c’è nessuna evidenza di vittime vere neanche per quel tratto, abbondanza invece di attori di crisi e manichini. Ad oggi non è emersa nessuna immagine nè amatoriale nè delle telecamere di sorveglianza dei primi 600 metri della corsa del veicolo in questione.

La scenografia di questo Hoax si concentra sui pochi metri coperti dalle supposte immagini amatoriali, ancora una volta filmate con apparecchi antidiluviani.

clicca sulle foto per la dicascalia

Emmanuel Macron: l’uomo senza arte né partito

Vi siete chiesti come fa un giovane arrivista a vincere le elezioni presidenziali senza dietro un partito e senza una fortuna personale sufficiente a gestire la campagna elettorale?

Per capirlo, invece di parlare del signor nessuno Macron vi invitiamo a fare la conoscenza di Patrick Drahi, patron dell’impero mediatico che ha costruito il candidato Macron dalla testa ai piedi.

Altice è la casa madre del suo impero, creata nel 2001, presente in Francia e all’estero, attiva nei settori di comunicazione, TV via cavo, fibra ottica, internet e telefonia mobile.

Secondo Forbes Drahi è la 57° fortuna mondiale, la 3° francese per un fatturato di 25 miliardi di euro, il suo debito si eleva però a 50 miliardi di euro, debito che ha contratto con alcune banche d’affari, quali BNP, Goldman Sachs, Morgan Stanley, JP Morgan, ecc.

Lui è franco-israeliano, nato in Marocco da genitori entrambi professori di matematica trasferitisi a Montpellier. Nel 90 sposa Lina, una Siriana ortodossa a cui chiede di sposarlo poche ore dopo averla conosciuta.. 

Da Lina avrà 4 figli che oggi seguono i più alti studi tra Bristol, Tel Aviv e Ginevra, dove la coppia risiede. Sebbene poco religioso, dopo il matrimonio civile, sceglie di risposarsi in sinagoga, finanzia associazioni israeliane, fondazioni ebraiche e partecipa con i figli alle cerimonie comunitarie.

Le sue costosissime proprietà in Svizzera sono concentrate tra Ginevra e Zermatt dove continua a comprare immobili e strutture.

Nel 2009 ottiene la nazionalità israeliana scegliendo di abbandonare quella francese, nel 2015 è la prima fortuna economica del paese, un personaggio importante, tanto da essere ricevuto più volte da Shimon Peres, e i suoi investimenti sono in continuo aumento. Drahi pratica con generosità un sionismo attivo, ovvero a suon di affari e propaganda, senza però dichiarare troppo apertamente la sua fede per evitare di urtare la sensibilità di eventuali partners d’affari arabi.

Patrick Drahi incontra il ministro israeliano per le comunicazioni 12/04/2011

Come politecnico ha lavorato prima per Philips, poi Kinnevik e France Telecom. Si interessa particolarmente alle trasmissioni via cavo e fibra ottica, cominciando a comprare piccole reti provinciali attraverso un metodo chiamato LBO, acronimo inglese di Laveraged Buy-Out, che consiste nel comprare aziende dal valore molto superiore alle proprie capacità economiche attraverso ingenti prestiti dalle banche, per poi mettere in atto una strategia di riduzione dei costi e servendosi dell’azienda per ripagare le banche, diminuendo quindi i salari, aumentando le ore di lavoro, tagliando il personale, facendola quotare in borsa, o rivendendola in forma più snella in seguito.

Tra il 94 e il 95 crea due operatori di rete via cavo, nel 2000 si allea con NRJ e Wendel per formare Fortel, nel 2001 nasce il gruppo d’investimento Altice che un anno dopo controlla già la quasi totalità della rete cablata in Francia. Nel 2007 cede Noos a favore di Numericable, comincia a comprare all’estero, acquisisce negli Stati Uniti, in Portogallo, in Belgio, nel Lussemburgo, nelle Antille, nella Repubblica Dominicana e in Israele, dove scala Hot, il più importante operatore via cavo, con un piano che prevedeva 2800 licenziamenti e l’introduzione di esternalizzazioni e subappalti. Compra quindi un grande appartamento a Tel Aviv, situato nella torre Rothschild. Non a caso Drahi incontrerà proprio i Rothschild che si mostrano interessati alla Fondazione Drahi, creata per fare e ricevere donazioni in Israele e in Francia, soprattutto per progetti destinati alla comunità ebraica, o donazioni strategiche come i 7 milioni di euro offerti alla Scuola Politecnica di Francia.

Nel 2013 entra in borsa e qualche mese dopo compra la compagnia telefonica SFR, diventando il secondo maggior gruppo di telecomunicazioni in Francia. Macron allora ministro dell’economia dà il via libera all’operazione a detrimento del concorrente Bouygues telecom, il gruppo Vivendi, sottoposto ad una meticolosa attività di lobbying e spionaggio, cede quindi  SFR a Drahi per 13 miliardi di euro.

Tra il 2014 e il 2015 continuano gli acquisti con Virgin Mobile, Portugal Telecom e negli USA Cablevision, nel 2016 ristruttura SFR creando due assi: SFR Media e SFR Telecoms.

Patrick Drahi è un vero appassionato di paradisi fiscali, la sede legale di Altice è infatti in Lussemburgo, il gruppo è quotato alla borsa di Amsterdam dal 2014, la sua holding personale (Next Limited Partnership) è registrata nell’isola britannica di Guernesey, ha conti in una miriade di altre sedi off shore e vive in Svizzera da 12 anni, da dove gestisce una varietà di piccole holding.

Il suo gruppo Altice che conta 55.000 dipendenti ha intanto comprato alcune testate giornalistiche quali l’Express (valore stimato di circa 25 milioni), BFMTV, RMC, L’expansion, Studio Cine Live, Liberation (nel 2014 in comproprietà con Marc Laufer), salvandola dal fallimento con 14 milioni di euro e trasferendo i locali nella sede dell’Express per ridurre i costi.

Acquisisce alcune riviste professionali quali NewsCo, L’étudiant, Point Banque, Pianiste, Lire:, Mieux vivre votre argent, l’Entreprise, Maison Française, Classica; oltre ad alcuni canali sportivi. Continua ad acquistare reti di fibra ottica, tutto finanziato dalle banche, insomma si direbbe che più i suoi debiti aumentano e più le banche hanno voglia di fargli credito.

In israele ha già il monopolio della rete via cavo e la sua televisione israeliana I24 news sbarca subito anche in Francia, distinguendosi per una linea editoriale marcatamente atlantista e sionista e tenuta da Drahi nonostante gli utili restino in perdita, allo scopo di “portare il punto di vista d’israele in tutto il mondo”.

Le banche adorano Drahi perchè grazie a lui possono diversificare i propri investimenti in tutte le aziende più strategiche, controllarle attraverso una costante attività di “consiglio”, in particolare sulla riduzione dei costi, sul monopolio e sulla rendita, al fine di trasformare le società appena acquistate in macchine da cash.

Risultato: SFR taglia prima 1000 posti e un terzo degli effettivi a Liberation e all’Express (che aveva accumulato un passivo di 90 milioni), poi a SFR scatta la forbice per altri 5.000 posti. Intanto gli abbonati scappano a gambe levate verso altri operatori, ma Drahi non sembra sensibile all’allarmismo dei lavoratori e dei sindacati, e si serve di SFR-Numericable per comprare l’intero settore stampa di Altice per 240 milioni, facendo quindi un accordo commerciale con sè stesso, perchè entrambe le società gli appartenevano.

Arnaud Montebourg, ex ministro dell’economia del governo Hollande suggeriva che Drahi “doveva fare il conti col fisco”, per tutta risposta Drahi disse che aveva già investito 3 miliardi di euro in Francia… passando candidamente la spugna sui paradisi fiscali e facendo valere quelle che chiama “normali agevolazioni permesse dal sistema fiscale”.

organigramma dell’impero Drahi

Ciò che pare evidente agli osservatori economici, anche delle testate definite mainstream, è che Drahi usa le aziende per fornire soldi freschi alle banche, che il suo conflitto d’interessi ha proporzioni crescenti, essendo allo stesso tempo affarista, evasore fiscale e proprietario dei media che dovrebbero informare sulla scena economica in cui opera.

L’influenza politica è quindi prioritaria per Drahi, indispensabile per riuscire a sbloccare le serrature del controllo governativo sui suoi affari e consolidare una cerchia di partners limitata e cooperante. Non è casuale che a controllare tutti i media francesi ci sia attualmente una scarsa decina di persone.

Alcuni personaggi di spicco dell’impero Drahi:

Michel Combes (già dirigente della Alcatel) è a capo del gruppo SFR-Numericable e dirige il settore media di Altice;

Bruno Ledoux, ex proprietario di Liberation insieme a Drahi passa alla direzione acquisti della sezione stampa di SFR;

Bernard Mourad, ex banchiere della Morgan Stanley passa alla vice presidenza di SFR e allo sviluppo di Altice Media. Mourad sarà consigliere di Emmanuel Macron durante tutta la campagna presidenziale;

Alain Weill migra dalla società che ha fondato Netxradiotv alla direzione di SFR media;

Marc Laufer co-dirige il settore stampa di SFR presse;

Vediamo ora più precisamente come Drahi ha ottenuto SFR grazie a Macron.

All’inizio del 2014 Emmanuel Macron era già segretario generale aggiunto all’eliseo, a presentarlo a Hollande fu il guru del mondialismo d’affari e teorico del giudaismo internazionale Jacques Attali. 

“Gerusalemme sarebbe la capitale ideale del nuovo governo mondiale” Jacques Attali.

Nell’agosto 2014 Macron è ancora uno sconosciuto ma Attali dichiarava profeticamente su BFMTV (di Drahi) che “ha la stoffa del presidente”. 

Per pura coincidenza: Attali è un editorialista dell’Express (di Drahi) e Macron sarà l’ispiratore delle misure economiche di François Hollande. Tra i “tutori d’ufficio” non poteva capitargliene uno più tenace e lungimirante di Attali.

Ogni velleità di self-made-man è quindi da mettere definitivamente da parte parlando di Macron, quella che potrebbe essere sua madre (Brigitte) è la sua sposa e quello che potrebbe essere suo nonno (Jacques) è il suo padrino.

Attali e Macron

 

L’uomo giusto al momento giusto.

Quando Martin Bouygues e Patrick Drahi si disputano l’acquisizione di SFR, Emmanuel Macron gioca un ruolo decisivo, dando il via libera al passaggio della società dal gruppo Vivendi a Numericable, e aprendo la strada per un aumento del valore azionario a favore del gruppo Drahi di circa 14 miliardi. Ricordiamo che Arnaud Montebourg si era opposto a Drahi per proteggere i lavoratori SFR e perchè temeva che la fusione coprisse una mastodontica evasione fiscale. Emmanuel Macron, appena subentrato, dà invece il nulla osta.

Risultato? 5000 licenziamenti colpiscono SFR e non ci sarà rimpatrio dei capitali dal Lussemburgo alla Francia.

Per finanziare l’acquisto di SFR Drahi aveva fatto ricorso alla Morgan Stanley attraverso il banchiere d’affari Bernard Mourad che presto sarà suo diretto collaboratore prendendo la direzione di Altice Media Group, quello che diventerà SFR Presse.

Nell’ottobre del 2016 Mourad, dopo aver risolto i problemi di liquidità di Drahi, entra a far parte del team elettorale di Emmanuel Macron.

Tutta la campagna di Macron è gestita da figure che stavano già con Hollande o dietro Hollande, che non amano nessun tipo di controllo sugli affari e che sanno come trasformare un gobbo in un contorsionista, figuriamoci un candidato senza partito in presidente… Il compito di Macron è favorire la deregulation e tranquillizzare gli attori economici, per farlo più efficacemente deve accedere alle più alte cariche politiche e Drahi è pronto a tutto per aiutarlo. 

Quello messo in atto da Drahi per fargli ottenere l’elezione è un autentico bombardamento mediatico, al quale ha partecipato, neanche a dirlo, tutto l’establishment politico, ben contento di accettare lo sfascio dei due vecchi partiti di governo per salire sul carro del vincitore predestinato.

Nei media francesi il tempo di parola di Macron equivale al tempo concesso a tutti gli altri candidati del primo turno messi insieme. Macron ha ricevuto il supporto incessante di l’Express e poi di BFMTV attraverso Christophe Barbier, personaggio chiave della propaganda pro-Macron presieduta da Drahi. Si tratta di migliaia di articoli di giornale, 50 copertine di periodici, centinaia di ore di esposizione televisiva, tutto in tono rigorosamente apologetico.

Macron e consorte con Barbier

Verrà utilizzato qualsiasi canale di propaganda. Tanto che durante la campagna elettorale decine di migliaia di abbonati SFR ricevono un messaggio sulla segreteria telefonica, è la voce di Macron che li invita a votare per lui. Drahi si dichiara estraneo a questa operazione di marketing, nonostante tutti giochino allo scoperto: Drahi porta Macron e Macron porta Drahi, l’uno sarebbe rimasto piccolo senza l’altro, e l’altro sarebbe rimasto senza campagna mediatica.

Il cerchio si chiude, l’ex banchiere Rothschild spinto dall’imprenditore vicino ai Rothschild fa breccia nell’elettorato, che non vuole sentir parlare di Marine Le Pen perché è antipatica, ma festeggia l’arrivo di una presidenza che prevede già nel suo DNA: più banche, più sionismo, più europa, più euro, più immigrazione e un liberalismo ancora più selvaggio. Stà tutto scritto in modo indelebile nella rete d’interessi che ha messo Macron in sella alle presidenziali.

Il nocciolo delle presidenziali era in realtà un referendum, che cerchiamo di decriptare per voi: “vuoi tu popolo francese un percorso di cancellazione dei diritti sociali a 50 all’ora o a 100 all’ora?”
Con Macron hanno scelto la seconda opzione. Punto.
Ci sembra che Marine Le Pen non fosse pronta a governare, che avendo eliminato il padre e sputato sull’elettorato pro-musulmano non meritasse di vincere, e che probabilmente si accontenta della sua egemonia nell’opposizione. Emmanuel Macron invece è prontissimo, grazie al suo cinismo, a portare avanti l’agenda europeista fino alle sue più estreme conseguenze.
A meno di grossi stravolgimenti nelle legislative, il percorso di passione della Francia è segnato, sarà macelleria sociale.

 

Documento realizzato con traduzioni, sintesi e adattamenti di articoli della stampa nazionale.

Per approfondire:

https://francais.rt.com/france/33751-emmanuel-macron-candidat-altice-patrick-drahi
http://resistancerepublicaine.eu/2017/02/13/cest-bien-macron-qui-a-permis-le-rachat-de-sfr-par-drahi-6eme-fortune-francaise/

« Enquête Exclusive ! La fabrication du candidat Macron pantin de Drahi ?… »


https://m.lesechos.fr/0211748858427.htmhttps://francais.rt.com/france/3518-bouygues-rachat-sfr


L’assurdo uccide

Al momento, del recente attentato di Berlino si conosce solo la narrativa imposta dalla polizia e dai media, ovvero la spazzatura intellettuale che dobbiamo continuamente evitare per non restarne sepolti. Ma stavolta è ancora più dura non cedere allo scoramento rischiando di farsi travolgere dall’assurdo. Vediamo perchè:

In televisione si racconta la storia unica di Anis Amri che è partito dall’Italia per Berlino, ha fatto la strage, ha dimenticato il documento sotto il sedile del camion, è fuggito in italia girando mezza europa ed è stato ucciso da un giovane poliziotto in prova.

Noi questa storia non possiamo raccontarla ne adattare la lingua a cotanta follia, ci limiteremo quindi a spiegare le cose così come paiono logiche ed evidenti.

L’attentato non è stato commesso da un islamista legato ad ISIS, è una messa in scena dei servizi segreti con la complicità della polizia tedesca.

Ancora una volta è l’officina di propaganda israelo-americana SITE Intelligence Group a “trovare” per prima la rivendicazione ISIS di questo ultimo clamoroso hoax.

Una fabbrica di falsi mediatici clandestina che sfugge ad ogni verifica fattuale e di cui i media occidentali si servono per alimentare la crociata contro i musulmani voluta dalla mafia mondiale sionista che li controlla.
Come fa Rita Katz ad ottenere queste informazioni sempre prima degli altri? Tutti gli attentati passano dai suoi monitor perché ha l’esclusiva coi canali terroristi? Perché?
Oppure esiste un collegamento tra la propaganda di SITE e l’industria della guerra USraeliana? Su questo restano pochi dubbi visto che il clan della Katz produce anche le false esecuzioni che poi farà finta di trovare sul canale terrorista gestito da loro stessi: Amaq.

Al momento, su 12 morti solo 5 sono stati identificati, ne mancano 7, com’è possibile a 7 giorni dall’attentato? Forse che il camion ha travolto una bancarella di profughi senza documenti?
Dove sono le carte d’identità, le carte di credito, i telefoni con relativa scheda SIM, dove sono le varie tessere che generalmente imbottiscono il portafogli? Com’è possibile credere che per identificare 7 cittadini tedeschi si debba ricorrere all’esame del DNA?

Anche stavolta dobbiamo salutare la vittima italiana Fabrizia Di Lorenzo senza nessuna prova della sua morte, il conducente del TIR e la turista israeliana che sarebbe addirittura “dispersa”, c’è la donna ucraina di cui non si sa niente e poi c’è la ceca Nada Cizmar, una ragazza talmente discreta che ha aggiornato la sua immagine di copertina Facebook per l’ultima volta nel Novembre 2015. Anche loro da piangere, ma soprattutto perché coinvolti in uno degli hoax più pacchiani a memoria d’uomo.

Tra i feriti però ci sono i crisis actors, come potevano mancare?

Ce ne sono due molto bravi di Palermo. Una è la raggiante Elisabetta Ragno, quella che sorride raccontando l’orrore di Berlino,

l’altro è il suo compagno di marachelle Giuseppe La Grassa. In questo video La Grassa commette un grosso errore di recitazione dicendo: “a parte ciò che ho raccontato a te poi mi sono rimasti solo bei ricordi del viaggio”.
Ovvero niente shock post traumatico per lui, “la cartolina” che gli viene in mente per prima non ritrae i corpi straziati ma la bellezza del viaggio.
In questa seconda versione della stessa intervista i cripto giornalisti tagliano infatti quella parte imbarazzante, ma La Grassa dice “travolto e spazzato a terra” dimenticando che è stato colpito alla spalla sinistra, come aveva invece dichiarato in quest’altra intervista.

Vale la pena precisare che Giuseppe La Grassa è un attore, un pessimo, uno squattrinato che ha accettato di recitare questo copione per soldi, ma non un mitomane spontaneo.

C’è la giornalista Finlandese Merja Sundstrom che si fa passare per testimone oculare, per continuare la tradizione dei testimoni legati al governo o ai media, onnipresenti in caso di false flag o hoax.

Anche gli stati Uniti fanno la loro parte con questa pasticciona, Shandana Durrani, un’impiegata di Google che proprio non riesce a dire una frase senza leggere lo script posto a fianco alla telecamera che la riprende. Video.

Anche Ariel Zurawski, altro crisis actor, proprietario del “camion omicida” di Berlino ha un profilo tutto particolare:


https://www.facebook.com/374848702674478/photos/a.475240242635323.1073741831.374848702674478/657632181062794/?type=3&theater

D’israeliani ce n’è sempre in abbondanza quando accadono fatti di questo genere, spesso avvenimenti senza nessun riscontro reale, a volte false flag con decine di morti, ma con una costante: la distruzione dell’immagine dei musulmani a livello mondiale.

Ad esempio, dieci minuti prima che il camion “falciasse la folla”, il Prof. Shlomo Shpiro passeggiava al mercato di Natale tra uno stand e l’altro.
Shpiro è israeliano, esperto di “gestione di crisi”, di terrorismo e spionaggio, legato ai servizi segreti israeliani, consulente per la NATO e docente della Bar Ilan University di Tel Aviv.
Ha raccontato al Bild: “E ‘stato per pura fortuna che non fossi più lì. Fuori faceva troppo freddo, così ho preso un autobus e mi sono allontanato. Poco tempo dopo abbiamo sentito le sirene “
Lutz Bachman invece, ex criminale tedesco, presidente di un’organizzazione xenofoba cripto-israeliana chiamata PEGIDA ha rivelato su Twitter la nazionalità del terrorista a sole 2 ore dall’attentato, adducendo “fonti interne della polizia”, quando la polizia però cercava ancora un pakistano, ovvero prima che il documento trovato nel camion identificasse Anis Amri.
 
Inoltre, ma questa ovviamente è una coincidenza…
Il capo del Mossad Yossi Cohen ha incontrato Donald Trump a porte chiuse a pochi giorni dall’attentato.

Come fai a fare un attentato islamico senza personaggi legati ad Israele? C’è addirittura il sospetto, alimentato dalle malelingue, che li faccia tutti il Mossad con la complicità della polizia e altri servizi occulti, e che l’israeliana ultrasionista Rita Katz si occupi soprattutto di spargere la voce del padrone.

Tutti però si concentrano sul lupo solitario. Persuasivi i media, ben al di là dell’inverosimile.

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Ecco un breve excursus di alcuni altri capolavori dell’assurdo andati in onda a reti unificate e attribuiti al terrorismo islamico malgrado la totale assenza di prove:

*11 SETTEMBRE 2001 – più di 3000 vittime in una serie di attentati aerei negli USA
3 TORRI ABBATTUTE CON 2 AEREI IN CGI, CONTRAEREA MILITARE FUORI SERVIZIO PER 2 ORE, DOCUMENTI RITROVATI INTATTI DALLE TORRI POLVERIZZATE, NESSUN AEREO SUL PENTAGONO, ALTRO AEREO SPARITO IN UN BUCO IN PENNSYLVANIA, USO DI CRISIS ACTORS

* 11 MARZO 2004 – 191 morti e quasi 2.000 feriti in una serie di attentati con bombe nascoste in bagagli su diversi treni pendolari in tre stazioni di Madrid, fra cui Atocha e dintorni;
NESSUNA PROVA, FONTI DELLA POLIZIA

* 7 LUGLIO 2005 – 56 morti (fra cui 4 kamikaze) in 4 attentati suicidi sulla metropolitana e su un autobus a Londra. Circa 700 feriti. Il 21 luglio seguono altre quattro esplosioni sulla metropolitana e su un autobus, ma solo detonatori, e non ci sono vittime;
L’UNICA PROVA È UNA FOTO TAROCCATA CON PHOTOSHOP DEI PRESUNTI TERRORISTI ALL’ENTRATA DI UN METRO. USO DI CRISIS ACTORS

* 19 MARZO 2012 – Un uomo apre il fuoco davanti una scuola ebraica a Tolosa, uccidendo un rabbino e tre studenti. Una settimana prima lo stesso killer aveva compiuto due agguati contro militari a Tolosa e a Montauban: tre morti e un ferito;
NESSUNA PROVA, DICHIARAZIONI DEI TESTIMONI CONTRARIE ALLA VERSIONE DELLA POLIZIA, CORPI DELLE VITTIME SPEDITI IN ISRAELE SENZA AUTOPSIA, USO DI CRISIS ACTORS

* 24 MAGGIO 2014 – Un uomo uccide quattro persone a colpi di kalashnikov al museo ebraico di Bruxelles. Gli inquirenti arrestano un 29enne francese di origini arabe sospettato di essere stato in Siria nel 2013 come volontario nelle file dei jihadisti dell’Isis;
NESSUNA PROVA, FONTI DELLA POLIZIA, USO DI CRISIS ACTORS

* 7 GENNAIO 2015 – 12 morti nell’attacco compiuto da due terroristi islamici nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi. Il 9 gennaio il terrorista Coulibaly prende in ostaggio una decina di persone e ne uccide quattro in un supermercato kosher a Vincennes;
DOCUMENTI TROVATI SUL VEICOLO, COULIBALY UCCISO QUANDO ERA GIÀ AMMANETTATO, USO DI CRISIS ACTORS

* 14 FEBBRAIO 2015 – Sparatoria in un caffè di Copenaghen con un morto e tre feriti ad un convegno sulla libertà d’espressione organizzato dall’artista Lars Vilks, autore di numerose caricature del profeta Maometto nel 2007. Poche ore dopo una seconda sparatoria vicino a una sinagoga: 3 feriti;
NESSUNA PROVA, FONTI DELLA POLIZIA

* 13 NOVEMBRE 2015 – 130 le vittime di tre attacchi coordinati a Parigi e dintorni. Tre kamikaze si fanno esplodere da soli vicino allo Stade de France, morto un passante; NESSUNA PROVA, 39 vittime nell’11/o arrondissement, uccise a colpi di kalashnikov sparati contro diversi bar e ristoranti; 90 uccisi da un commando kamikaze nella sala concerti Bataclan.
COMMANDO DEL MOSSAD SPACCIATO PER ISLAMICO. IDENTIFICAZIONE DEI TERRORISTI INCOMPATIBILE CON LE TESTIMONIANZE E LE IMMAGINI VIDEO CONSEGNATE AL DAILY MAIL. UNICA FOTO DEL BATACLAN FORNITA DA UN’AGENZIA ISRAELIANA, USO DI CRISIS ACTORS

* 22 MARZO 2016 – 31 morti e circa 300 feriti in una raffica di attentati compiuti a Bruxelles e rivendicati dall’Isis: due all’aeroporto Zaventem e uno alla stazione della metro di Maalbeek.
NESSUNA PROVA, FONTI DELLA POLIZIA, USO DI CRISIS ACTORS

* 28 GIUGNO 2016 – 41 morti e 239 feriti all’attentato di una donna kamikaze del 28 giugno all’aeroporto di Istanbul.
NESSUNA PROVA, FONTI DELLA POLIZIA

* 14 LUGLIO 2016 – decine di morti (almeno 74 secondo un primo bilancio), circa 130 feriti di cui una quarantina gravissimi a Nizza per l’attacco di un pesante camion che ha falciato la folla per 2 km sul lungomare della Promenade del Anglais, poi ucciso dalla polizia.
DOCUMENTI TROVATI SUL VEICOLO. IL CAMION NON POTEVA ENTRARE A NIZZA. UNICHE IMMAGINI RIPRESE DA ISRAELIANI, USO DI CRISIS ACTORS

* 19 DICEMBRE 2016 – 12 morti e 50 feriti in un attentato al mercatino di Natale di Berlino. Un camion ha falciato i passanti, l’attentatore ucciso alcuni giorni dopo in Italia.
NESSUNA PROVA, DOCUMENTI TROVATI NEL VEICOLO. NON C’È LA LISTA DELLE VITTIME. NESSUNA IMMAGINE A SUPPORTO DELLA VERSIONE DELLA POLIZIA, USO DI CRISIS ACTORS

***NOTA BENE: “nessuna prova” significa “nessuna prova di una regia islamista”

Aspen, legami di sangue

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Cos’è Aspen?
Prima ancora bisogna chiedersi cosa fa.
Aspen si occupa di rappresentare le istanze multinazionali (americane per lo più) in tutto il mondo. Spinto da finanziamenti trasversali, influenza i governi nazionali, infiltrando la sua attività di lobbying in tutti i settori strategici, dall’economia alla cultura passando per la politica. Negli ultimi 10 anni, rari sono i ministri italiani che Aspen non abbia direttamente nominato o favorito.

Cos’è allora?

Aspen Institute è un think tank di proprietà di David Rockefeller con base a Washington D.C.
Lo statuto dichiara fra i suoi fini quello d’incoraggiare le “leadership illuminate” e di fare “promozione delle leadership”.
Aspen organizza riunioni blindate per gestire interessi multinazionali e ha legami coi servizi segreti.
Il CEO Walter Isaacson lavora per la propaganda statunitense dal 2001.
In Italia trovare un ministro senza legami con Aspen è quasi impossibile.
I direttori dei maggiori media nazionali partecipano alle riunioni e agli eventi organizzati da Aspen.
La promozione dello stato d’Israele è una costante della sua attività internazionale come pure i grandi giri d’affari legati alla strategia di guerra israelo-americana.
Gli ultimi governi imposti dalle banche: Letta, Monti, Renzi e Gentiloni sono legati ad Aspen e vi collaborano attivamente.

lista non esaustiva di personalità legate ad Aspen Italia

Giulio Tremonti – presidente
Giuliano Amato – presidente onorario
Gianni De Michelis – presidente onorario
Cesare Romiti – presidente onorario
Carlo Scognamiglio – presidente onorario
John Elkann – vicepresidente
Elena Zambon – vicepresidente
Paolo Savona – vicario
Marta Dassù – direttore Aspenia
Lucia Annunziata – direttore responsabile Aspenia
Adelia Lovati – direttore amministrativo
Angelo Maria Petroni – segretario generale
Giuseppe Cattaneo – consigliere del presidente
Beatrice Trussardi – presidente “amici di Aspen”
Lucio Stanca – tesoriere e presidente “Aspen junior fellows”
Mario Monti
Romano Prodi
Francesco Profumo
Luigi Abete
Sergio Berlinguer
Franco Frattini
Gianni Letta
Emma Marcegaglia
Paolo Mieli
Marco Tronchetti Provera
Francesco Starace
Domenico Cacopardo
Sabino Cassese
Gerhard Dambach
Jean-Paul Fitoussi
Marco Fortis
Gabriele Galateri di Genola
Richard Gardner
Donato lacovone
Giampiero Massolo
Enzo Moavero Milanesi
Mario Moretti Polegato
Lorenzo Ornaghi
Riccardo Perissich
Alberto Quadrio Curzio
Erwin Rauhe
Dario Rinero
Gianfelice Rocca
Nicoletta Spagnoli
Robert K. Steel
Giuliano Urbani
Giacomo Vaciago
Flavio Valeri
Giuseppe Vita

Se il sionismo è la cura..


​Teva Pharmaceutical Industries Ltd, una delle industrie di punta dello stato terrorista d’Israele, è la leader mondiale nel mercato dei farmaci equivalenti, con presenza diretta in circa 60 Paesi. 
Il fatturato consolidato del gruppo, nel 2014 ha raggiunto i 20,3 miliardi di dollari. L’investimento in ricerca nel 2014 è stato di 360 milioni di dollari.

Teva annovera nel mondo più di 51 stabilimenti di produzione, tra cui 21 impianti dedicati alla sintesi e distribuzione di principi attivi alle principali major del mondo del farmaco.

Grazie all’infiltrazione politica e ad una capillare attività di lobbying i loro medicinali chemioterapici vengono introdotti in un numero sempre crescente di strutture ospedaliere. Se un vostro parente o conoscente ha la “sfortuna” di farsi somministrare la chemio, sarà un probabile consumatore del carboplatino ed altri chemioterapici TEVA. Vi potrà consolare il fatto che sta almeno contribuendo alle finanze dello stato ebraico, intossicandosi a morte ma portando benessere economico ad un popolo che ha molto sofferto…

https://youtu.be/iDpkebOqPps 

Achille Lauro, la nave che batteva falsa bandiera

Bettino Craxi ha mentito sulle vicende Achille Lauro e Sigonella, Marco Travaglio ha coperto la menzogna con un’altra menzogna.

La versione ebraica del dirottamento dell’Achille Lauro, 7 ottobre 1985

Quattro terroristi palestinesi armati fino ai denti dirottano nel mese di ottobre la nave da crociera italiana Achille Lauro, che trasportava più di 400 passeggeri e l’equipaggio al largo delle coste dell’Egitto. I pirati chiedono che Israele rilasci 50 prigionieri palestinesi. I terroristi uccidono un turista americano paralitico di 69 anni, Leon Klinghoffer, e gettano il suo corpo in mare con la sua sedia a rotelle.

Dopo un dramma di due giorni, i pirati si arrendono in cambio di una promessa di “transito sicuro”. Ma quando un jet egiziano cerca di liberare i terroristi, un aereo da caccia F-14 della US Navy li intercetta e li costringe ad atterrare in Sicilia. I terroristi vengono arrestati dalle autorità italiane. Le unità di contro-terrorismo americano reagiscono, con un’azione della Delta force e della SEAL Team Six, tuttavia, la situazione viene risolta diplomaticamente prima che un attacco si renda necessario. Il gruppo terroristico che ha dirottato l’Achille Lauro era del Fronte per la Liberazione della Palestina.

Cos’è successo realmente

Il dirottamento della nave da crociera italiana Achille Lauro da parte di “terroristi palestinesi” è stato poi riportato con precisione dall’ex commerciante di armi IDF Ari Ben-Menashe nel suo libro del 1992 “profitti di guerra” come commissionato e finanziato dal Mossad.

Ben-Menashe ha rivelato che le organizzazioni di intelligence israeliane erano regolarmente impegnate in “black operations”, attività di spionaggio atte a mostrare i palestinesi nella peggiore luce possibile. “Un esempio” scrive Ben-Menashe, “è il caso di un attacco Palestinese contro la nave da crociera Achille Lauro nel 1985 che fu invece una black operation Israeliana per mostrare che i palestinesi come feroci assassini. Secondo Ben-Menashe, i maestri di spionaggio israeliano avevano organizzato l’attacco attraverso Abu Abbas, che per seguire tali ordini ricevette milioni di dollari da funzionari dei servizi segreti israeliani che si facevano passare per “insegnanti siciliani”. Abbas riuni’ quindi un team per attaccare la nave da crociera. Fu ordinato al commando di fare il “peggio possibile”, per mostrare agli altri ignari cittadini di cosa fossero capaci i palestinesi se le loro richieste non venivano soddisfatte.

Come è noto, il gruppo scelse un vecchio cittadino degli Stati Uniti ebreo in una sedia a rotelle, lo uccise e getto’ il suo corpo in mare. Lo fecero per uno scopo ben preciso. Per Israele fu la migliore propaganda anti-palestinese. E’ interessante notare che nel mese di aprile del 1996, Abbas tornò a Gaza e in un incontro di sostegno ad Arafat, si scusò per il dirottamento e l’uccisione del cittadino ebreo statunitense Leon Klinghoffer, ma senza menzionare il suo nome, dicendo: “Il dirottamento è stato un errore e non c’era nessun ordine di uccidere i civili.” Abbas non fece ovviamente alcuna menzione del coinvolgimento del Mossad nel dirottamento, un racconto riportato anche il 23 aprile 1996 dall’Associated Press.

C’è pero’ un punto ancora più oscuro: secondo il ricercatore italiano Gianfranco Carpeoro, il famoso “paralitico ebreo” Leon Klinghoffer sarebbe anche lui legato ad una frangia del Mossad, la B’nai B’rith e apparteneva alla massoneria ebraica, con legami stretti con la CIA. Klinghoffer partecipo’ anche, come aviatore del 93rd Bombardment Group, ai bombardamenti americani nei teatri europei durante II guerra mondiale.

Non è quindi fuori luogo immaginare che tutta la vicenda dell’Achille Lauro possa essere una macchinazione ben organizzata dalla CIA e dal Mossad, la morte di Klinghoffer, potrebbe essere un’invenzione, o se vera, potrebbe nascondere un “cambio della guardia”, un rinnovamento pianificato al comando del Mossad.

Non si sfugge alla logica, se il commando era davvero formato da palestinesi, questi non avrebbero mai ucciso una persona a caso, se invece si tratta di un ennesimo false flag del Mossad per infangare l’immagine dei palestinesi, si puo star certi che Klinghoffer non è stato liquidato a caso.

Questi retroscena, Bettino Craxi faceva bene ad ignorarli per salvarsi la pelle, e i giornalisti sionisti come Marco Travaglio lo nascondono per mestiere.

Come Israele infiltrava la lotta armata palestinese: Nidal (CIA e Mossad)

altre fonti

http://www.alterinfo.net/Abu-Nidal-Terroriste-du-Mossad_a10214.html

http://www.libreidee.org/2015/02/la-vera-storia-della-fine-di-craxi-e-leuro-rovina-dellitalia/

http://hugequestions.com/Eric/JIB/abu-nidal-I.html

http://www.real-debt-elimination.com/real_freedom/Propaganda/false_flag_attacks/abu_nidal_mossad_terrorist.htm

COGLI LA 7a MELA

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Sì, ci sarà anche l’adattatore per il cavo jack tradizionale, quello che si usa da sempre, ma i dirigenti Apple hanno dichiarato che per loro il futuro è wireless. L’iphone 7 quindi non ha più la presa jack per le cuffie.
I consumatori sono scettici, ma Apple dichiara: “abbiamo avuto il coraggio di passare a qualcosa di nuovo che ci migliora tutti”.

Non bastavano gli effetti nefasti del WI-FI sul cervello, adesso per ascoltare la musica del telefono ci propongono di portare due antenne Bluetooth sulla testa

I nuovi Airpods sono anche dotati di batteria, microfono, accelerometro e sensori ottici, un concentrato d’innovazione a 180 euro, da sommare ai 770 euro dell’ultimo gioiello della Apple, a detta di molti incredibilmente simile al modello precedente!

La Apple, quella del rivoluzionario Steve Jobs

Prossima tappa, Piercepod sulla lingua per migliorare la voce e Dildopod nel culo per monitorare il transito intestinale.

good to talk to you Josè

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Nei media Americani tutto è STAGED, tutto è artefatto, niente è spontaneo.
Si dice che la Clinton si faccia sostituire da sosia per alcune apparizioni pubbliche e da CGI per evitare “errori del sistema” durante alcune interviste, soprattutto per quelle dove lo script da recitare fosse troppo lungo o le sue condizioni di salute non buone.

Ma la Clinton si fa sostituire anche in interviste più semplici, per una ragione altrettanto semplice:
la sua copia è SEMPRE più affidabile di lei, e il pericolo di un bug nella sua personalità artificiale è troppo alto.

Ecco allora che fa l’intervista registrata fingendo di essere in diretta.
https://youtu.be/jgWeHYfto90
(l’intervista intera https://youtu.be/k1QC5uJe8tk)

Mentre qui fa parlare al posto suo un’attrice che ha una voce completamente diversa.
https://youtu.be/gOyJuwZldt4

Gli spettatori tele ipnotizzati si bevono tutto senza battere ciglio.

quelli che se ne vanno..

Ottimo racconto di Blondet sulla vera natura del compianto Ciampi

Ciampi era uno che smentiva..

Nel 1993 il settimanale Famiglia Cristiana sostenne in un articolo la tesi secondo la quale l’allora governatore della Banca d’Italia avrebbe fatto parte della loggia massonica Hermes di Livorno, legata al Rito Filosofico Italiano, a sua volta legato al Grande Oriente d’Italia. La notizia venne poi smentita dal diretto interessato. (E QUINDI? CHI AVEVA RAGIONE? HA RAGIONE CHI SMENTISCE?)

La presunta affiliazione massonica di Ciampi venne poi ripresa nel 1998 in un articolo del quotidiano Il Messaggero curato dallo storico Aldo Alessandro Mola contenente un elenco di iscritti a logge massoniche, successivamente rettificato (RETTIFICATO COME? NEL SENSO CHE SMENTISCE CIO’ CHE HA SCRITTO PRIMA?).

Nel 1999 l’allora senatore Luigi Manconi e alcuni articoli del quotidiano La Stampa, parlarono nuovamente di una presunta affiliazione di Ciampi alla massoneria, che venne nuovamente smentita da Ciampi con una lettera a Marcello Sorgi, all’epoca direttore del giornale, nella quale annunciava anche la sua intenzione di sporgere querela nei confronti de La Stampa. (SE SMENTISCE DI NUOVO E SPORGE QUERELA VUOL DIRE CHE LA NOTIZIA E’ FALSA O CHE GLI DA FASTIDIO?)

Anche Gran maestro del Grande Oriente d’Italia Virgilio Gaito in una intervista pubblicata nello stesso periodo dal quotidiano Il Tempo escluse che Ciampi avesse mai fatto parte della massoneria. (FORSE LO ESCLUDE PER COPRIRLO?)

da wikipedia

Se fai una marachella e te lo fanno notare non andartene mai prima di smentire. Le frasi riportate in corsivo rivelano l’intenzione di wikipedia di proteggere l’immagine di Ciampi, simile trattamento è riservato alla maggior parte degli europeisti perchè in armonia con la linea di wikipedia. Limitazione della coscienza civile per servire logiche massoniche, wikipedia parla di massoneria senza peli sulla lingua ma sulla sua verginità restano molti dubbi.

bistecca di satana

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«Molti hanno sbagliato nel contrapporsi alla carne rossa. Noi ogni giorno abbiamo bisogno di introdurre proteine nobili, carboidrati e grassi che, differenziandosi fra loro, cerchino di prevenire le malattie arteriosclerotiche». Giorgio Calabrese, “ex esperto alimentazione” RAI

Quest’estate si è parlato del “festival della carne di cane” di Yulin in Cina e da anni si parla del sacrificio di cani in Cina e in Vietnam. Il web ha trasportato un’ondata d’indignazione contro queste usanze che, ad essere sinceri, penalizzano un po’ il cane nella ricerca universale della felicità, ma che non sono un granchè dissimili dalle nostre abitudini alimentari.
In europa chi ne fa le spese per riempire i carrelli del supermercato sono più spesso galline, polli, maiali, mucche/vitelli/buoi/bufali, cavalli, conigli, quaglie, cervi/camosci, capre/pecore/agnelli ecc.. ma non i cani, sui cani c’è un tabu’ etico che per ora ce lo impedisce.
Meno male!
Ve lo immaginate il vicino che porta il cane a fare pipi’ al parco solo per diminuire il tasso di acidità della sua carne?
Per fortuna ci fermiamo almeno davanti alla tenerosità e alla coccolosità dei nostri amici a quattro zampe!
La vita è già abbastanza dura, se cominciassimo ad eliminare anche la compagnia dei cani, magari servendoli cotti ai nostri amici invece che tenerli sani come nutrimento per anima, rischieremmo davvero il collasso dello spirito.
Allora l’essere umano sarebbe davvero “alla frutta”, ma non ancora!
Per fortuna ci s’indigna ancora, si smanetta su facebook e si firmano le petizioni, si condivide il proprio sdegno con gli amici per neutralizzare il valore ansiogeno di un paradosso irrisolvibile. Almeno se ne parla.
Spieghiamolo un po meglio questo paradosso.
L’Italia nel 2015 vede un sensibile incremento dei vegetariani e vagani in questi ultimi 10 anni ma è ancora maggioritariamente carnivora.
Cio’ vuol dire che per la maggior parte della popolazione esiste una serie di esseri senzienti che per tradizione, cultura e ragioni di “disponibilità” si è soliti consumare come cibo.
Ci indignamo pero’ a seconda dell’animale facendo una distinzione di razza.
I cinesi hanno incluso il “migliore amico dell’uomo” nella categoria degli animali commestibili, oltre a tutta una serie di esseri bizzarri, dal topo al gatto, dal pipistrello alla rana, per loro tutto fà brodo..
I nostri maiali non se la passano meglio dei cani asiatici, e soprattutto non se la godono a lungo, li consumiamo anche quando non hanno ancora compiuto i 45 giorni d’età!
Il maiale per noi si puo’ mangiare, e anzi, in Italia se ne macellano 13 milioni all’anno, ovvero più di 36.000 al giorno.
Molti trascurano pero’ che il maiale ha un’intelligenza sviluppata e un comportamento sociale complesso che assomiglia al cane per istinto, espressività e logica. Il maiale ha un sistema nervoso sofisticato che gli permette di fare ragionamenti o sentire dolore.. Il maiale ha la capacità di acquisire una parte del comportamento umano, il maiale infine, puo fare l’esperienza dell’amore.
La scelta dell’animale commestibile sembra pertanto quanto meno arbitraria.

E a proposito dell’amore, ricordate la pubblicità dello yogurt che dice “fate l’amore con il sapore”? Bene, quello yogurt è fatto di latte vaccino, e per farlo si deve ingravidare la vacca, togliergli il vitello e attaccarla ad una pompa vita natural durante.
Davvero una bella storia d’amore..

Forse serve un nuovo paradigma.
L’anatomia comparata dice che l’uomo è fruttivoro, crucivoro e in parte erbivoro; anche se puo mangiarsi di tutto, pure sua madre.
L’uomo infatti puo’ digerire di tutto, dal germoglio di erba medica alla bistecca semi-carbonizzata, ma cio’ non vuol dire che la carne cotta sia l’alimento per quale il suo sistema fisiologico è naturalmente progettato.
Mangiare un tumore alla griglia non dà automaticamente il cancro, ma è probabile che per digeribilità e salute il germoglio di erba medica sia molto più sicuro. Un’ovvietà scientificamente nascosta dall’industria.
Serve un nuovo paradigma: 2.
Serve uno sguardo più profondo sull’uomo.
L’uomo sta modellando la natura come se la natura fosse un accessorio, occultandone il messaggio spirituale, biologico o semplicemente logico per istaurare altri simboli a piacimento, creando valori arbitrari onnipresenti, assordanti che coprono i messaggi che ogni giorno ci dà il corpo, perchè per lui è tutto chiaro, ovvero c’è un’intossicazione da carne e c’è la ricchezza fisiologica delle piante e dei frutti.
Quello in cui la più basilare logica viene occultata è un sistema deviato, iniettato di malafede, satanico negli effetti e satanista nell’organizzazione.

video – allevamento di maiali

La BBC si compra Charlie Veitch

CHARLIE VEITCH, uno dei maggiori divulgatori inglesi del movimento per la verità sull’11 settembre, autore di una serie di video sotto lo pseudonimo di “love police”, blogger et truther famosissimo nel regno unito ha cambiato bandiera.
Adesso qualifica chiunque non creda alla versione ufficiale sull’11 settembre come “paranoico e feticista del male”.
Veitch ha candidamente dichiarato in un’intervista di aver cambiato idea dopo una settimana a New York a spese della BBC dove ha incontrato ingegneri, agenti della CIA e dell’FBI.
 
ecco cosa diceva PRIMA della vacanza a New York offertagli dalla BBC
 
voltagabbana celebrato dai media di regime