Brigitte Macron, la “forse lady” di Francia.

Macron è un omosessuale sposato con un transessuale, probabilmente sotto controllo mentale dalla sua prima infanzia, è quanto hanno scoperto i giornalisti indipendenti Natacha Rey e Xavier Poussard dopo una ricerca durata 3 anni, pubblicata sul periodico Faits & Documents e rapidamente salita in cima ai trending topics su twitter e su altri social media, diffondendosi ben oltre i confini della Francia.

uno dei tanti meme usciti in Francia dopo le rivelazioni su Brigitte Macron

Oggi vi proponiamo la sintesi di uno scrupoloso lavoro d’investigazione che ha messo in luce una sorprendente serie di misteri sulla famiglia Trogneux, cognome originale della signora Macron che chiameremo da ora, per semplicità, Brigitte.

Natacha Rey ha notato l’estrema stranezza del fisico di Brigitte e ha deciso di vederci più chiaro, investigando sul personaggio e sottoponendo le sue foto ad una varietà di esperti che hanno confortato il suo sospetto, Brigitte sarebbe nata uomo e diventata donna tra la fine degli anni ’80 e inizio ’90.

Citeremo per primi gli elementi fisiologici e anatomici e ci soffermeremo sui dettagli della sua vita romanzata (e in molti casi manipolata) dalla squadra dell’Eliseo e dai media complici, vicini alla sfera del presidente, per coprire la vera identità della first lady.

La foto più giovane di Brigitte Macron risale all’inizio degli anni ‘90. Data per i giornalisti l’impossibilità di incontrarla per verificare il suo sesso, le sue foto e i suoi video sono serviti per realizzare uno studio completo della sua morfologia.

A fornire le perizie non sono youtubers e opinionisti del gossip ma esperti dermatologi, chirurghi estetici, chirurghi dentisti, endocrinologi, anatomisti e fotografi professionisti.

Il verdetto è senza appello: niente corrisponde ad una vera donna.

Nessuna foto fornita dalla famiglia di Brigitte resiste ad un’analisi approfondita, sono tutte manipolate, false o ritraggono personaggi non corrispondenti alla narrazione ufficiale.

Il volume della testa di Brigitte è più ampio di quello femminile, la sua forma del viso non esiste nelle donne, l’ossatura è più spessa, la muscolatura del viso, il mento e i muscoli zigomatici sono incompatibili con l’anatomia femminile. La pelle molto più spessa, abbronzata e spessa, diversamente dalla pelle femminile che tende invece ad affinarsi nel tempo nonostante l’esposizione a sole o lampade abbronzanti.

I dermatologi consultati confermano che l’epidermide è di tipo maschile, anche la calvizie, evidente in alcune immagini della premiere dame, è di tipo maschile, con attaccamento dei capelli molto simile a quella del suo fantomatico fratello Jean-Michel Trogneux

Cranio più largo, viso lungo col mento largo, orecchie larghe e impiantate in basso come negli uomini, sono da sole impossibilità anatomiche definitive, ma c’è di più:

Collo largo, scheletro di tipo maschile in ragione della dimensione del bacino, gambe dritte e magre, cavallo largo per la maggiore distanza tra i femori.

Cassa toracica più larga e più lunga della norma femminile, mancanza di pancia, mancanza di qualsiasi rotondità anatomica.

Spalle quadrate, con una singolare lunghezza delle braccia che costituisce un’incongruenza anatomica sulla quale gli esperti sono categorici.

Brigitte si sottopone ad un’allenamento per cambiare la voce, spostando il tono su frequenze più alte, una rieducazione ortofonica che se ben realizzata può evitare un ricorso all’operazione delle corde vocali.

Brigitte avrebbe ricorso però alla chirurgia estetica, si tratta di due rinoplastie, di una dentatura anteriore completamente rifatta, è molto probabile la presa di ormoni e le lenti a contatto azzurre servirebbero a nascondere gli occhi color nocciola della sua identità originale.

Persino la gestualità è maschile, con un passo lungo ed energico caratteristico, introvabile nelle donne, soprattutto di alta estrazione sociale.

https://twitter.com/i/status/1471205112928522252

Niente seno, non avendo richiesto le protesi mammarie, Brigitte usa un’imbottitura per simularlo. Le sue braccia, oltre ad essere troppo lunghe, sono anche troppo magre, sia nell’assoluto che per una donna di quell’età.

Il rapporto 17/36

È la differenza di età dichiarata dai media patinati della cerchia Drahi/Macron, per spiegare il vigore sessuale del predatore Macron, il cui fascino non avrebbe lasciato scampo alla professoressa sposata con figli.

17 anni Macron, 36 anni Brigitte

In realtà la pubblicazione della data di nascita di Brigitte porta ad un’altra ratio anagrafica, Macron avrebbe avuto dai 13 ai 14 anni e lei almeno 39.

Quindi la narrazione ufficiale si deve riadattare verso un rapporto platonico che comincia nella prima adolescenza mentre il rapporto sessuale sarebbe stato consumato più tardi, un dettaglio che resta sfortunatamente insindacabile.

Prof sexy che sembrava più giovane della sua età?

Lo dicono i media e lo dice il suo team di comunicazione, ma ecco la realtà:

Ingrandimento di una sua foto da insegnante all’epoca dell’incontro con Macron. I media la presentano come una donna intrigante e sexy.

Appare evidente come nei primi anni ’90 Brigitte fosse in piena transizione sessuale e la presa di ormoni non aveva ancora avuto alcun effetto sui tratti del suo viso. Come oggi mostra scarsi risultati perchè probabilmente la terapia è stata intrapresa in età adulta.

Sul fatto che fosse attraente si possono nutrire seri dubbi, ma forse aveva successo per altre doti che la bellezza, all’epoca era una professoressa di estrazione borghese, sposata con 3 figli (tra cui uno di 14 anni), avanguardista e disinibita, al punto da invitare gli alunni in casa sua cominciando una relazione speciale con un alunno di 14 anni!

Non si sa niente di Macron prima di Brigitte e non si sa nulla di Brigitte prima di Macron. Xavier Poussard


Macron cresce nell'epoca in cui tutti facevano foto, c’era un’esplosione nelle vendite di apparecchi fotografici classici e polaroid.
Nonostante ciò, non ci sono foto di Macron prima dei 12 anni e non ci sono foto di famiglia prima dei suoi 25 anni.

Non ci sono foto di classe dove Brigitte appaia con Macron, l’unica ad essere stata fornita dai responsabili della comunicazione dell’Eliseo mostra lei ma non permette di riconoscere Macron.

Il suo staff fornisce anche una foto della sua prima comunione, ma gli esperti sono formali, la foto risale agli anni ’80 e non ritrae Brigitte Macron ma sua figlia Tiphaine. l’immagine è stata sfuocata e trasformata in bianco e nero, passata sotto una multitudine di filtri fotografici e ci sono difetti di colore, tra cui delle piccole macchie gialle artificiali. La foto risulta indatabile con precisione proprio per il massiccio uso di filtri, mentre risulta chiara la somiglianza con Tiphaine Trogneux.

Facile pronunciarsi su chi assomiglia di più alla ragazza di questa foto taroccata, realizzata sicuramente a partire da una foto a colori.

Ci sono poche foto della sua attività di insegnante, ma fatto più importante e per certi versi impossibile, non esiste una sola foto di classe di lei da alunna, nè da bambina nè da adolescente.

Analisi di una foto di famiglia

foto ufficiale della famiglia Trogneux rilasciata dall’Eliseo.

Corrispondenza tra i tratti somatici di Jean Michel Trogneux e Brigitte Macron

Esattamente stessa forma degli occhi tra i due, un controllo biometrico con programmi informatici moderni ha potuto togliere ogni dubbio anche su zigomi, bocca e mento. Appartengono certamente alla stessa persona.

Tra Brigitte e il fratello Jean Michel ci sarebbe addirittura una cicatrice corrispondente sulla guancia destra. La somiglianza è talmente impressionante che per fugare ogni dubbio ci vorrebbero altre foto di Jean Michel. C’è un piccolo problema che impedisce la verifica: non c’è traccia di Jean Michel Trogneux, perché sarebbe sparito dalla circolazione nei primi anni ’90, proprio durante l’ipotetica transizione sessuale di Brigitte.

La foto di famiglia mostra anche Maryvonne, la sorella maggiore di Jean Michel, morta all’età di 27 anni insieme al marito in un incidente stradale quando era incinta di 5 mesi, e già madre di una bambina di 5 anni. Sua figlia Nathalie Farcy sarà adottata dalla famiglia Trogneux e secondo la versione ufficiale morirà poco tempo dopo di peritonite.

Perchè questa bambina è importante? Perchè ne parla Brigitte, confermando la sua esistenza, perchè la sua morte non è verificabile, e soprattutto perchè la squadra dell’Eliseo ha probabilmente usato la sua foto per mostrare Brigitte da bambina.

Sembra evidente infatti che Brigitte non poteva essere il maschietto Jean Michel e la nipote Nathalie allo stesso tempo. Serviva un’immagine di Brigitte con la famiglia, e l’unica con una bambina spendibile era questa:

questa bambina al centro della foto non sarebbe Brigitte da piccola ma Nathalie Farcy o un’altra nipote della coppia Trogneux

Nathalie Farcy sarebbe ancora viva, ma allora come si chiama questa bambina adottata, che sarebbe morta prematuramente? Non si sa.

Non cercate di capirci qualcosa, la storia è volutamente confusa e condita di improbabilità anagrafiche e anatomiche, ma una cosa è sicura, la somiglianza tra Brigitte con questa bimba, che aveva presumibilmente 2 anni all’epoca della foto, non è per niente evidente.

Anzi, Brigitte non parla neanche dell’adozione della cuginetta orfana, dice di averla conosciuta e di essere stata stravolta dalla sua scomparsa ma non dice di aver vissuto con lei. Ciò fa pensare semplicemente ad una sostituzione volontaria, dato il bisogno assoluto di trovargli una foto di famiglia da femminuccia, stranamente l’unica in circolazione, in un periodo in cui le famiglie borghesi potevano permettersi album fotografici per praticamente ogni avvenimento festivo.

Ecco la stessa foto con le vere identità restituite alla famiglia Trogneux

Jean Michel Trogneux risulta scomparso, nessuno sembra aver mai discusso con lui, avuto una relazione amicale o commerciale con lui, averlo visto in vicinato, aver semplicemente sentito parlare di lui dopo il ’90/’91.

Esiste una sua pagina facebook taroccata, un conto fantasma probabilmente gestito da Brigitte. Il suo profilo pubblico mostrerebbe un percorso scolastico dai 2 ai 12 anni: nato l’11 febbraio del 1945, scolarizzato dal ’47 al ’59, e poi nulla. Già finita la scuola per un giovane di famiglia borghese? Impossibile. Tra l’altro non si conosce la prima esperienza di lavoro di Jean Michel, non esiste testimonianza di esami, amori, relazioni accademiche e professionali che lo riguardino.

Altre fonti indicano la data di nascita del 13 aprile, ma il suo atto di nascita è introvabile, l’anagrafe del comune di Amiens ostacola in ogni modo la richiesta di documentazione avanzata dalla giornalista Natacha Rey, arrivando finanche a rispondergli con un comunicato che sembra opera dei responsabili della comunicazione dell’Eliseo.

Jean Michel ha un domicilio, un numero di telefono e un indirizzo di atelier, che è però un locale in disuso, in un quartiere in cui nessuno ha mai sentito parlare di lui.

Il telefono fisso associato all’indirizzo è dotato di segreteria telefonica ma nessuno risponde e dagli uffici nessuno richiama le utenze che lo hanno chiamato, è un indirizzo fasullo, trovato dall’Eliseo o dai servizi per dare al personaggio una collocazione più reale.

Il lavoro di inchiesta però non si ferma, e si scopre che ad Amiens nessuno sa di lui. Un poliziotto in incognito e un ex militare propongono il loro aiuto alla giornalista offrendosi di cercare ovunque le tracce di Jean Michel Trogneux.

Trovano solo un indirizzo con un numero di cellulare non valido a Bastia.

Il profilo pubblico di Jean Michel porta quindi a tre falsi indirizzi e tre falsi numeri di telefono: uno a Bastia, uno a Parigi e uno ad Amiens.

Il suo atto di nascita è stato negato alla giornalista dal comune di Amiens nonostante Jean Michel sia nato ad Amiens come tutti gli altri membri della famiglia Trogneux. Il suo registro infantile è stato probabilmente trasformato in Brigitte Macron a seguito del cambiamento di sesso, con un’operazione facilitata sia da un’amministrazione notoriamente molto tollerante coi i transgender borghesi che da una serie di agganci importanti tra la famiglia Trogneux e le fasce più alte delle istituzioni.

Sembra che la famiglia avesse legami di stretta collaborazione con i Rothschild e che Brigitte abbia incontrato Jeacques Attali ancora prima di Macron, che pure è stato sotto la sua ala protettrice da giovanissimo.

Il marito fantasma.

Altro problema maggiore del dispositivo mediatico eretto a protezione della première dame:

Non c’è traccia del suo ex marito, André Louis Auzière. Lui che gli avrebbe dato 3 figli, esiste solo nei fotomontaggi. Nessuno lo conosce.

a sinistra in alto il fantomatico André Louis Auzière

Da una foto ancora anteriore che ritrarrebbe André Louis Auzière, analizzata con un ristoratore professionale di foto antiche, emerge che non vi si trova affatto Brigitte ma ancora una volta sua figlia Tiphaine, e che quella non puo quindi essere un’immagine della coppia Auzière/Trogneux.

La foto delle prime nozze di Brigitte, ritoccata e sfuocata per farla sembrare d’epoca

Lo staff di Brigitte dà alla stampa mainstream le foto di sua figlia e di sua sorella e nessuno si prende la briga di analizzarle.

Se si dà per buona l’intuizione della giornalista Natacha Rey sul fatto che Brigitte non ha passato, perchè nel passato era un individuo di sesso maschile, se è vero che la sua identità corrisponde a Jean Michel Trogneux, che intanto è comodamente scomparso, allora Brigitte non puo essere mamma dei tre figli ma deve necessariamente esserne il padre. Ad ogni modo, non si sa dove sono nati i figli, non si trovano gli atti di nascita, non ci sono foto che la ritraggano incinta. Senza la somiglianza con le figlie pero’ Brigitte non avrebbe potuto far passare le loro foto per immagini sue da giovane. Bisogna quindi mettersi alla ricerca della donna con la quale Jean Michel ha avuto Tiphaine, Sébastien et Laurence prima di cambiare sesso.

Non sapendo con quale cognome cercarla, la Rey prova sia con le parole chiave “Trogneux” che con “Auzière”, che è il cognome del falso marito di Brigitte. Alla fine trova una coincidenza in una tale Catherine Audoy – Auzière, ex hostess di volo e pittrice, Audoy di nascita e sposata con Jean Louis Auzière.

Catherine Audoy – Auzière, la probabile vera madre dei figli di Brigitte. A destra il primogenito.

Catherine assomiglia molto a Sebastien, uno dei figli di Brigitte, per via di una serie di indizi, per la Rey non ci sono dubbi, è lei l’ex moglie di Jean Michel e la madre dei 3 figli dell’attuale Brigitte Macron.

Jean Louis Auzière, l’attuale marito di Catherine Audoy, sarebbe nato il 28 febbraio 1943, esattamente la stessa data di nascita del fantomatico André Louis Auzière, il primo marito di Brigitte che nessuno ha mai visto, ma che sarebbe nato in Camerun negli anni 50, il suo atto di nascita è però come sempre irreperibile.

E non a caso, André Louis Auzière puo essere un personaggio di fantasia, di lui non esiste nessuna foto di coppia, nessuna foto di scuola, nessuna testimonianza professionale. Non c’è traccia di lui negli alberi genealogici. L’uomo sarebbe tornato in Africa dopo essere stato tradito dalla moglie, non avrebbe chiesto il divorzio nonostante avesse 3 figli e non ha dato più notizie, il suo auto-annullamento sembra quantomeno improbabile. Sua moglie infatti era passibile di denuncia per corruzione di minore e i suoi figli non hanno mai dichiarato di essere in conflitto con lui, nè per via del divorzio, nè per la relazione con l’appena adolescente Macron. Non si capisce quindi perchè non abbia minimamente reagito allo scandalo che lo riguardava. La data del divorzio si colloca dopo la morte della madre di Brigitte e prima dell’entrata di macron all’ENA. Inoltre André Louis sarebbe morto solo nel 2019, quindi nessuno ha potuto ipotizzare uno sbandamento tale da condurlo al suicidio o a rinunciare completamente alla vita pubblica. Ad ogni modo nessun compagno di classe si ricorda di lui, nessun amico d’infanzia, nessuna conoscenza, come se non bastasse sarebbe stato banchiere e direttore della banca Credit du Nord, ma non esiste negli archivi bancari, verificati sia da Rey che da Poussard durante l’inchiesta.

I due giornalisti hanno verificato tutto, trovando sempre le più grandi discrepanze tra le prove fattuali e il racconto apologetico offerto dalla stampa mainstream.

Probabilmente è una figura nata per necessità, per crearlo sono state usate due identità. Jean Louis Auzière diventa quindi André Louis Auzière, per similitudine e perchè serve un marito per collocare Brigitte nel ruolo di moglie e di madre.

Il volantino elettorale falsificato

Brigitte non si è mai chiamata Auzière, inoltre ogni candidato fornisce in genere una foto realizzata da un fotografo professionista, o una foto per uso professionale con sfondo bianco, qui invece Brigitte usa il ritaglio di un’immagine in movimento, probabilmente estratta da una foto in ambiente aperto.

Ma come è evidente, la foto sul volantino ritrae un’altra donna, neanche vagamente somigliante con Brigitte. Si tratta quindi di una falsificazione grossolana, validata dal cerchio dell’Eliseo.

La strada spianata.

L’ascesa di Brigitte da donna senza passato ad amante del futuro presidente della repubblica francese sarebbe già sospetta per semplici questioni anagrafiche, ma ci si mettono pure le raccomandazioni e le relazioni importanti che questa poteva far valere per facilitare la sua carriera di insegnante e corruttrice di minori, Brigitte è infatti diventata insegnante titolare nonostante la mancanza di diploma. Non c’e traccia di un suo diploma superiore, non c’è traccia dei suoi studi universitari.

Brigitte prima insegnante con falsi titoli e poi premiere dame con falsi attributi, Macron addirittura sorvola gli studi e il concorso per arrivare all’ENA. Il suo entourage lo ritiene praticamente un buono a nulla ma per lui i titoli e le cariche fioccano una dopo l’altra, fino a quando non si istalla come cavallo di troia nel governo di François Hollande e poi si fa eleggere in un partito fantasma con Attali che gli consegna le tanto meritate chiavi dell’Eliseo. Nella cerchia presidenziale, tutti vengono da Rothschild, tutti vanno da Rothschild e tutti sono accompagnati e diretti da Rothschild, un amuleto che spalanca tutte le porte della loro ascesa politica.

Il transessuale Jean Michel Trogneux potrebbe essere in estrema sostanza il tutore pedofilo di un controllato mentale omosessuale, ammaestrato fin da piccolo per eseguire un piano prestabilito. La falsificazione totale e continua della sua storia evidenzia un rifiuto del sesso di origine, un laborioso processo di riscrittura dell’identità precedente. La Francia è rappresentata da due malati di mente, non è più un insulto, è un fatto.

Sembra impossibile, ma è un’ipotesi alla quale persino lo staff dell’Eliseo presta grande attenzione, dato il loro sforzo nel fornire prove, l’una più sgangherata dell’altra dell’esistenza di una Brigitte fanciulla. Ci sono persino testimonianze inventate che Brigitte fosse professoressa di francese, che leggesse le poesie scritte da Macron, mentre Macron, come dichiarato ufficialmente, l’ha conosciuta a corso di teatro nel ‘92.

Si tratta quindi letteralmente di corruzione di minore, con la circostanza aggravante che Brigitte era responsabile dei suoi alunni in ambito scolastico, in altre parole aveva una posizione di autorità su di lui e doveva tuttalpiù proteggerlo da chi avesse voluto adescarlo o pervertirlo fra i banchi di scuola, non certo flirtare con lui mentre ancora costruiva la sua identità sessuale.

Brigitte, proveniente della borghesia cattolica di destra, che ha insegnato nelle scuole gesuite, si circonda di personaggi di estrazione omosessuale di sinistra, è circondata da omosessuali sionisti e il suo entourage ha già lavorato con un pedofilo e omosessuale notorio: Bertrand Delanoë.

Gay Pride all’Eliseo

La coppia presidenziale fa credere di essere cattolica ma usa simboli satanici.

Macron è stato eletto al secondo turno con 66.06 delle preferenze, ha festeggiato la vittoria ai piedi della piramide del Louvre, presente dietro di lui in inquadrature prestabilite che non hanno niente di casuale.

Messaggi massonici nella sua ascesa politica

Messaggi in codice in tutta la biografia di Macron, persino sulle sue letture infantili, con personaggi omosessuali o autori conosciuti solo da omosessuali, con richiami all’eugenetica e di tono vagamente nazista.

La Francia è un bordello, lo hanno detto in molti, chissà quanti potevano immaginare fino a che punto fosse vera la boutade.

Epilogo.

Natacha Rey, esasperata di non ricevere risposte dalla famiglia Auzière, decide di scrivere un messaggio a Catherine Auziere, la vera madre dei figli di Brigitte.

Nel messaggio gli spiega che è al corrente di tutto e fa la lista delle vere interconnessioni fra la sua famiglia e la famiglia Trogneux.

La signora non risponde, ma una settimana dopo si presenta alla porta della giornalista una squadra di gendarmi che la preleva e la porta in centrale, lasciandola senza cibo e acqua durante un lungo interrogatorio dove gli viene più volte ripetuto che è meglio lasciar perdere la famiglia Macron. Non solo, gli sequestrano il telefono e la minacciano di TSO. Si scopre che il procuratore della Repubblica di Amiens è amico di Jean Louis André, il vero marito della vera madre dei figli di Brigitte, e ci fermiamo qui perchè ci gira la testa.

Comunque Natacha Rey e Xavier Poussard stanno bene, hanno paura ma tengono duro, e secondo quanto hanno dichiarato, un avvocato sarebbe in possesso di materiale ancora più esplosivo, si tratterebbe di alcune immagini di Jean Michel Trogneux da giovane, conservate in cassaforte per garantire, per ora, l’incolumità ai due autori di questa inchiesta che abbiamo deciso di sintetizzare per voi in italiano, sperando che lo scandalo sia largamente conosciuto in italia e che finisca per travolgere sia Macron che il suo clan di pedofili, massoni e satanisti al servizio del nuovo ordine mondial-sionista.

La sessualità privata non conta in questa storia, il sesso di Brigitte è un segnale di come sta avanzando la presa per i fondelli mondiale che molti si ostinano a chiamare stato di emergenza, mentre è una nuova normalità con la parrucca. Forse solo uno scandalo potrà liberarci dalla scandalosa condizione in cui ci troviamo oggi. Avendo lasciato il controllo di banche, istituzioni, governi e autorità religiose nelle mani dei rappresentanti più patologici della nostra specie.

Buon natale comunque.

Angelo Terra.

Attentati di Parigi, la messa in scena svelata

Nel Novembre del 2015 si svolgeva una delle più complesse messe in scena della storia d’europa. Il teatro era Parigi e i media ci hanno raccontato una trama tagliata su misura per gli interessi geopolitici di chi l’ha messa in atto.

Il nostro obbiettivo non è convincere chi si è fidato della menzogna ufficiale che gli attentati di Parigi siano in realtà una colossale frode, ovvero un’operazione d’ingegneria sociale finalizzata al controllo strategico e psicologico delle masse. Noi parleremo per chi questo lo ha già capito, perchè troppe incongruenze, troppe assurdità sono già emerse per poter anche solo fantasticare della minima responsabilità islamica.
Ci pare ovvio che i nostri lettori siano già coscienti che un evento così grossolanamente costruito dai servizi e ancora più volgarmente truccato dai media non può essere confuso con un vero attentato. Il nostro obbiettivo è quindi approfittare della data anniversario per presentare alcune evidenze che confermano la responsabilità dei servizi segreti israeliani e francesi e la completa malafede dei media, da sempre orchestrati all’unisono sotto la direzione del macro-patronato israeliano.

Teniamo a precisare che non possiamo escludere la presenza di vere vittime, è possibile che un commando abbia usato armi vere, ma di certo i conti non tornano nè in fatto di morti nè di feriti, e d’altra parte si deve considerare definitivamente esclusa la matrice islamica così come presentata dai media di regime.

La narrazione ufficiale in estrema sintesi:

lo stato islamico avrebbe perpetrato una serie di attacchi coordinati in diverse località della capitale francese servendosi di un commando omicida e suicida (killers e kamikaze entrati in azione contemporaneamente).

I siti colpiti sono i seguenti:

1 – Saint-Denis – Stade de France (3 esplosioni)
Tre kamikaze si sarebbero fatti esplodere all’esterno dello stadio durante l’amichevole Francia/ Germania, ci sarebbe un solo morto, non è stata fornita nessuna immagine dei terroristi, nessuna immagine della vittima, un terrorista si sarebbe fatto esplodere in una zona completamente isolata.

2-  Parigi 10° distretto – Ristorante Le Petit Cambodge, Bistrot Le Carillon
Nessuna prova di un attacco con Kalachnikov, i danni non sono coerenti con l’arma usata, non esistono foto di vittime, c’è solo il racconto di sedicenti testimoni.

3-  Parigi 11° distretto – Café La Bonne Bière, Ristorante Casa Nostra
Nessuna immagine inequivocabile di morti o feriti al Bonne Bière, gli spari sul Casa Nostra sembrano veri ma il terrorista non spara sulle due donne all’entrata del ristorante, impossibile stabilire se qualcuno sia stato ucciso fuori.

4-  Parigi 11° distretto – Bataclan
Le immagini dell’esterno corrispondono ad un’esercitazione e non esiste quasi nessun video dell’azione terroristica all’interno, l’unico video rilasciato dai media mostra la band che stava ancora suonando e non ci sono immagini delle vittime.

5 – Parigi 11° distretto – Bar La Belle Équipe
L’azione di soccorso è compatibile con un’esercitazione, non vi si mostra inequivocabilmente alcun morto, la polizia si è fatta accompagnare dalle telecamere di una televisione privata durante il primo intervento, un atteggiamento inconcepibile in caso di vero attentato.

6 – Parigi 11° distretto – Ristorante Comptoir Voltaire
Nessun morto malgrado un kamikaze si sarebbe fatto esplodere all’interno col ristorante pieno. L’esplosione mostrata in video sembra una scatola lanciacoriandoli.

Vediamo ora alcuni fatti che mostrano il modus operandi classico riscontrato in molti altri hoax di matrice israeliana e alcuni aspetti che rivelano l’enorme raggiro montato dai media per nascondere la complessa messa in scena, per dirla in inglese la psychological operation (PsyOp) gestita dalla rete israeliana radicata in Francia.

Attori di crisi, protagonisti e figuranti

Ce ne sono a decine, ne abbiamo scelto alcuni.

Valeria Solesin è data per dispersa al Bataclan, la famiglia lancia ufficialmente l’allarme alla farnesina, ma 24 ore dopo incredibilmente il suo fidanzato dichiara che sarebbe morta fra le sue braccia, un caso clamoroso e inquietante corroborato dall’incomprensibile atteggiamento dei genitori e completamente trascurato dai media. Rosario Marcianò diffonde in rete una foto di una ragazza che puo essere solo la Solesin, viva e sorridente all’esterno del Bataclan.

Jesse Hughes, il cantante degli Eagles of Death Metal, il gruppo che si esibiva al Bataclan mentre si sarebbe svolta la sparatoria.

Soprannominato “the devil”, Hughes è un autoproclamato satanista, sionista radicale, si dichiara fervente sostenitore d’Israele, si ispira ad Anton LaVey, fondatore della Chiesa di Satana e trafficante d’armi al servizio d’Israele. Ha dichiarato che il personale di sicurezza era assente la sera dell’attentato, poi ha ritrattato dicendo che era tutto normale e si è scusato. Ha dichiarato che il Bataclan è stato colpito perchè sarebbe un luogo che sostiene l’esercito Israeliano. Diverse iniziative di raccolta fondi per l’IDF si sono infatti svolte al Bataclan.  La sua fidanzata Tuesday Cross è satanista, ha registrato su periscope le immagini di un individuo completamente vestito di nero che potrebbe essere un membro del commando implicato nella scenografia dell’attentato.

Intervista agli Eagles of Death Metal rilasciata a un giornalista anglo-israeliano che lavora per Vice.

Quella sera al Bataclan non si esibivano solo gli squallidi ed allora semi sconosciuti Eagles of Death Metal, ma anche i White Miles.

Di loro si è parlato poco e si sono sottratti alle interviste. È curioso però come un gruppo che abbia perso un membro del suo staff e abbia un amico tra i feriti ci metta ben 4 giorni ad “accorgersene”. È più probabile che siano stati “invitati” a parlarne solo dopo un briefing da parte dei servizi israeliani, gli stessi che hanno fornito il copione al quale anche gli EODM si sono attenuti pur con qualche incidente dovuto alla loro sciattoneria. Vada per il loro amico ferito che resta in incognito per ragioni di privacy, ma come mai i White Miles sono incapaci di citare il nome del membro del loro staff ucciso?

Il ministro degli interni Bernard Cazeneuve è un alto massone apertamente ultra-sionista, le sue conferenze stampa figurano tra le più improbabili performance attoriali e sono regolarmente farcite di inesattezze e palesi menzogne. In particolare Cazeneuve afferma che le normali procedure d’intervento siano state rispettate il 13 novembre mentre la stessa brigata delle forze speciali della gendarmeria dichiara che gli è stato impedito di intervenire al Bataclan per ordine del prefetto.

Sophie Dinand, giovane studentessa di chimica, interessata ai profumi e in cerca di notorietà, probabilmente mandata alla ribalta dal profumista Pierre Dinand, è un esempio di come i servizi preparino uno script che sarà distribuito a tutti gli attori di crisi e a tutti i media che li intervistano, a questo script bisogna attenersi scrupolosamente per evitare l’accumulo di contraddizioni, difficilissime da arginare in caso di scenografia del terrore. Notate in questa pacchiana intervista l’uso della parola firecracker : bombetta,mortaretto,botto. Il termine è sconosciuto ai francesi, ancora più sconosciuto ad una persona con un livello d’inglese così basso e sprovvista di spontaneità espressiva. Praticamente tutti gli attori di crisi confrontati agli spari di un Kalachnikov o di una bomba (Stade de France) parleranno di fireworks o firecrackers e sempre nella stessa frase, sempre nello stesso contesto “we didn’t realize at the beginning, we thought of some firecrackers”. La povera Sophie ha probabilmente letto un testo fornito da CCTV America e ha ricevuto una paghetta per recitare il copione di “resistenza al terrorismo”, questo è un esempio fra centinaia.

Le uniche immagini della “fuga dal Bataclan” sono state riprese da Daniel Psenny, un giornalista di Le Monde, dal suo appartamento adiacente alla sala concerti. Sia Le Monde che il Bataclan appartengono al gruppo Lagardère, ma guarda un pò che coincidenza. Eroicamente, invece di continuare a riprendere, Psenny scende di casa e va ad aiutare un ferito, un certo Matthew che preferisce non rivelare il suo cognome e che sarebbe un doppio sopravvissuto, ovvero si sarebbe salvato dall’attentato al Bataclan e dall’attentato alle Twin Towers dell’11 settembre 2001.

Perchè no? Tutto è possibile..

L’esercitazione

Come in ogni false flag o hoax che si rispetti, non poteva mancare l’esercitazione di gestione di crisi, in questo caso il giorno stesso degli attentati. Patrick Pelloux, urgentista del SAMU, molto vicino a François Hollande, già implicato nel FF di Charlie Hebdo rivela candidamente in diretta che la mattina stessa del 13/11 al SAMU è stato richiesto dalla direzione degli ospedali di parigi di svolgere un’esercitazione su attacchi terroristici “multi sito”. Da gennaio al 13 novembre, avvengono due sole esercitazioni, quest’ultima ha interessato tutti gli 8 centri d’urgenza della capitale. Pierre Carli, direttore del SAMU afferma che avrebbe partecipato anche personale tecnico israeliano in quanto “esperti di tali urgenze”.

Il direttore generale di “assistenza pubblica/ospedali di Parigi”: Martin Hirsch è inoltre legato al CRIF, maggiore lobby sionista di Francia attraverso Marek Halter, considerato dal controspionaggio e dai media indipendenti come un agente israeliano in Francia.
http://www.panamza.com/051215-attentats-simulation/

I terroristi

Le autorità francesi hanno pubblicato la foto di tutti i terroristi coinvolti.

Ne manca uno però
e non a caso, questo non corrisponde a nessuna foto e fisicamente è incompatibile con i profili già segnalati.

Varie testimonianze evocano l’aspetto di alcuni membri del commando con modalità simili, ancora una volta incompatibili con gli identikit forniti dalla polizia.

Ad esempio: “Era molto muscoloso, come un sollevatore di pesi, aveva capelli neri corti ed era sbarbato di fresco”. In particolare c’è una testimonianza sul terrorista che smonta completamente la versione della polizia.

Praticamente nessun testimone intervistato ” a caldo” parla dei terroristi come di persone d’aspetto magrebino, o musulmano, o nord-africano o mediorientale. Nessuno fa una descrizione che assomigli minimamente agli identikit pubblicati dalla stampa via il ministero degli interni, a meno che non si veda tra le facce che vi abbiamo mostrato qui sopra un uomo “alto e biondo”

Un’altra testimone dice di aver visto una donna tra i membri del commando del Bataclan, una presenza di cui le autorità non hanno mai fatto menzione.

Le stranezze del Bataclan

Ancora non si sa con certezza se questa sia una foto autentica o una messa in scena. Tuttavia ora si sa, e questo grazie al giornalista investigativo Hicham Hamza, chi l’ha messa in circolazione per primo.

Si tratta del conto Twitter di Israel News Feed

ore 9.51, prima di ogni altro media

Account legato a un’utenza basata a Gerusalemme e gestito da una fantomatica ONG legata all’esercito israeliano, si chiama United Hatzolah, è co-diretta da un ex capo del Mossad,


ed è attualmente diretta da Mark Gerson, uno dei leader neoconservatori e ultrasionisti che hanno coordinato il “Project for a new American Century”.

Per chi non sapesse cosa sia rimandiamo a wikipedia e ci limitiamo a ricordare qui uno dei passaggi più significativi del suo testo fondatore, ormai celebre per chiunque abbia studiato i fatti dell’11 settembre in modo serio:

“Further, the process of transformation, even if it brings revolutionary change, is likely to be a long one, absent some catastrophic and catalyzing event – like a new Pearl Harbor”.

In termini semplici si evoca la necessità di creare catastrofi (e stragi) per condizionare l’opinione pubblica facilitando l’adesione popolare ai progetti imperialistici ed egemonici di Israele e degli USA.

Dov’è il personale di soccorso, dove sono le autorità poliziarie in questa foto? La domanda più prosaica e meno intellettuale di tutte però è la seguente:

Come fa una ONG israeliana ad arrivare al Bataclan prima della polizia e della stampa francese? La risposta, oltre ogni ragionevole dubbio è questa, i servizi segreti israeliani ne hanno preso il controllo.

Il concerto degli EODM era organizzato dal figlio di un terrorista israeliano.
La William Morris Endeavor, società di gestione degli Eagles of Death Metal appartiene ad Ariel “Ari” Emanuel, agente hollywoodiano, fratello di Rahm Emanuel, ex Chief of Staff della presidenza Obama e figlio dell’estremista razzista Benjamin Emanuel, ex militante del gruppo terrorista israeliano Irgoun.

L’11 settembre del 2015, il Bataclan viene ceduto a Lagardère da Joël Touitou, residente in Israele, fratello del noto rabbino ultrasionista David Touitou, mentre l’altro fratello Pascal ha gestito la sicurezza del Bataclan al momento dell’attentato. Un’intera famiglia al servizio di Israele con tanto di raccolte fondi, galà e esercitazioni militari all’interno.

La ligue de défense juive, altro sostenitore israeliano esperto di sabotaggio delle istanze palestinesi, è un grupuscolo pro-israeliano già dichiarato illegale negli USA ma che agisce in Francia attraverso un’incessante propaganda sionista, intimidazioni e aggressioni contro i sostenitori della causa palestinese. Appoggiati dal governo e protetti dalle autorità si muovono fuori dalla legge e fanno da ponte alle direttive di Tel Aviv.

Questa foto è un sunto della loro campagna di disinformazione.

La LDJ fa un parallelismo tra gli attacchi terroristici a Parigi e le aggressioni ai coloni di Gerusalemme, una tiritera ripetuta come un mantra da Netanyahu ed altre autorità israeliane, tra cui i rabbini sionisti.

Proviamo a fare chiarezza ristabilendo una logica fattuale.

-le aggressioni contro ebrei riportate dalla stampa israelo-diretta sono dei falsi clamorosi, spesso pubblicamente smentiti,

Il gioco è semplice, si spara a un palestinese indifeso e gli si posa a fianco un coltello per inscenare la legittima difesa, la polizia israeliana arriva, constata la presenza del coltello e il caso è chiuso, senza indagini e senza processo, non resta che aspettare l’arrivo di eventuali parenti della vittima che si occuperanno del funerale.

-i casi di vero attacco all’arma bianca perpetrati dai palestinesi contro l’occupante israeliano sono un’esigua minoranza

-si moltiplicano gli episodi di esecuzioni sommarie di giovani palestinesi, donne comprese, con l’evidente complicità della polizia e la consueta impunità generale

-la protezione giuridica dei criminali ebrei, è uno dei tratti distintivi del progetto di pulizia etnica tuttora in corso.

Intanto a Gerusalemme le case palestinesi demolite da Israele non si contano più, l’apartheid è a tenuta stagna, le vessazioni e le ingiustizie sociali sono all’ordine del giorno e la diplomazia internazionale non offre via d’uscita alcuna da un’occupazione sempre più barbara. Non a caso, in tutto il mondo i servizi segreti israeliani e americani hanno trasformato i governi in un teatrino di marionette, la stampa è fagocitata dalle loro urgenze propagandistiche e la cultura è contaminata dal satanismo consumistico dominante. Correggiamo quindi il messaggio:

FROM PARIS TO JERUSALEM, ZIONISM MUST BE STOPPED.

A questo proposito, un fatto importante, sapientemente manipolato dai media, è il seguente:

Nel 2008, militanti pro-palestinesi non violenti manifestano davanti al Bataclan per opporsi alla serata di gala per il Magav, la polizia di frontiera israeliana, conosciuta per la sua efferatezza verso i palestinesi. La stampa riferisce invece dell’avvenimento come di “un’aggressione di manifestanti pro palestinesi”.

Se c’è un posto, a conti fatti, dove un commando del Mossad aveva più facilità ad agire a Parigi, quello è proprio il Bataclan, perchè all’epoca era una sorta di bastione israeliano. Ma il teatro di un hoax o di un false flag potrebbe essere la sede di Charlie Hebdo, la sede di Libération, o quella di Itele/CNews, perchè sono tutte postazioni di proprietà di magnati israeliani, tra cui Patrick Drahi, l’uomo più ricco d’Israele che si è comprato mezza Francia.

Ricordiamo l’altra straordinaria, anzi ordinaria coincidenza:

Il Bataclan è stato venduto un mese prima dell’attentato

il supermercato Hyper Cacher invece, usato come scenografia per l’hoax del 9 gennaio 2015 era stato venduto il giorno prima dell’attentato, sempre da un israeliano partito a vivere in Israele.

La rivendicazione

Ecco la rivendicazione di ISIS, diffusa ancora una volta da Rita Katz e il suo sito legato al Mossad e alla CIA. Da quale fonte islamista l’avrà presa? Ancora una volta da Amaq, un presunto canale dello Stato Islamico al quale solo la Katz sembra avere accesso.

“In the Name of Allah, the Most Merciful, the Most Beneficent “Allah (ta’ala) said, They thought that their fortresses would protect them from Allah but Allah came upon them from where they had not expected, and He cast terror into their hearts so they destroyed their houses by their own hands and the hands of the believers. So take warning, O people of vision [Al-Hashr:2]. “In a blessed battle whose causes of success were enabled by Allah, a group of believers from the soldiers of the Caliphate (may Allah strengthen and support it) set out targeting the capital of prostitution and vice, the lead carrier of the cross in Europe — Paris. This group of believers were youth who divorced the worldly life and advanced towards their enemy hoping to be killed for Allah’s sake, doing so in support of His religion, His Prophet (blessing and peace be upon him), and His allies. They did so in spite of His enemies. Thus, they were truthful with Allah — we consider them so — and Allah granted victory upon their hands and cast terror into the hearts of the crusaders in their very own homeland. And so eight brothers equipped with explosive belts and assault rifles attacked preciselychosen targets in the center of the capital of France. These targets included the Stade de France stadium during a soccer match — between the teams of Germany and France, both of which are crusader nations — attended by the imbecile of France (Francois Hollande). The targets included the Bataclan theatre for exhibitions, where hundreds of pagans gathered for a concert of prostitution and vice. There were also simultaneous attacks on other targets in the tenth, eleventh, and eighteenth districts, and elsewhere. Paris was thereby shaken beneath the crusaders’ feet, who were constricted by its streets. The result of the attacks was the deaths of no less than two hundred crusaders and the wounding of even more. All praise, grace, and favor belong to Allah. Allah blessed our brothers and granted them what they desired. They detonated their explosive belts in the masses of the disbelievers after finishing all their ammunition. We ask Allah to accept them amongst the martyrs and to allow us to follow them. Let France and all nations following its path know that they will continue to be at the top of the target list for the Islamic State and that the scent of death will not leave their nostrils as long as they partake in the crusader campaign, as long as they dare to curse our Prophet (blessings and peace be upon him), and as long as they boast about their war against Islam in France and their strikes against Muslims in the lands of the Caliphate with their jets, which were of no avail to them in the filthy streets and alleys of Paris. Indeed, this is just the beginning. It is also a warning for any who wish to take heed. Allah is the greatest. (And to Allah belongs all honor, and to His Messenger, and to the believers, but the hypocrites do not know) [Al-Munafiqun: 8].
Obbligatorio aggiungere il nome di Allah qui e là un pò a casaccio per dare al piatto un aroma ancora più intenso..
..di FAKE.

Ovviamente la stampa accetta senza la minima distanza critica le più assurde dichiarazioni degli inquirenti nonostante la completa assenza d’investigazione, e in un circolo vizioso auto referenziale crea ed alimenta la propaganda di guerra sfidando il senso del ridicolo. Guardate qui.

Ancora una volta i terroristi avrebbero portato con sè i consueti documenti a prova di bomba.

Il manichino del comptoir voltaire.

Brahim Abdelslam sarebbe l’unica vittima del Comptoir Voltaire. Sarebbe entrato e avrebbe tranquillamente ordinato al tavolo, poi avrebbe inspiegabilmente azionato la sua cintura esplosiva provocando una deflagrazione che ha ferito una cameriera. Lasciando da parte l’assurdità dell’azione terroristica da lui perpetrata, esiste una testimonianza di un infermiere (un non meglio precisato David, 46 anni) che gli avrebbe praticato un massaggio cardiaco senza sapere che si trattava di un terrorista. Le immagini amatoriali sono state diffuse da tale Marie Louise Gumuchian, giornalista della sede CNN di Londra licenziata nel 2014 per plagio, sembra che ne abbia commessi almeno 50 prima di farsi scoprire. PROBLEMA: nelle immagini amatoriali fornite da questa donna a Daily Mail è chiaramente udibile un SUONO MECCANICO caratteristico dell’uso di manichini da pronto soccorso e corrispondente all’azione del sopracitato David. France2, Reuters e Le Monde sceglieranno però di trasmettere il video coprendo quel suono. Questo curioso dettaglio potrebbe essere spiegato dal fatto che sotto il corpo del terrorista si trovasse uno o più oggetti che potevano provocare quel rumore, ma l’infermiere intervistato dice chiaramente di “aver adagiato il corpo a terra” prima di praticare il massaggio cardiaco.

Il video riassuntivo offerto da Panamza, notare la strana barba del terrorista, scambiato all’inizio per una vittima dal soccorritore che dichiara di averne trovato il corpo a terra “perfettamente intatto”.

Nel penultimo paragrafo dell’articolo che riprende l’intervista all’infermiere viene infatti riportata una frase significativa: “en le mettant par terre”, il suono proviene quindi dal manichino e non da eventuali altri oggetti sottostanti.

La cerimonia in omaggio alle vittime del 13 novembre

Si è tenuta il 27 novembre nella piazza “des Invalides” a Parigi. La prima cantante ad esibirsi per l’omaggio alle vittime degli attentati è una franco-israeliana.

Ha servito l’aviazione israeliana per 3 anni, ha dichiarato di aver trovato il suo servizio militare “piacevole”.

È stata scoperta da produttori musicali francesi grazie alla sua partecipazione ad un galà parigino organizzato dall’esercito israeliano.

A quanto pare torna regolarmente in Israele almeno due, tre volte all’anno.

Yaël Naim, di 37 anni, nata da genitori ebrei tunisini, è stata scelta direttamente dall’Eliseo, ovvero dal presidente della Repubblica.

I sionisti che controllano la Francia non fanno mai mancare la beffa dopo il danno, l’umiliazione della vittima è un tratto distintivo e imprescindibile delle loro azioni. Vedi le varie campagne di raccolta fondi per gli attori di crisi dove il pubblico viene preso in giro due volte, prima lo si commuove, poi gli si chiede di pagare per lo spettacolo. Intanto mettono l’état d’urgence, ovvero le leggi liberticide con poliziotti dispiegati in ogni dove per mostrare la realtà della gabbia in cui viviamo, e gli appalti della sicurezza nazionale vengono  affidati alle solite compagnie israeliane. Un sistema che prevede il controllo di tutte le infrastrutture, di tutti i posti strategici delle istituzioni, un sistema di annientamento popolare basato sulla frode massonica e reso possibile dall’ipnosi di massa creata dai media di regime.

Se la matrice sionista  degli attentati del 13 Novembre non vi pare sufficente, continueremo a portare nuove prove, l’articolo sarà regolarmente aggiornato. Se lo ritenete già valido, diffondetelo su tutti i canali a vostra disposizione. Grazie.

Israele disinnesca l’UNESCO

La nuova direttrice generale dell’UNESCO è una militante attiva della rete pro-israeliana.

Era data per sconfitta ma ce l’ha fatta, Audrey Azoulay, già ministro della cultura francese è stata recentemente eletta con 30 voti a spese del superfavorito canditato del Qatar Hamad Al-Kawari, che con 28 voti vede sfumare l’occasione di diventare il primo direttore arabo dal 1946.

Per combinazione, l’arrivo della Azoulay coindide con il ritiro di USA e Israele dal gruppo degli stati membri.

Come previsto, era più semplice per Israele disinnescarne il potere mediatico dall’interno piuttosto che allontanarsi e lasciare il campo libero, era necessario infiltrare l’UNESCO per impedirgli di esprimersi in modo troppo deflagrante su questioni strategiche per Israele.

Alcuni fatti:

Il padre André è stretto collaboratore della rete israeliana e lavora come consigliere affaristico tra Israele e il Marocco presso il re Hassan II.

Nel 2015 Audrey Azoulay pertecipa ad un meeting pro israeliano tenuto da Benjamin Netanyahu nella grande sinagoga di Parigi. Sono presenti François Hollande e l’allora primo ministro Manuel Valls.

Nel 2016 Azoulay impone a France Télévision l’acquisto di un film sponsorizzato da una famosa lobby pro-israeliana, il CRIF.

Nel 2016 Azoulay difende la messa in onda di un film osceno prodotto dall’ultrasionista Seth Rogen.

Sausage Party proponeva subdolamente la visione israeliana della questione mediorientale ed era sotto bersaglio delle associazioni cattoliche per l’estrema volgarità con cui mischiava violenza, sesso, religione e politica. L’avvocatura del ministro Azoulay interviene per abbassare il limite di età e permettere una più completa diffusione del film.

Nel 2016 Audrey Azoulay accompagnata da suo padre assiste in sinagoga alla premiazione di un documentario largamente sponsorizzato dalla stampa filo israeliana che denuncia il jihadismo, il complottismo e l’antisemitismo dei giovani di banlieue. Il documentario è prodotto da un gruppo ebraico liberale vicino alla lobby ultrasionista American Jewish Commettee.

Il quadretto che ci sembra emergere è il seguente:

  • Israele e gli USA non vogliono che l’UNESCO sia un forte opinion maker internazionale perchè non tollerano la minima ingerenza mediatica, la cancellazione delle istanze Palestinesi deve procedere senza intoppi.
  • L’UNESCO pur con l’infiltrazione Israeliana riusciva a passare mozioni che denunciavano la colonizzazione e riconoscevano la Palestina.
  • Israele esce quindi teatralmente dall’UNESCO mentre ha già programmato di assumerne la direzione tramite un’infiltrata, Audrey Azoulay, nuova utile pedina di una scacchiera che la comunità internazionale continua ad ignorare e che i media fanno di tutto per nascondere.

Fonte: Panamza

l’evidenza dei manichini

Salvo Mandarà invita Massimo Mazzucco a discutere di una presunta “teoria dei manichini” o “teoria del tutto falso”che sembra impadronirsi della rete per screditare i veri informatori che parlano di false flag. Tra i sostenitori di questa teoria troviamo Minniti, Marciano’, Quaranta e Terra, ma ce ne sono altri e c’è lo stesso intervistatore: Mandarà.

Salvo fa una corretta presentazione dei due schieramenti: c’è chi crede ai false flag con terroristi di “origine musulmana”, mentalmente manipolati,  che compiono la strage concretamente, con sovra-gestione dei servizi; (Messora, Mazzucco, Ballardini, Barnard, Carpeoro ecc..)
e c’è chi crede che non ci siano nè esecutori reali nè vittime, che si tratti di messe in scena fatte da servizi con la partecipazione di polizia, medici collusi, giornalisti asserviti e largo uso di attori di crisi. Si tratta allora di Hoax.

Va detto intanto che per noi la “Teoria dei manichini” non è una teoria, è semplicemente cio’ che vediamo, e che Mazzucco non vede.

Mazzucco: “L’esperienza mi ha insegnato che non ci si puo più stupire di niente, cio’ che non sembrava plausibile dopo analisi diventa possibile”
Ecco, questo è l’atteggiamento giusto, vediamo se Massimo sarà capace di mantenerlo durante tutta l’intervista.

Il problema, secondo lui è la fattibilità pratica e la logica, ci sarebbe una mancanza di logica nello scenario di una messa in scena senza vittime.
Mazzucco: “La teoria è che è tutta una messa in scena, allora quando vedi dozzine di morti sono tutti manichini, sono tutti attori?”
In realtà nei video “amatoriali” di Barcellona ci sono pochi figuranti, c’è una scarsa decina di feriti e i morti non si vedono mai chiaramente. Eppure la conta ufficiale è di un centinaio tra morti e feriti.

Mazzucco: “manichini finti mescolati a persone vere?”
No, sono manichini veri mescolati a feriti falsi

Salvo chiede “Cosa vedi in questa foto?” Massimo risponde: “Una persona che è stata maciullata in qualche modo”
Noi vediamo un’impossibilità anatomica, poco importa come ci si rompe le ossa, quelle non sono gambe vere.

Mazzucco: “è meglio fare un discorso generale perchè sulla foto singola non ne usciamo”, “l’interpretazione è soggettiva perchè le immagini non sono abbastanza buone”.
Ma è proprio perchè le immagini non sono buone che non possono essere davvero amatoriali e quindi libere da editing. Con i moderni cellulari dovrebbero essere molto più nitide e soprattutto più numerose, pensate soltanto a quante persone fanno i selfies ad ogni metro di una passeggiata, e siamo Alle Ramblas! Due soli video disponibili, potenzialmente soggetti a manipolazioni, prima sceniche e poi grafiche. E perchè avrebbero usato tali immagini se non per coprire la mascherata e sostituire le prove che confermino senza ambiguità la presenza di morti e feriti veri? La foto singola è peraltro importantissima perchè soggetta all’intuito e allo spirito critico di ognuno. Dire “questo è un manichino” non è far funzionare la propria immaginazione per dare una conferma a un’idea che avevamo già, è una semplice constatazione sulla base di cio’ che stiamo vedendo, un’analisi immediata che è frutto della nostra esperienza, in particolare sulla percezione dell’anatomia umana. Infatti, è possibile mai che due gambe possano piegarsi in questo modo?

Mazzucco: Le persone a terra sono feriti veramente o fanno finta?
Salvo: “ci potrebbero essere feriti veri anche se propendo per nè morti e ne feriti”
Secondo noi non ci sono feriti veri, non questa volta, non a Barcellona.

“Se ci sono degli attori, gli altri coinvolti se ne accorgerebbero, quindi è probabile che siano tutti daccordo”
Infatti questo è almeno altrettanto probabile della teoria dei “terroristi manipolati mentalmente”, se non di più.

Mazzucco: “Per ciascuna delle cose che trovi strane io posso avere una spiegazione logica”
Anche noi possiamo trovare una spiegazione, diversa dalla sua e non meno plausibile. Abbiamo già sentito questo ragionamento in bocca ai debunkers.

Aggiunge Mazzucco: l’incidente del mio amico che faceva motocross, frattura scomposta al braccio, finchè tu la forzi non si vede”
Questa spiegazione è incompleta, guardiamo l’immagine 1 , ipotizziamo che questa sia una gamba già rotta sulla quale il ferito non ha ancora esercitato il peso del suo corpo, o comunque non si è mosso, allora perchè nell’immagine 2 la scarpa è slacciata, sfilata e riposta sotto il piede come per reggerlo? si è tolto la scarpa prima di mettersi in piedi senza rendersi conto che era fratturato o se l’è tolta dopo il piegamento dell’osso? o chi gliel’ha tolta, e perchè? perchè quel ferito, in due momenti diversi non è ancora preso in cura dai medici ma giace sotto quelli che sembrano due passanti? La spiegazione del “prima e del dopo” di questa gamba rotta potrebbe stare nella manipolazione delle immagini o nell’uso di una gamba fasulla, la sola tesi della frattura vera che si dichiara qualche minuto dopo il trauma non è sufficente.

Mazzucco: “devi disseminare un certo numero di manichini in un gruppo di persone ferite realmente”
Chi lo ha detto, ci sono invece manichini e attori, i feriti sono falsi.

Mazzucco: “qualcuno il camion lo fa passare davvero”,”anche il camion finto?”
No, il camion è vero ma viene parcheggiato sul posto già ammaccato e senza uso di sangue finto perchè non vogliono metterlo, vogliono creare un corto circuito logico. (un’impronta mnemonica, come vedremo più avanti). Sono stati rilasciati solo DUE video di telecamere a circuito chiuso dove più che vedere un furgone in corsa lo si indovina, ma divergono di 10 minuti e sono anch’essi soggetti a manipolazione.

Mazzucco insiste molto su questo punto: “qual’è il vantaggio di aggiungere manichini se ci sono feriti?”
Insiste sul fatto che bisogna far valere la logica, secondo lui non sta in piedi soprattutto l’ipotesi del tutto falso.
Che è invece per noi la più probabile e la più semplice da realizzare nelle modalità già collaudate dai servizi segreti.

Non si aggiungono manichini a feriti veri, i manichini vengono portati sulla scena allo stesso tempo degli attori di crisi.
Inoltre, se ci fossero morti e feriti veri ci sarebbe probabilmente una ricostruzione della polizia e una conferenza stampa del coroner, cioè del medico legale, l’avete vista voi? E avete visto cosa succede quando la polizia chiama “certi medici” per raccontare una scena che non possono aver visto?

Mazzucco dice che una volta ha bloccato gli Champs Elysees per 2 ore, per un lavoro fotografico, e che non è possibile chiudere un’area per 2 ore per fare un attentato, “non si puo fare senza che la gente se ne accorga”.
INVECE NON SERVONO DUE ORE, UNA MEZZ’ORA POTREBBE BASTARE PER ALLESTIRE IL SET E REGISTRARE I FALSI VIDEO AMATORIALI
Anche quando qualche testimone si accorgesse della messa in scena, sarebbe inevitabilmente zittito o ignorato, altre volte sono poco coraggiosi o personalmente poco strutturati per esporsi ai media, comunque la maggior parte dei testimoni non possono o non vogliono parlare. Giuseppe Sapio, per esempio, è stato coperto d’insulti e ha ritrattato, aveva detto che secondo lui “non era successo niente“.

Mazzucco: “La mancanza di una prova non è la prova di una mancanza”
E allora perchè credere alle autorità sulla parola? L’assenza di immagini amatoriali o di telecamere di sorveglianza è una prova del mancato passaggio del van, se esistessero sarebbero trapelate in qualche modo. Quindi niente immagini = niente prova del passaggio del veicolo ad alta velocità per i 600 metri non coperti dai video “amatoriali”.

e non c’è prova del suo passaggio nella parte finale perchè le uniche immagini lo presentano già fermo!

Salvo: “mandano via la gente e poi fanno la messa in scena”
Per noi è altamente probabile.

Versione di Mazzucco: “Tommix non ha capito cos’è il false flag, prendi dei controllati mentali islamici, non è un problema convincerli, il furgone è reale, chi è andato a uccidere è reale, poi incolpi il terrorismo islamico, Minniti invece usa il concetto di false flag e senza un passaggio logico dice che è tutto falso”. “ci sono le interviste ai medici degli ospedali”, “al papà e la mamma bisogna dirglielo che il bambino non è morto e che è alle Bahamas”, “li fanno con i controllati mentali”, “l’attentato è vero ma il mandante è un altro”
Il punto di Massimo è chiaro ma che Tommix non abbia capito cos’è un false flag è tutto da dimostrare. Il concetto è davvero semplice:
Hoax = niente morti e niente feriti, immagini taroccate, attori di crisi, manichini, falsi medici e quant’altro, per creare uno scenario studiato dai servizi segreti.
False Flag = vero attentato con veri kamikaze manipolati e vere vittime, con sovragestione affidata ai servizi.
Gli Hoax sono anche false flag perchè la responsabilità del falso atto terroristico è inventata e falsa, ma i false flag non sono sempre Hoax, possono avere singole parti organizzate come Hoax, ma ci possono anche essere vittime autentiche nell’integralità della scena.

Quest’ultima metodica è in disuso in Europa e in gran parte dell’occidente “israelo diretto“. poi, certo che gli islamici bisogna convincerli, soprattutto quando sono appena ventenni, e se devi convincerli a cosa serve il lavaggio del cervello in stile MKultra? Per finire, “al papa e alla mamma bisogna dirglielo”, certo che glielo dicono, li coinvolgono nella commedia, e li informano anche della paghetta che riceveranno, il che giustifica certo linguaggio non-verbale assolutamente grottesco da parte dei genitori delle vittime, come in questo caso.

Chi è il mandante?

Qui è facile indovinare chi ci guadagna di più: sono Israele e gli USA, non certo il mondo islamico nè la causa Jihadista che non ha niente a che vedere con questa tragicommedia con risultati di cacca fritta. I veri jihadisti si occuperebbero delle banche e di Israele, ma niente, colpiscono solo il popolino, sarà per aiutare la loro causa? No, evidentemente si vogliono far spazzare via, sono dei jihadisti al servizio di Israele, allora diciamolo chiaramente: per noi occidentali televisionati, i terroristi islamici sono innanzitutto idioti, poi cattivi.

Mazzucco fa l’esempio di Sirhan Sirhan, che era controllato per uccidere (magari sparare a salve mentre qualcun altro sparava davvero), ma andava su una sola persona: Bob Kennedy, qui ci sarebbe invece un forsennato lavato di cervello che riesce a compiere un’azione complicata, in modo efficace, uccidendo o ferendo 100 persone. Che pilota! davvero, e che lucidità nello scappare subito dopo.. è ovvio che i conti non tornino, questa del controllo mentale, seppur fattibile tecnicamente, nel contesto di falsificazione attuale è fra tutte la TEORIA MENO PLAUSIBILE, ma Mazzucco vuole farla passare per la più plausibile perchè lo dice in un certo modo che sembra che ha ragione lui, e addirittura “corregge Salvo”.

Mazzucco: “non sono in grado di confermare nè di negare l’implicazione del Mossad e della CIA”
Eppure sarebbe sufficente avere una minima esperienza da osservatore sul modus operandi del Mossad, le analogie sono tante, anche stavolta!
La polizia locale ha un legame molto stretto con Israele e il Mossad, come lo ha pure la polizia francese, inglese e tedesca.

Mazzucco a Salvo: “tu hai un problema con quello che vedi”
Potrebbe essere il contrario, Salvo puo aver visto bene.

Mazzucco: “nessuno sa risponderci quando chiediamo: allora come si fa ad occupare la scena del delitto in tempo reale”
Si occupa una porzione limitata di suolo pubblico, si usa la polizia e i servizi per pulire la scena e si fanno entrare attori, coordinatori ed addetti agli effetti speciali, tutto viene fatto in fretta, tutto viene fatto male, quindi le immagini non mostreranno mai niente di chiaro. Oppure si puo’ registrare una parte o la totalità delle immagini durante un’esercitazione precedente e le si spaccia ai media come attuali. Non è l’unica verità possibile ma è altamente fattibile.

Mazzucco: “perchè complicarsi la vita con gli attori?”
E allora perchè complicarsi la vita con VERE VITTIME quando basta un falso ben costruito e fatto circolare su tutti i media? La prova che l’hanno fatto bene è che ci hanno creduto anche persone molto sagaci.  

Mazzucco: ci vogliono 500 comparse
No, ce ne vogliono molte meno, meno di 100 sicuramente, forse meno di 50. Ma non è questo il punto, le comparse ci sono, le abbiamo scovate in tutti gli altri attentati, e per ognuna che viene accettata in quel ruolo dai recruters degli acting studios, come Crisis Cast per esempio, ce ne sono altre 10 che sperano di poter entrare nel team, perchè ci sono anche tanti soldini da guadagnare!

Salvo spiega che è meglio limitare il numero di parenti di morti, e che è semplice isolare una parte della Rambla e far allontanare la gente.
Lo pensiamo anche noi.

Spiegazione di Mazzucco sul “bambolotto dell’attentato di Bruxelles“:
“un signore che è rimasto con un bambolotto in mano, è talmente scioccato che non pensa a metterlo giù, ce l’aveva in mano prima e al momento dell’esplosione l’ha tenuto in braccio meccanicamente”
Ma se c’è il bambolotto? DOV’E’ IL BAMBINO? Prende il bambolotto e NON SI OCCUPA DEL BAMBINO? Cosa ci faceva con un bambolotto in mano? Tutti arzigogoli per non dire che filmare una scena finta è possibile, usando un bambolotto.

E tornando a Barcellona aggiunge: “se fai scappare tutti, come fai ad assicurarti che non ci sia il curioso morboso che si accorge della messa in scena?”
Ma far scappare tutti serve proprio a quello, chiudere l’area per evitare la presenza di curiosi, se ne restano, li si potrebbe minacciare, o non li ascolterà nessuno, nessun media ufficiale diffonderà cosa hanno scoperto e se presenti in rete saranno soggette alla censura ed impedite di circolare liberamente, di raggiungere la massa critica. Cosa che è riuscita bene anche a Berlino dove i video (come questo) non mostrano alcuna evidenza di vere vittime e molti video più utili sono stati rimossi.

Salvo ricorda che la scenografia viene fatta in un’area ridotta, ma secondo Mazzucco la dovrebbero vedere le persone dalla finestra e potrebbero andare in TV per dire cosa hanno visto.
Quale TV? infatti lo stesso Mazzucco si rende conto e si corregge.. appena si accorge di parlare un po’ come Attivissimo si dà una raddrizzata e sembra ragionare di nuovo con Salvo.

Poi rincara: “Io conosco la promenade di Nizza e non puoi mettere delle persone false”
Certo che puoi, anche se non conosciamo tutta la loro tecnica dalla A alla Z, è possibile. False vittime, attori di crisi? Possibile anche quello. Esempio video.  Invece come puo’ un camion di quelle dimensioni entrare nel centro di nizza in un giorno di festa nazionale? Con un’ordinanza in corso che ne vieta il transito in TUTTA LA CITTA’? cosi astuto questo terrorista? Oppure è stata la polizia a scortare il camion? 

Mazzucco spiega cos’è il false flag ma non nomina mai l’HOAX, eppure proprio i filmati con titolo con parola chiave Hoax sono i più censurati dalla rete, chi usa la parola Hoax per svelare questo teatrino vede cancellato il suo canale youtube (Side Thorn, Peekay Truth, Anaconda Malt Liquor, Russianvids, How i See the World, Trust One News per citarne alcuni), e anche il documentario di Tommix ha subito la censura.

Possibile che non ci sia una telecamera che ci fa vedere un po cosa è successo?
Risponde Mazzucco:”di video ce ne sono solo 2 o 3, non so perchè non ne fanno vedere altri, forse per non aizzare altri copycats” “il fatto che non te li fanno vedere non vuol dire che non esistono”
Semplice logica: tutti filmano al giorno d’oggi, ci sono più telecamere che occhiali, quindi niente immagini = niente prova del racconto dei media. Ci sarebbero troppi telefoni e troppe telecamere. Il ragionamento di Mazzucco sembra quello che lui stesso ha combattuto per anni, a noi ha ricordato un certo Eugenio Scalfari che disse: “gli americani hanno fatto bene a non mostrare le immagini di Bin Laden da morto, per non idealizzarlo…”

I media sono in stretto contatto con gli organizzatori reali?
Risponde Mazzucco: “non gli viene detto cosa dire, praticano un’autocensura, non le pubblica lui se possono dargli noie”
Secondo noi si tratta invece di veline preconfezionate in Israele o USA e distribuite ai media che non possono fare nessuna verifica, perchè sono notizie concordate imposte dai proprietari (una manciata soltanto) degli stessi media. Chi si oppone è fuori o viene fatto fuori. Sarà un caso che i grandi magnati dei media siano raramente pro musulmani  e cosi’ spesso pro israeliani? E quanto spesso sono direttamente israeliani sionisti? La verità è che lo sono, sionisti, nella totalità dei casi, il sionista ha interesse a distruggere l’immagine dell’islam, distogliere il giovane musulmano dalla lotta sociale attraverso una psicosi di colpevolezza indotta e manipolare il pensiero comune contro i nemici dell’usurpatore israeliano.

Salvo porta l’esempio del video di Bruxelles montato con il video russo, opportunamente modificato per coprire la bufala, “li’ c’è stata un’azione fatta con cognizione di causa per spacciare un falso”.
Secondo Mazzucco invece è l’errore di un singolo e gli altri non hanno verificato, l’hanno messo tutti in onda e poi hanno dovuto fare la correzione. “ce n’è uno che prende il video e non va a verificare la fonte, basta un coglione che prende il video, si sente furbo e la mette in onda cosi’ lui fa 100.000 click e poi lo prende un giornalista, lo propone e lo mettono in onda, poi dopo due giorni arriva la correzione”
“Un errore del primo e tutte le tv si adeguano e lo trasmettono senza verificare, nessuno va a verificare, si fidano del primo”
Secondo noi invece quel video è già stato preparato e viene trasmesso da tutte le televisioni per fornire un legame simbolico tra il racconto dei media e l’attività mnemonica dello spettatore, le prime immagini sono quelle che contano perchè saranno ricordate più a lungo, qualsiasi altra notizia di correzione successiva avrà un effetto più debole sulla memoria e sull’inconscio. Quindi il falso è volontario e fa parte della tecnica di manipolazione.

Secondo Mazzucco I vari filmati dell’ISIS sono falsi
HALLELUHIA diciamo noi, certo che sono falsi!  Mazzucco dice: “le mie analisi le trovate su youtube”, Ma la “decapitazione made in hollywood” e la “decapitazione Foley” non sono più in linea, 
Ci dica allora dove sono, quella almeno è un’analisi giornalisticamente buona.

La no plane theory

LA CENTRALIZZAZIONE DELLA MENZOGNA; come per l’11 settembre in cui poche televisioni hanno mandato le immagini degli aerei, taroccate quasi in tempo reale e quindi zeppe di errori, per esempio la mancata cancellazione dei NOSE OUT, per Barcellona c’era decisamente più tempo, ma cio’ non ha impedito l’emergere di errori. Anche a Barcellona i video sono pochissimi, solo 3,  è LECITO QUINDI PENSARE che questi video siano prodotti dalla stessa organizzazione che ha fatto la messa in scena e poi vengano distribuiti ai media facendoli passare per autentici o artigianali.

Se la menzogna è centralizzata, allora c’è un fornitore dei falsi video artigianali e ci sono tutti i media che li diffondono senza distanza critica.

Tra i produttori di questi video, a livello esecutivo, potrebbe ben logicamente figurare Rita Katz, che è quella che invece trova tutte le rivendicazioni, su un unico canale terrorista, quello di Amaq.

Salvo chiede: Come fa l’aereo ad entrare per intero nella torre d’acciaio?
risponde Mazzucco: Energia cinetica con la massa moltiplicata per la velocità al quadrato (K=\frac{1}{2}mv^{2} ) prendendo una mollica per fare l’esempio, l’energia cinetica della mollica è la sua massa moltiplicata per il quadrato della velocità, quindi se ti prendi una mollica lanciata da vicino non ti fa nulla, se ne becchi una che viaggia ad altissima velocità ti puo attraversare la testa. Ecco perchè facevano volare gli aerei a 900 all’ora, in quel modo li’ possono entrare per intero.
E INVECE NO, LA LOGICA VUOLE CHE ALMENO ALCUNI DETRITI RIMANGANO ALL’ESTERNO, l’energia cinetica diminuisce con la resistenza dell’edificio in metallo, quindi almeno parti dell’aereo sarebbero dovute restare all’esterno, anche se gli aerei fossero rinforzati. Inoltre l’approccio più sensato potrebbe essere il seguente: BISOGNA FIDARSI DEI NOSTRI OCCHI, NELLE IMMAGINI UFFICIALI GLI AEREI SONO PIXELS, NON OGGETTI CON UNA MASSA, questo è particolarmente evidente grazie agli slow motion. VEDI USO DI EDITING SOFTWARE

Quella sagoma nella torre è stata creata dagli esplosivi?

E’ POSSIBILE, MA IL PROBLEMA NON STA NEI CALCOLI, STA NELL’EVIDENZA VISIVA, LE IMMAGINI FORNITE DAI MEDIA SONO UNA PROVA DI MONTAGGIO VIDEO E SI VEDE CHIARAMENTE (IN TUTTI GLI SLOW MOTION DISPONIBILI), CHE GLI AEREI NON HANNO CORPO, SONO UN AMMASSO DI PIXELS IN MOVIMENTO.

Tornando a Barcellona.

Dice Mazzucco: “Ho visto le fotografie dell’incidente al ciclista Scarponi e di un altro incidente dove ha perso la vita Nicky Hayden e non c’erano tracce di sangue, quando vieni investito hai un impatto con traumi interni, devo pensare che anche Nicky Hayden fosse un manichino?”
E noi dobbiamo pensare che LE PROBABILITA’ che questi schizzi di sangue si verifichino per UNA PERSONA siano gli stessi che in uno scontro CON 100 PERSONE?

Salvo infatti fa notare: “sul piano delle probabilità è possibile che qualcuno fra i 100 abbia una ferita con sangue”. Noi pensiamo che la probabilità statistica del “niente schizzi” sia remota: A Barcellona infatti c’è anche un paraurti che si rompe progressivamente, scoprendo un frontale sempre piu’ tagliente che dovrebbe aumentare 

Poi Mazzucco usa la suocera per fare un esempio: “non è che se la investo a 30 km all’ora esce il sangue (con tutto il rispetto, tra l’altro la suocera non ce l’ho neanche più)” Il massimo dell’eleganza…

“Per fare un’analisi seria di qualsiasi immagine servono almeno 3 inquadrature” aggiunge Mazzucco.
E’ vero ma non sempre, a volte una foto puo’ bastare, soprattutto quando si conosce il contesto. Se è troppo evidente che una foto ritragga una mela per esempio, non chiederemo necessariamente di vederne altre due, diremmo “qui vedo una mela”. A noi infatti i MANICHINI pare proprio di vederli, dopo aver analizzato le immagini in tutti i modi (video inclusi) li vediamo ancora e ci pare strano che qualcuno non li veda, a meno di un corto circuito logico che ne impedisca il riconoscimento.

Mazzucco è parso più autoritario che autorevole, ma soprattutto molto nervoso, anche quando ride. E questa non è una teoria, è la nostra impressione.

 

se qualcuno vedesse un vero attentato..

..vedrebbe tutto questo?

Queste sono alcune fra le decine di evidenze che smentiscono la teoria dell’attentato islamico e dell’uso di terroristi (anche manipolati mentalmente) che guidano un furgone omicida, teoria spacciata anche da Ballardini, Carpeoro, Mazzucco e Barnard.

Noi pensiamo invece che secondo logica e secondo evidenza, il furgone non abbia falciato nessuno, dei 700 metri del suo percorso non si vedono che i danni causati negli ultimi 50/100 metri. Non c’è nessuna evidenza di vittime vere neanche per quel tratto, abbondanza invece di attori di crisi e manichini. Ad oggi non è emersa nessuna immagine nè amatoriale nè delle telecamere di sorveglianza dei primi 600 metri della corsa del veicolo in questione.

La scenografia di questo Hoax si concentra sui pochi metri coperti dalle supposte immagini amatoriali, ancora una volta filmate con apparecchi antidiluviani.

clicca sulle foto per la dicascalia

Emmanuel Macron: l’uomo senza arte né partito

Vi siete chiesti come fa un giovane arrivista a vincere le elezioni presidenziali senza dietro un partito e senza una fortuna personale sufficiente a gestire la campagna elettorale?

Per capirlo, invece di parlare del signor nessuno Macron vi invitiamo a fare la conoscenza di Patrick Drahi, patron dell’impero mediatico che ha costruito il candidato Macron dalla testa ai piedi.

Altice è la casa madre del suo impero, creata nel 2001, presente in Francia e all’estero, attiva nei settori di comunicazione, TV via cavo, fibra ottica, internet e telefonia mobile.

Secondo Forbes Drahi è la 57° fortuna mondiale, la 3° francese per un fatturato di 25 miliardi di euro, il suo debito si eleva però a 50 miliardi di euro, debito che ha contratto con alcune banche d’affari, quali BNP, Goldman Sachs, Morgan Stanley, JP Morgan, ecc.

Lui è franco-israeliano, nato in Marocco da genitori entrambi professori di matematica trasferitisi a Montpellier. Nel 90 sposa Lina, una Siriana ortodossa a cui chiede di sposarlo poche ore dopo averla conosciuta.. 

Da Lina avrà 4 figli che oggi seguono i più alti studi tra Bristol, Tel Aviv e Ginevra, dove la coppia risiede. Sebbene poco religioso, dopo il matrimonio civile, sceglie di risposarsi in sinagoga, finanzia associazioni israeliane, fondazioni ebraiche e partecipa con i figli alle cerimonie comunitarie.

Le sue costosissime proprietà in Svizzera sono concentrate tra Ginevra e Zermatt dove continua a comprare immobili e strutture.

Nel 2009 ottiene la nazionalità israeliana scegliendo di abbandonare quella francese, nel 2015 è la prima fortuna economica del paese, un personaggio importante, tanto da essere ricevuto più volte da Shimon Peres, e i suoi investimenti sono in continuo aumento. Drahi pratica con generosità un sionismo attivo, ovvero a suon di affari e propaganda, senza però dichiarare troppo apertamente la sua fede per evitare di urtare la sensibilità di eventuali partners d’affari arabi.

Patrick Drahi incontra il ministro israeliano per le comunicazioni 12/04/2011

Come politecnico ha lavorato prima per Philips, poi Kinnevik e France Telecom. Si interessa particolarmente alle trasmissioni via cavo e fibra ottica, cominciando a comprare piccole reti provinciali attraverso un metodo chiamato LBO, acronimo inglese di Laveraged Buy-Out, che consiste nel comprare aziende dal valore molto superiore alle proprie capacità economiche attraverso ingenti prestiti dalle banche, per poi mettere in atto una strategia di riduzione dei costi e servendosi dell’azienda per ripagare le banche, diminuendo quindi i salari, aumentando le ore di lavoro, tagliando il personale, facendola quotare in borsa, o rivendendola in forma più snella in seguito.

Tra il 94 e il 95 crea due operatori di rete via cavo, nel 2000 si allea con NRJ e Wendel per formare Fortel, nel 2001 nasce il gruppo d’investimento Altice che un anno dopo controlla già la quasi totalità della rete cablata in Francia. Nel 2007 cede Noos a favore di Numericable, comincia a comprare all’estero, acquisisce negli Stati Uniti, in Portogallo, in Belgio, nel Lussemburgo, nelle Antille, nella Repubblica Dominicana e in Israele, dove scala Hot, il più importante operatore via cavo, con un piano che prevedeva 2800 licenziamenti e l’introduzione di esternalizzazioni e subappalti. Compra quindi un grande appartamento a Tel Aviv, situato nella torre Rothschild. Non a caso Drahi incontrerà proprio i Rothschild che si mostrano interessati alla Fondazione Drahi, creata per fare e ricevere donazioni in Israele e in Francia, soprattutto per progetti destinati alla comunità ebraica, o donazioni strategiche come i 7 milioni di euro offerti alla Scuola Politecnica di Francia.

Nel 2013 entra in borsa e qualche mese dopo compra la compagnia telefonica SFR, diventando il secondo maggior gruppo di telecomunicazioni in Francia. Macron allora ministro dell’economia dà il via libera all’operazione a detrimento del concorrente Bouygues telecom, il gruppo Vivendi, sottoposto ad una meticolosa attività di lobbying e spionaggio, cede quindi  SFR a Drahi per 13 miliardi di euro.

Tra il 2014 e il 2015 continuano gli acquisti con Virgin Mobile, Portugal Telecom e negli USA Cablevision, nel 2016 ristruttura SFR creando due assi: SFR Media e SFR Telecoms.

Patrick Drahi è un vero appassionato di paradisi fiscali, la sede legale di Altice è infatti in Lussemburgo, il gruppo è quotato alla borsa di Amsterdam dal 2014, la sua holding personale (Next Limited Partnership) è registrata nell’isola britannica di Guernesey, ha conti in una miriade di altre sedi off shore e vive in Svizzera da 12 anni, da dove gestisce una varietà di piccole holding.

Il suo gruppo Altice che conta 55.000 dipendenti ha intanto comprato alcune testate giornalistiche quali l’Express (valore stimato di circa 25 milioni), BFMTV, RMC, L’expansion, Studio Cine Live, Liberation (nel 2014 in comproprietà con Marc Laufer), salvandola dal fallimento con 14 milioni di euro e trasferendo i locali nella sede dell’Express per ridurre i costi.

Acquisisce alcune riviste professionali quali NewsCo, L’étudiant, Point Banque, Pianiste, Lire:, Mieux vivre votre argent, l’Entreprise, Maison Française, Classica; oltre ad alcuni canali sportivi. Continua ad acquistare reti di fibra ottica, tutto finanziato dalle banche, insomma si direbbe che più i suoi debiti aumentano e più le banche hanno voglia di fargli credito.

In israele ha già il monopolio della rete via cavo e la sua televisione israeliana I24 news sbarca subito anche in Francia, distinguendosi per una linea editoriale marcatamente atlantista e sionista e tenuta da Drahi nonostante gli utili restino in perdita, allo scopo di “portare il punto di vista d’israele in tutto il mondo”.

Le banche adorano Drahi perchè grazie a lui possono diversificare i propri investimenti in tutte le aziende più strategiche, controllarle attraverso una costante attività di “consiglio”, in particolare sulla riduzione dei costi, sul monopolio e sulla rendita, al fine di trasformare le società appena acquistate in macchine da cash.

Risultato: SFR taglia prima 1000 posti e un terzo degli effettivi a Liberation e all’Express (che aveva accumulato un passivo di 90 milioni), poi a SFR scatta la forbice per altri 5.000 posti. Intanto gli abbonati scappano a gambe levate verso altri operatori, ma Drahi non sembra sensibile all’allarmismo dei lavoratori e dei sindacati, e si serve di SFR-Numericable per comprare l’intero settore stampa di Altice per 240 milioni, facendo quindi un accordo commerciale con sè stesso, perchè entrambe le società gli appartenevano.

Arnaud Montebourg, ex ministro dell’economia del governo Hollande suggeriva che Drahi “doveva fare il conti col fisco”, per tutta risposta Drahi disse che aveva già investito 3 miliardi di euro in Francia… passando candidamente la spugna sui paradisi fiscali e facendo valere quelle che chiama “normali agevolazioni permesse dal sistema fiscale”.

organigramma dell’impero Drahi

Ciò che pare evidente agli osservatori economici, anche delle testate definite mainstream, è che Drahi usa le aziende per fornire soldi freschi alle banche, che il suo conflitto d’interessi ha proporzioni crescenti, essendo allo stesso tempo affarista, evasore fiscale e proprietario dei media che dovrebbero informare sulla scena economica in cui opera.

L’influenza politica è quindi prioritaria per Drahi, indispensabile per riuscire a sbloccare le serrature del controllo governativo sui suoi affari e consolidare una cerchia di partners limitata e cooperante. Non è casuale che a controllare tutti i media francesi ci sia attualmente una scarsa decina di persone.

Alcuni personaggi di spicco dell’impero Drahi:

Michel Combes (già dirigente della Alcatel) è a capo del gruppo SFR-Numericable e dirige il settore media di Altice;

Bruno Ledoux, ex proprietario di Liberation insieme a Drahi passa alla direzione acquisti della sezione stampa di SFR;

Bernard Mourad, ex banchiere della Morgan Stanley passa alla vice presidenza di SFR e allo sviluppo di Altice Media. Mourad sarà consigliere di Emmanuel Macron durante tutta la campagna presidenziale;

Alain Weill migra dalla società che ha fondato Netxradiotv alla direzione di SFR media;

Marc Laufer co-dirige il settore stampa di SFR presse;

Vediamo ora più precisamente come Drahi ha ottenuto SFR grazie a Macron.

All’inizio del 2014 Emmanuel Macron era già segretario generale aggiunto all’eliseo, a presentarlo a Hollande fu il guru del mondialismo d’affari e teorico del giudaismo internazionale Jacques Attali. 

“Gerusalemme sarebbe la capitale ideale del nuovo governo mondiale” Jacques Attali.

Nell’agosto 2014 Macron è ancora uno sconosciuto ma Attali dichiarava profeticamente su BFMTV (di Drahi) che “ha la stoffa del presidente”. 

Per pura coincidenza: Attali è un editorialista dell’Express (di Drahi) e Macron sarà l’ispiratore delle misure economiche di François Hollande. Tra i “tutori d’ufficio” non poteva capitargliene uno più tenace e lungimirante di Attali.

Ogni velleità di self-made-man è quindi da mettere definitivamente da parte parlando di Macron, quella che potrebbe essere sua madre (Brigitte) è la sua sposa e quello che potrebbe essere suo nonno (Jacques) è il suo padrino.

Attali e Macron

 

L’uomo giusto al momento giusto.

Quando Martin Bouygues e Patrick Drahi si disputano l’acquisizione di SFR, Emmanuel Macron gioca un ruolo decisivo, dando il via libera al passaggio della società dal gruppo Vivendi a Numericable, e aprendo la strada per un aumento del valore azionario a favore del gruppo Drahi di circa 14 miliardi. Ricordiamo che Arnaud Montebourg si era opposto a Drahi per proteggere i lavoratori SFR e perchè temeva che la fusione coprisse una mastodontica evasione fiscale. Emmanuel Macron, appena subentrato, dà invece il nulla osta.

Risultato? 5000 licenziamenti colpiscono SFR e non ci sarà rimpatrio dei capitali dal Lussemburgo alla Francia.

Per finanziare l’acquisto di SFR Drahi aveva fatto ricorso alla Morgan Stanley attraverso il banchiere d’affari Bernard Mourad che presto sarà suo diretto collaboratore prendendo la direzione di Altice Media Group, quello che diventerà SFR Presse.

Nell’ottobre del 2016 Mourad, dopo aver risolto i problemi di liquidità di Drahi, entra a far parte del team elettorale di Emmanuel Macron.

Tutta la campagna di Macron è gestita da figure che stavano già con Hollande o dietro Hollande, che non amano nessun tipo di controllo sugli affari e che sanno come trasformare un gobbo in un contorsionista, figuriamoci un candidato senza partito in presidente… Il compito di Macron è favorire la deregulation e tranquillizzare gli attori economici, per farlo più efficacemente deve accedere alle più alte cariche politiche e Drahi è pronto a tutto per aiutarlo. 

Quello messo in atto da Drahi per fargli ottenere l’elezione è un autentico bombardamento mediatico, al quale ha partecipato, neanche a dirlo, tutto l’establishment politico, ben contento di accettare lo sfascio dei due vecchi partiti di governo per salire sul carro del vincitore predestinato.

Nei media francesi il tempo di parola di Macron equivale al tempo concesso a tutti gli altri candidati del primo turno messi insieme. Macron ha ricevuto il supporto incessante di l’Express e poi di BFMTV attraverso Christophe Barbier, personaggio chiave della propaganda pro-Macron presieduta da Drahi. Si tratta di migliaia di articoli di giornale, 50 copertine di periodici, centinaia di ore di esposizione televisiva, tutto in tono rigorosamente apologetico.

Macron e consorte con Barbier

Verrà utilizzato qualsiasi canale di propaganda. Tanto che durante la campagna elettorale decine di migliaia di abbonati SFR ricevono un messaggio sulla segreteria telefonica, è la voce di Macron che li invita a votare per lui. Drahi si dichiara estraneo a questa operazione di marketing, nonostante tutti giochino allo scoperto: Drahi porta Macron e Macron porta Drahi, l’uno sarebbe rimasto piccolo senza l’altro, e l’altro sarebbe rimasto senza campagna mediatica.

Il cerchio si chiude, l’ex banchiere Rothschild spinto dall’imprenditore vicino ai Rothschild fa breccia nell’elettorato, che non vuole sentir parlare di Marine Le Pen perché è antipatica, ma festeggia l’arrivo di una presidenza che prevede già nel suo DNA: più banche, più sionismo, più europa, più euro, più immigrazione e un liberalismo ancora più selvaggio. Stà tutto scritto in modo indelebile nella rete d’interessi che ha messo Macron in sella alle presidenziali.

Il nocciolo delle presidenziali era in realtà un referendum, che cerchiamo di decriptare per voi: “vuoi tu popolo francese un percorso di cancellazione dei diritti sociali a 50 all’ora o a 100 all’ora?”
Con Macron hanno scelto la seconda opzione. Punto.
Ci sembra che Marine Le Pen non fosse pronta a governare, che avendo eliminato il padre e sputato sull’elettorato pro-musulmano non meritasse di vincere, e che probabilmente si accontenta della sua egemonia nell’opposizione. Emmanuel Macron invece è prontissimo, grazie al suo cinismo, a portare avanti l’agenda europeista fino alle sue più estreme conseguenze.
A meno di grossi stravolgimenti nelle legislative, il percorso di passione della Francia è segnato, sarà macelleria sociale.

 

Documento realizzato con traduzioni, sintesi e adattamenti di articoli della stampa nazionale.

Per approfondire:

https://francais.rt.com/france/33751-emmanuel-macron-candidat-altice-patrick-drahi
http://resistancerepublicaine.eu/2017/02/13/cest-bien-macron-qui-a-permis-le-rachat-de-sfr-par-drahi-6eme-fortune-francaise/

« Enquête Exclusive ! La fabrication du candidat Macron pantin de Drahi ?… »


https://m.lesechos.fr/0211748858427.htmhttps://francais.rt.com/france/3518-bouygues-rachat-sfr


Se il sionismo è la cura..


​Teva Pharmaceutical Industries Ltd, una delle industrie di punta dello stato terrorista d’Israele, è la leader mondiale nel mercato dei farmaci equivalenti, con presenza diretta in circa 60 Paesi. 
Il fatturato consolidato del gruppo, nel 2014 ha raggiunto i 20,3 miliardi di dollari. L’investimento in ricerca nel 2014 è stato di 360 milioni di dollari.

Teva annovera nel mondo più di 51 stabilimenti di produzione, tra cui 21 impianti dedicati alla sintesi e distribuzione di principi attivi alle principali major del mondo del farmaco.

Grazie all’infiltrazione politica e ad una capillare attività di lobbying i loro medicinali chemioterapici vengono introdotti in un numero sempre crescente di strutture ospedaliere. Se un vostro parente o conoscente ha la “sfortuna” di farsi somministrare la chemio, sarà un probabile consumatore del carboplatino ed altri chemioterapici TEVA. Vi potrà consolare il fatto che sta almeno contribuendo alle finanze dello stato ebraico, intossicandosi a morte ma portando benessere economico ad un popolo che ha molto sofferto…

https://youtu.be/iDpkebOqPps 

Achille Lauro, la nave che batteva falsa bandiera

Bettino Craxi ha mentito sulle vicende Achille Lauro e Sigonella, Marco Travaglio ha coperto la menzogna con un’altra menzogna.

La versione ebraica del dirottamento dell’Achille Lauro, 7 ottobre 1985

Quattro terroristi palestinesi armati fino ai denti dirottano nel mese di ottobre la nave da crociera italiana Achille Lauro, che trasportava più di 400 passeggeri e l’equipaggio al largo delle coste dell’Egitto. I pirati chiedono che Israele rilasci 50 prigionieri palestinesi. I terroristi uccidono un turista americano paralitico di 69 anni, Leon Klinghoffer, e gettano il suo corpo in mare con la sua sedia a rotelle.

Dopo un dramma di due giorni, i pirati si arrendono in cambio di una promessa di “transito sicuro”. Ma quando un jet egiziano cerca di liberare i terroristi, un aereo da caccia F-14 della US Navy li intercetta e li costringe ad atterrare in Sicilia. I terroristi vengono arrestati dalle autorità italiane. Le unità di contro-terrorismo americano reagiscono, con un’azione della Delta force e della SEAL Team Six, tuttavia, la situazione viene risolta diplomaticamente prima che un attacco si renda necessario. Il gruppo terroristico che ha dirottato l’Achille Lauro era del Fronte per la Liberazione della Palestina.

Cos’è successo realmente

Il dirottamento della nave da crociera italiana Achille Lauro da parte di “terroristi palestinesi” è stato poi riportato con precisione dall’ex commerciante di armi IDF Ari Ben-Menashe nel suo libro del 1992 “profitti di guerra” come commissionato e finanziato dal Mossad.

Ben-Menashe ha rivelato che le organizzazioni di intelligence israeliane erano regolarmente impegnate in “black operations”, attività di spionaggio atte a mostrare i palestinesi nella peggiore luce possibile. “Un esempio” scrive Ben-Menashe, “è il caso di un attacco Palestinese contro la nave da crociera Achille Lauro nel 1985 che fu invece una black operation Israeliana per mostrare che i palestinesi come feroci assassini. Secondo Ben-Menashe, i maestri di spionaggio israeliano avevano organizzato l’attacco attraverso Abu Abbas, che per seguire tali ordini ricevette milioni di dollari da funzionari dei servizi segreti israeliani che si facevano passare per “insegnanti siciliani”. Abbas riuni’ quindi un team per attaccare la nave da crociera. Fu ordinato al commando di fare il “peggio possibile”, per mostrare agli altri ignari cittadini di cosa fossero capaci i palestinesi se le loro richieste non venivano soddisfatte.

Come è noto, il gruppo scelse un vecchio cittadino degli Stati Uniti ebreo in una sedia a rotelle, lo uccise e getto’ il suo corpo in mare. Lo fecero per uno scopo ben preciso. Per Israele fu la migliore propaganda anti-palestinese. E’ interessante notare che nel mese di aprile del 1996, Abbas tornò a Gaza e in un incontro di sostegno ad Arafat, si scusò per il dirottamento e l’uccisione del cittadino ebreo statunitense Leon Klinghoffer, ma senza menzionare il suo nome, dicendo: “Il dirottamento è stato un errore e non c’era nessun ordine di uccidere i civili.” Abbas non fece ovviamente alcuna menzione del coinvolgimento del Mossad nel dirottamento, un racconto riportato anche il 23 aprile 1996 dall’Associated Press.

C’è pero’ un punto ancora più oscuro: secondo il ricercatore italiano Gianfranco Carpeoro, il famoso “paralitico ebreo” Leon Klinghoffer sarebbe anche lui legato ad una frangia del Mossad, la B’nai B’rith e apparteneva alla massoneria ebraica, con legami stretti con la CIA. Klinghoffer partecipo’ anche, come aviatore del 93rd Bombardment Group, ai bombardamenti americani nei teatri europei durante II guerra mondiale.

Non è quindi fuori luogo immaginare che tutta la vicenda dell’Achille Lauro possa essere una macchinazione ben organizzata dalla CIA e dal Mossad, la morte di Klinghoffer, potrebbe essere un’invenzione, o se vera, potrebbe nascondere un “cambio della guardia”, un rinnovamento pianificato al comando del Mossad.

Non si sfugge alla logica, se il commando era davvero formato da palestinesi, questi non avrebbero mai ucciso una persona a caso, se invece si tratta di un ennesimo false flag del Mossad per infangare l’immagine dei palestinesi, si puo star certi che Klinghoffer non è stato liquidato a caso.

Questi retroscena, Bettino Craxi faceva bene ad ignorarli per salvarsi la pelle, e i giornalisti sionisti come Marco Travaglio lo nascondono per mestiere.

Come Israele infiltrava la lotta armata palestinese: Nidal (CIA e Mossad)

altre fonti

http://www.alterinfo.net/Abu-Nidal-Terroriste-du-Mossad_a10214.html

http://www.libreidee.org/2015/02/la-vera-storia-della-fine-di-craxi-e-leuro-rovina-dellitalia/

http://hugequestions.com/Eric/JIB/abu-nidal-I.html

http://www.real-debt-elimination.com/real_freedom/Propaganda/false_flag_attacks/abu_nidal_mossad_terrorist.htm

good to talk to you Josè

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Nei media Americani tutto è STAGED, tutto è artefatto, niente è spontaneo.
Si dice che la Clinton si faccia sostituire da sosia per alcune apparizioni pubbliche e da CGI per evitare “errori del sistema” durante alcune interviste, soprattutto per quelle dove lo script da recitare fosse troppo lungo o le sue condizioni di salute non buone.

Ma la Clinton si fa sostituire anche in interviste più semplici, per una ragione altrettanto semplice:
la sua copia è SEMPRE più affidabile di lei, e il pericolo di un bug nella sua personalità artificiale è troppo alto.

Ecco allora che fa l’intervista registrata fingendo di essere in diretta.
https://youtu.be/jgWeHYfto90
(l’intervista intera https://youtu.be/k1QC5uJe8tk)

Mentre qui fa parlare al posto suo un’attrice che ha una voce completamente diversa.
https://youtu.be/gOyJuwZldt4

Gli spettatori tele ipnotizzati si bevono tutto senza battere ciglio.

quelli che se ne vanno..

Ottimo racconto di Blondet sulla vera natura del compianto Ciampi

Ciampi era uno che smentiva..

Nel 1993 il settimanale Famiglia Cristiana sostenne in un articolo la tesi secondo la quale l’allora governatore della Banca d’Italia avrebbe fatto parte della loggia massonica Hermes di Livorno, legata al Rito Filosofico Italiano, a sua volta legato al Grande Oriente d’Italia. La notizia venne poi smentita dal diretto interessato. (E QUINDI? CHI AVEVA RAGIONE? HA RAGIONE CHI SMENTISCE?)

La presunta affiliazione massonica di Ciampi venne poi ripresa nel 1998 in un articolo del quotidiano Il Messaggero curato dallo storico Aldo Alessandro Mola contenente un elenco di iscritti a logge massoniche, successivamente rettificato (RETTIFICATO COME? NEL SENSO CHE SMENTISCE CIO’ CHE HA SCRITTO PRIMA?).

Nel 1999 l’allora senatore Luigi Manconi e alcuni articoli del quotidiano La Stampa, parlarono nuovamente di una presunta affiliazione di Ciampi alla massoneria, che venne nuovamente smentita da Ciampi con una lettera a Marcello Sorgi, all’epoca direttore del giornale, nella quale annunciava anche la sua intenzione di sporgere querela nei confronti de La Stampa. (SE SMENTISCE DI NUOVO E SPORGE QUERELA VUOL DIRE CHE LA NOTIZIA E’ FALSA O CHE GLI DA FASTIDIO?)

Anche Gran maestro del Grande Oriente d’Italia Virgilio Gaito in una intervista pubblicata nello stesso periodo dal quotidiano Il Tempo escluse che Ciampi avesse mai fatto parte della massoneria. (FORSE LO ESCLUDE PER COPRIRLO?)

da wikipedia

Se fai una marachella e te lo fanno notare non andartene mai prima di smentire. Le frasi riportate in corsivo rivelano l’intenzione di wikipedia di proteggere l’immagine di Ciampi, simile trattamento è riservato alla maggior parte degli europeisti perchè in armonia con la linea di wikipedia. Limitazione della coscienza civile per servire logiche massoniche, wikipedia parla di massoneria senza peli sulla lingua ma sulla sua verginità restano molti dubbi.

bistecca di satana

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«Molti hanno sbagliato nel contrapporsi alla carne rossa. Noi ogni giorno abbiamo bisogno di introdurre proteine nobili, carboidrati e grassi che, differenziandosi fra loro, cerchino di prevenire le malattie arteriosclerotiche». Giorgio Calabrese, “ex esperto alimentazione” RAI

Quest’estate si è parlato del “festival della carne di cane” di Yulin in Cina e da anni si parla del sacrificio di cani in Cina e in Vietnam. Il web ha trasportato un’ondata d’indignazione contro queste usanze che, ad essere sinceri, penalizzano un po’ il cane nella ricerca universale della felicità, ma che non sono un granchè dissimili dalle nostre abitudini alimentari.
In europa chi ne fa le spese per riempire i carrelli del supermercato sono più spesso galline, polli, maiali, mucche/vitelli/buoi/bufali, cavalli, conigli, quaglie, cervi/camosci, capre/pecore/agnelli ecc.. ma non i cani, sui cani c’è un tabu’ etico che per ora ce lo impedisce.
Meno male!
Ve lo immaginate il vicino che porta il cane a fare pipi’ al parco solo per diminuire il tasso di acidità della sua carne?
Per fortuna ci fermiamo almeno davanti alla tenerosità e alla coccolosità dei nostri amici a quattro zampe!
La vita è già abbastanza dura, se cominciassimo ad eliminare anche la compagnia dei cani, magari servendoli cotti ai nostri amici invece che tenerli sani come nutrimento per anima, rischieremmo davvero il collasso dello spirito.
Allora l’essere umano sarebbe davvero “alla frutta”, ma non ancora!
Per fortuna ci s’indigna ancora, si smanetta su facebook e si firmano le petizioni, si condivide il proprio sdegno con gli amici per neutralizzare il valore ansiogeno di un paradosso irrisolvibile. Almeno se ne parla.
Spieghiamolo un po meglio questo paradosso.
L’Italia nel 2015 vede un sensibile incremento dei vegetariani e vagani in questi ultimi 10 anni ma è ancora maggioritariamente carnivora.
Cio’ vuol dire che per la maggior parte della popolazione esiste una serie di esseri senzienti che per tradizione, cultura e ragioni di “disponibilità” si è soliti consumare come cibo.
Ci indignamo pero’ a seconda dell’animale facendo una distinzione di razza.
I cinesi hanno incluso il “migliore amico dell’uomo” nella categoria degli animali commestibili, oltre a tutta una serie di esseri bizzarri, dal topo al gatto, dal pipistrello alla rana, per loro tutto fà brodo..
I nostri maiali non se la passano meglio dei cani asiatici, e soprattutto non se la godono a lungo, li consumiamo anche quando non hanno ancora compiuto i 45 giorni d’età!
Il maiale per noi si puo’ mangiare, e anzi, in Italia se ne macellano 13 milioni all’anno, ovvero più di 36.000 al giorno.
Molti trascurano pero’ che il maiale ha un’intelligenza sviluppata e un comportamento sociale complesso che assomiglia al cane per istinto, espressività e logica. Il maiale ha un sistema nervoso sofisticato che gli permette di fare ragionamenti o sentire dolore.. Il maiale ha la capacità di acquisire una parte del comportamento umano, il maiale infine, puo fare l’esperienza dell’amore.
La scelta dell’animale commestibile sembra pertanto quanto meno arbitraria.

E a proposito dell’amore, ricordate la pubblicità dello yogurt che dice “fate l’amore con il sapore”? Bene, quello yogurt è fatto di latte vaccino, e per farlo si deve ingravidare la vacca, togliergli il vitello e attaccarla ad una pompa vita natural durante.
Davvero una bella storia d’amore..

Forse serve un nuovo paradigma.
L’anatomia comparata dice che l’uomo è fruttivoro, crucivoro e in parte erbivoro; anche se puo mangiarsi di tutto, pure sua madre.
L’uomo infatti puo’ digerire di tutto, dal germoglio di erba medica alla bistecca semi-carbonizzata, ma cio’ non vuol dire che la carne cotta sia l’alimento per quale il suo sistema fisiologico è naturalmente progettato.
Mangiare un tumore alla griglia non dà automaticamente il cancro, ma è probabile che per digeribilità e salute il germoglio di erba medica sia molto più sicuro. Un’ovvietà scientificamente nascosta dall’industria.
Serve un nuovo paradigma: 2.
Serve uno sguardo più profondo sull’uomo.
L’uomo sta modellando la natura come se la natura fosse un accessorio, occultandone il messaggio spirituale, biologico o semplicemente logico per istaurare altri simboli a piacimento, creando valori arbitrari onnipresenti, assordanti che coprono i messaggi che ogni giorno ci dà il corpo, perchè per lui è tutto chiaro, ovvero c’è un’intossicazione da carne e c’è la ricchezza fisiologica delle piante e dei frutti.
Quello in cui la più basilare logica viene occultata è un sistema deviato, iniettato di malafede, satanico negli effetti e satanista nell’organizzazione.

video – allevamento di maiali

La BBC si compra Charlie Veitch

CHARLIE VEITCH, uno dei maggiori divulgatori inglesi del movimento per la verità sull’11 settembre, autore di una serie di video sotto lo pseudonimo di “love police”, blogger et truther famosissimo nel regno unito ha cambiato bandiera.
Adesso qualifica chiunque non creda alla versione ufficiale sull’11 settembre come “paranoico e feticista del male”.
Veitch ha candidamente dichiarato in un’intervista di aver cambiato idea dopo una settimana a New York a spese della BBC dove ha incontrato ingegneri, agenti della CIA e dell’FBI.
 
ecco cosa diceva PRIMA della vacanza a New York offertagli dalla BBC
 
voltagabbana celebrato dai media di regime

false esecuzioni ISIS, primo video

 

La fabbrichetta di finte esecuzioni gestita da Rita Katz ha pubblicato un video di esecuzione che mostra la messa a morte di due presunte spie nel mar mediterraneo.

video : esecuzione ISIS – FAKE clamoroso
In questo video intitolato “messaggio a benghazi”, due spie vengono giustiziate a colpi di pistola.
Fonte: http://www.zerocensorship.com/t/uncensored-isis-execution/241018-isis-shooting-execution-of-two-alleged-spies-at-mediterranean-sea-video#ixzz45ei7X475

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