Attentati di Parigi, la messa in scena svelata

Due anni fa si svolgeva una delle più complesse messe in scena della storia d’europa. Il teatro era Parigi e i media ci hanno raccontato una trama tagliata su misura per gli interessi geopolitici di chi l’ha messa in atto.

Il nostro obbiettivo non è convincere chi si è fidato della menzogna ufficiale che gli attentati di Parigi siano in realtà una colossale frode, ovvero un’operazione d’ingegneria sociale finalizzata al controllo strategico e psicologico delle masse. Noi parleremo per chi questo lo ha già capito, perchè troppe incongruenze, troppe assurdità sono già emerse per poter anche solo fantasticare della minima responsabilità islamica.
Ci pare ovvio che i nostri lettori siano già coscienti che un evento così grossolanamente costruito dai servizi e ancora più volgarmente truccato dai media non può essere confuso con un vero attentato. Il nostro obbiettivo è quindi approfittare della data anniversario per presentare alcune evidenze che confermano la responsabilità dei servizi segreti israeliani e francesi e la completa malafede dei media, da sempre orchestrati all’unisono sotto la direzione del macro-patronato israeliano.

Teniamo a precisare che non possiamo escludere la presenza di vere vittime, è possibile che un commando abbia usato armi vere, ma di certo i conti non tornano nè in fatto di morti nè di feriti, e d’altra parte si deve considerare definitivamente esclusa la matrice islamica così come presentata dai media di regime.

La narrazione ufficiale in estrema sintesi:

lo stato islamico avrebbe perpetrato una serie di attacchi coordinati in diverse località della capitale francese servendosi di un commando omicida e suicida (killers e kamikaze entrati in azione contemporaneamente).

I siti colpiti sono i seguenti:

1 – Saint-Denis – Stade de France (3 esplosioni)
Tre kamikaze si sarebbero fatti esplodere all’esterno dello stadio durante l’amichevole Francia/ Germania, ci sarebbe un solo morto, non è stata fornita nessuna immagine dei terroristi, nessuna immagine della vittima, un terrorista si sarebbe fatto esplodere in una zona completamente isolata.

2-  Parigi 10° distretto – Ristorante Le Petit Cambodge, Bistrot Le Carillon
Nessuna prova di un attacco con Kalachnikov, i danni non sono coerenti con l’arma usata, non esistono foto di vittime, c’è solo il racconto di sedicenti testimoni.

3-  Parigi 11° distretto – Café La Bonne Bière, Ristorante Casa Nostra
Nessuna immagine inequivocabile di morti o feriti al Bonne Bière, gli spari sul Casa Nostra sembrano veri ma il terrorista non spara sulle due donne all’entrata del ristorante, impossibile stabilire se qualcuno sia stato ucciso fuori.

4-  Parigi 11° distretto – Bataclan
Le immagini dell’esterno corrispondono ad un’esercitazione e non esiste quasi nessun video dell’azione terroristica all’interno, l’unico video rilasciato dai media mostra la band che stava ancora suonando e non ci sono immagini delle vittime.

5 – Parigi 11° distretto – Bar La Belle Équipe
L’azione di soccorso è compatibile con un’esercitazione, non vi si mostra inequivocabilmente alcun morto, la polizia si è fatta accompagnare dalle telecamere di una televisione privata durante il primo intervento, un atteggiamento inconcepibile in caso di vero attentato.

6 – Parigi 11° distretto – Ristorante Comptoir Voltaire
Nessun morto malgrado un kamikaze si sarebbe fatto esplodere all’interno col ristorante pieno. L’esplosione mostrata in video sembra una scatola lanciacoriandoli.

Vediamo ora alcuni fatti che mostrano il modus operandi classico riscontrato in molti altri hoax di matrice israeliana e alcuni aspetti che rivelano l’enorme raggiro montato dai media per nascondere la complessa messa in scena, per dirla in inglese la psychological operation (PsyOp) gestita dalla rete israeliana radicata in Francia.

Attori di crisi, protagonisti e figuranti

Ce ne sono a decine, ne abbiamo scelto alcuni.

Valeria Solesin è data per dispersa al Bataclan, la famiglia lancia ufficialmente l’allarme alla farnesina, ma 24 ore dopo incredibilmente il suo fidanzato dichiara che sarebbe morta fra le sue braccia, un caso clamoroso e inquietante corroborato dall’incomprensibile atteggiamento dei genitori e completamente trascurato dai media. Rosario Marcianò diffonde in rete una foto di una ragazza che puo essere solo la Solesin, viva e sorridente all’esterno del Bataclan.

Jesse Hughes, il cantante degli Eagles of Death Metal, il gruppo che si esibiva al Bataclan mentre si sarebbe svolta la sparatoria.

Soprannominato “the devil”, Hughes è un autoproclamato satanista, sionista radicale, si dichiara fervente sostenitore d’Israele, si ispira ad Anton LaVey, fondatore della Chiesa di Satana e trafficante d’armi al servizio d’Israele. Ha dichiarato che il personale di sicurezza era assente la sera dell’attentato, poi ha ritrattato dicendo che era tutto normale e si è scusato. Ha dichiarato che il Bataclan è stato colpito perchè sarebbe un luogo che sostiene l’esercito Israeliano. Diverse iniziative di raccolta fondi per l’IDF si sono infatti svolte al Bataclan.  La sua fidanzata Tuesday Cross è satanista, ha registrato su periscope le immagini di un individuo completamente vestito di nero che potrebbe essere un membro del commando implicato nella scenografia dell’attentato.

Intervista agli Eagles of Death Metal rilasciata a un giornalista anglo-israeliano che lavora per Vice.

Quella sera al Bataclan non si esibivano solo gli squallidi ed allora semi sconosciuti Eagles of Death Metal, ma anche i White Miles.

Di loro si è parlato poco e si sono sottratti alle interviste. È curioso però come un gruppo che abbia perso un membro del suo staff e abbia un amico tra i feriti ci metta ben 4 giorni ad “accorgersene”. È più probabile che siano stati “invitati” a parlarne solo dopo un briefing da parte dei servizi israeliani, gli stessi che hanno fornito il copione al quale anche gli EODM si sono attenuti pur con qualche incidente dovuto alla loro sciattoneria. Vada per il loro amico ferito che resta in incognito per ragioni di privacy, ma come mai i White Miles sono incapaci di citare il nome del membro del loro staff ucciso?

Il ministro degli interni Bernard Cazeneuve è un alto massone apertamente ultra-sionista, le sue conferenze stampa figurano tra le più improbabili performance attoriali e sono regolarmente farcite di inesattezze e palesi menzogne. In particolare Cazeneuve afferma che le normali procedure d’intervento siano state rispettate il 13 novembre mentre la stessa brigata delle forze speciali della gendarmeria dichiara che gli è stato impedito di intervenire al Bataclan per ordine del prefetto.

Sophie Dinand, giovane studentessa di chimica, interessata ai profumi e in cerca di notorietà, probabilmente mandata alla ribalta dal profumista Pierre Dinand, è un esempio di come i servizi preparino uno script che sarà distribuito a tutti gli attori di crisi e a tutti i media che li intervistano, a questo script bisogna attenersi scrupolosamente per evitare l’accumulo di contraddizioni, difficilissime da arginare in caso di scenografia del terrore. Notate in questa pacchiana intervista l’uso della parola firecracker : bombetta,mortaretto,botto. Il termine è sconosciuto ai francesi, ancora più sconosciuto ad una persona con un livello d’inglese così basso e sprovvista di spontaneità espressiva. Praticamente tutti gli attori di crisi confrontati agli spari di un Kalachnikov o di una bomba (Stade de France) parleranno di fireworks o firecrackers e sempre nella stessa frase, sempre nello stesso contesto “we didn’t realize at the beginning, we thought of some firecrackers”. La povera Sophie ha probabilmente letto un testo fornito da CCTV America e ha ricevuto una paghetta per recitare il copione di “resistenza al terrorismo”, questo è un esempio fra centinaia.

Le uniche immagini della “fuga dal Bataclan” sono state riprese da Daniel Psenny, un giornalista di Le Monde, dal suo appartamento adiacente alla sala concerti. Sia Le Monde che il Bataclan appartengono al gruppo Lagardère, ma guarda un pò che coincidenza. Eroicamente, invece di continuare a riprendere, Psenny scende di casa e va ad aiutare un ferito, un certo Matthew che preferisce non rivelare il suo cognome e che sarebbe un doppio sopravvissuto, ovvero si sarebbe salvato dall’attentato al Bataclan e dall’attentato alle Twin Towers dell’11 settembre 2001.

Perchè no? Tutto è possibile..

L’esercitazione

Come in ogni false flag o hoax che si rispetti, non poteva mancare l’esercitazione di gestione di crisi, in questo caso il giorno stesso degli attentati. Patrick Pelloux, urgentista del SAMU, molto vicino a François Hollande, già implicato nel FF di Charlie Hebdo rivela candidamente in diretta che la mattina stessa del 13/11 al SAMU è stato richiesto dalla direzione degli ospedali di parigi di svolgere un’esercitazione su attacchi terroristici “multi sito”. Da gennaio al 13 novembre, avvengono due sole esercitazioni, quest’ultima ha interessato tutti gli 8 centri d’urgenza della capitale. Pierre Carli, direttore del SAMU afferma che avrebbe partecipato anche personale tecnico israeliano in quanto “esperti di tali urgenze”.

Il direttore generale di “assistenza pubblica/ospedali di Parigi”: Martin Hirsch è inoltre legato al CRIF, maggiore lobby sionista di Francia attraverso Marek Halter, considerato dal controspionaggio e dai media indipendenti come un agente israeliano in Francia.
http://www.panamza.com/051215-attentats-simulation/

 

I terroristi

Le autorità francesi hanno pubblicato la foto di tutti i terroristi coinvolti.

Ne manca uno però
e non a caso, questo non corrisponde a nessuna foto e fisicamente è incompatibile con i profili già segnalati.

Varie testimonianze evocano l’aspetto di alcuni membri del commando con modalità simili, ancora una volta incompatibili con gli identikit forniti dalla polizia.

Ad esempio: “Era molto muscoloso, come un sollevatore di pesi, aveva capelli neri corti ed era sbarbato di fresco”. In particolare c’è una testimonianza sul terrorista che smonta completamente la versione della polizia.

Praticamente nessun testimone intervistato ” a caldo” parla dei terroristi come di persone d’aspetto magrebino, o musulmano, o nord-africano o mediorientale. Nessuno fa una descrizione che assomigli minimamente agli identikit pubblicati dalla stampa via il ministero degli interni, a meno che non si veda tra le facce che vi abbiamo mostrato qui sopra un uomo “alto e biondo”

Un’altra testimone dice di aver visto una donna tra i membri del commando del Bataclan, una presenza di cui le autorità non hanno mai fatto menzione.

 

Le stranezze del Bataclan

Ancora non si sa con certezza se questa sia una foto autentica o una messa in scena. Tuttavia ora si sa, e questo grazie al giornalista investigativo Hicham Hamza, chi l’ha messa in circolazione per primo.

Si tratta del conto Twitter di Israel News Feed

ore 9.51, prima di ogni altro media

Account legato a un’utenza basata a Gerusalemme e gestito da una fantomatica ONG legata all’esercito israeliano, chiamata United Hatzolah, è co-diretta da un ex capo del Mossad,


ed è attualmente diretta da Mark Gerson, uno dei leader neoconservatori e ultrasionisti che hanno coordinato il “Project for a new American Century”.

Per chi non sapesse cosa sia rimandiamo a wikipedia e ci limitiamo a ricordare qui uno dei passaggi più significativi del suo testo fondatore, ormai celebre per chiunque abbia studiato i fatti dell’11 settembre in modo serio:

“Further, the process of transformation, even if it brings revolutionary change, is likely to be a long one, absent some catastrophic and catalyzing event – like a new Pearl Harbor”.

In termini semplici si evoca la necessità di creare catastrofi (e stragi) per condizionare l’opinione pubblica facilitando l’adesione popolare ai progetti imperialistici ed egemonici di Israele e degli USA.

Dov’è il personale di soccorso, dove sono le autorità poliziarie in questa foto? La domanda più prosaica e meno intellettuale di tutte però è la seguente:

Come fa una ONG israeliana ad arrivare al Bataclan prima della polizia e della stampa francese? La risposta, oltre ogni ragionevole dubbio è questa, i servizi segreti israeliani ne hanno preso il controllo.

Il concerto degli EODM era organizzato dal figlio di un terrorista israeliano.
La William Morris Endeavor, società di gestione degli Eagles of Death Metal appartiene ad Ariel “Ari” Emanuel, agente hollywoodiano, fratello di Rahm Emanuel, ex Chief of Staff della presidenza Obama e figlio dell’estremista razzista Benjamin Emanuel, ex militante del gruppo terrorista israeliano Irgoun.

L’11 settembre del 2015, il Bataclan viene ceduto a Lagardère da Joël Touitou, residente in Israele, mentre il fratello Pascal gestiva ancora la sicurezza del Bataclan al momento dell’attentato.

La ligue de défense juive, è un grupuscolo pro-israeliano già dichiarato illegale negli USA ma che agisce in Francia attraverso un’incessante propaganda sionista, intimidazioni e aggressioni verso i sostenitori della causa palestinese. Appoggiati dal governo e protetti dalle autorità si muovono fuori dalla legge e fanno da ponte alle istanze israeliane.

Questa foto è un sunto della loro campagna di disinformazione.

La LDJ osa fare un parallelismo tra gli attacchi terroristici a Parigi e le aggressioni ai coloni di Gerusalemme, un classico spesso ripetuto da Netanyahu ed altre autorità israeliane, tra cui i rabbini sionisti.

Proviamo a fare chiarezza e a ristabilire una logica fattuale.

Le aggressioni contro ebrei riportate dalla stampa israelo-diretta sono dei falsi clamorosi, spesso pubblicamente smentiti, i casi di vero attacco all’arma bianca perpetrati dai palestinesi contro l’occupante israeliano sono un’esigua minoranza mentre si moltiplicano gli episodi di esecuzioni sommarie verso i giovani palestinesi, donne comprese, con l’evidente complicità della polizia e la consueta impunità generale che è uno dei tratti distintivi del progetto di pulizia etnica tuttora in corso.

Il gioco è semplice, si spara a un palestinese indifeso e gli si posa a fianco un coltello per inscenare la legittima difesa, la polizia israeliana arriva, constata la presenza del coltello e il caso è chiuso, senza indagini e senza processo, non resta che aspettare l’arrivo di eventuali parenti della vittima che si occuperanno del funerale.

A Gerusalemme le case demolite dal mostro sionista non si contano più, l’apartheid è totale, le vessazioni e le ingiustizie sociali sono all’ordine del giorno e la diplomazia internazionale non offre via d’uscita ad un’occupazione sempre più barbara. Intanto in tutto il mondo i servizi segreti israeliani e americani hanno trasformato i governi in un teatrino di marionette, la stampa è fagocitata dalle loro urgenze propagandistiche e la cultura è contaminata dal satanismo consumistico dominante. Correggiamo quindi il messaggio:

FROM PARIS TO JERUSALEM, ZIONISM MUST BE STOPPED.

A questo proposito, un fatto importante, sapientemente manipolato dai media, è il seguente:

Nel 2008, militanti pro-palestinesi non violenti manifestano davanti al Bataclan per opporsi alla serata di gala per il Magav, la polizia di frontiera israeliana, conosciuta per la sua efferatezza verso i palestinesi. La stampa riferisce invece dell’avvenimento come di “un’aggressione di manifestanti pro palestinesi”.

Se c’è un posto, a conti fatti, dove un commando del Mossad aveva più facilità ad agire a Parigi, quello è proprio il Bataclan, perchè all’epoca era una sorta di bastione israeliano. Ma il teatro di un hoax o di un false flag potrebbe essere la sede di Charlie Hebdo, la sede di Libération, o quella di Itele/CNews, perchè sono tutte postazioni di proprietà di magnati israeliani, tra cui Patrick Drahi, l’uomo più ricco d’Israele che si è comprato mezza Francia.

Ricordiamo l’altra straordinaria, anzi ordinaria coincidenza:

Il Bataclan è stato venduto un mese prima dell’attentato

il supermercato Hyper Cacher invece, usato come scenografia per l’hoax del 9 gennaio 2015 era stato venduto il giorno prima dell’attentato, sempre da un israeliano partito a vivere in Israele.

 

La rivendicazione

Ecco la rivendicazione di ISIS, diffusa ancora una volta da Rita Katz e il suo sito legato al Mossad e alla CIA. Da quale fonte islamista l’avrà presa? Ancora una volta da Amaq, un presunto canale dello Stato Islamico al quale solo la Katz sembra avere accesso.

“In the Name of Allah, the Most Merciful, the Most Beneficent “Allah (ta’ala) said, They thought that their fortresses would protect them from Allah but Allah came upon them from where they had not expected, and He cast terror into their hearts so they destroyed their houses by their own hands and the hands of the believers. So take warning, O people of vision [Al-Hashr:2]. “In a blessed battle whose causes of success were enabled by Allah, a group of believers from the soldiers of the Caliphate (may Allah strengthen and support it) set out targeting the capital of prostitution and vice, the lead carrier of the cross in Europe — Paris. This group of believers were youth who divorced the worldly life and advanced towards their enemy hoping to be killed for Allah’s sake, doing so in support of His religion, His Prophet (blessing and peace be upon him), and His allies. They did so in spite of His enemies. Thus, they were truthful with Allah — we consider them so — and Allah granted victory upon their hands and cast terror into the hearts of the crusaders in their very own homeland. And so eight brothers equipped with explosive belts and assault rifles attacked preciselychosen targets in the center of the capital of France. These targets included the Stade de France stadium during a soccer match — between the teams of Germany and France, both of which are crusader nations — attended by the imbecile of France (Francois Hollande). The targets included the Bataclan theatre for exhibitions, where hundreds of pagans gathered for a concert of prostitution and vice. There were also simultaneous attacks on other targets in the tenth, eleventh, and eighteenth districts, and elsewhere. Paris was thereby shaken beneath the crusaders’ feet, who were constricted by its streets. The result of the attacks was the deaths of no less than two hundred crusaders and the wounding of even more. All praise, grace, and favor belong to Allah. Allah blessed our brothers and granted them what they desired. They detonated their explosive belts in the masses of the disbelievers after finishing all their ammunition. We ask Allah to accept them amongst the martyrs and to allow us to follow them. Let France and all nations following its path know that they will continue to be at the top of the target list for the Islamic State and that the scent of death will not leave their nostrils as long as they partake in the crusader campaign, as long as they dare to curse our Prophet (blessings and peace be upon him), and as long as they boast about their war against Islam in France and their strikes against Muslims in the lands of the Caliphate with their jets, which were of no avail to them in the filthy streets and alleys of Paris. Indeed, this is just the beginning. It is also a warning for any who wish to take heed. Allah is the greatest. (And to Allah belongs all honor, and to His Messenger, and to the believers, but the hypocrites do not know) [Al-Munafiqun: 8].
Obbligatorio aggiungere il nome di Allah qui e là un pò a casaccio per dare al piatto un aroma ancora più intenso..
..di FAKE.

Ovviamente la stampa accetta senza la minima distanza critica le più assurde dichiarazioni degli inquirenti nonostante la completa assenza d’investigazione, e in un circolo vizioso auto referenziale crea ed alimenta la propaganda di guerra sfidando il senso del ridicolo. Guardate qui.

Ancora una volta i terroristi avrebbero portato con sè i consueti documenti a prova di bomba.

Il manichino del comptoir voltaire.

Brahim Abdelslam sarebbe l’unica vittima del Comptoir Voltaire. Sarebbe entrato e avrebbe tranquillamente ordinato al tavolo, poi avrebbe inspiegabilmente azionato la sua cintura esplosiva provocando una deflagrazione che ha ferito una cameriera. Lasciando da parte l’assurdità dell’azione terroristica da lui perpetrata, esiste una testimonianza di un infermiere (un non meglio precisato David, 46 anni) che gli avrebbe praticato un massaggio cardiaco senza sapere che si trattava di un terrorista. Le immagini amatoriali sono state diffuse da tale Marie Louise Gumuchian, giornalista della sede CNN di Londra licenziata nel 2014 per plagio, sembra che ne abbia commessi almeno 50 prima di farsi scoprire. PROBLEMA: nelle immagini amatoriali fornite da questa donna a Daily Mail è chiaramente udibile un SUONO MECCANICO caratteristico dell’uso di manichini da pronto soccorso e corrispondente all’azione del sopracitato David. France2, Reuters e Le Monde sceglieranno però di trasmettere il video coprendo quel suono. Questo curioso dettaglio potrebbe essere spiegato dal fatto che sotto il corpo del terrorista si trovasse uno o più oggetti che potevano provocare quel rumore, ma l’infermiere intervistato dice chiaramente di “aver adagiato il corpo a terra” prima di praticare il massaggio cardiaco.

Il video riassuntivo offerto da Panamza, notare la strana barba del terrorista, scambiato all’inizio per una vittima dal soccorritore che dichiara di averne trovato il corpo a terra “perfettamente intatto”.

Nel penultimo paragrafo dell’articolo che riprende l’intervista all’infermiere viene infatti riportata una frase significativa: “en le mettant par terre”, il suono proviene quindi dal manichino e non da eventuali altri oggetti sottostanti.

 

La cerimonia in omaggio alle vittime del 13 novembre

Si è tenuta il 27 novembre nella piazza “des Invalides” a Parigi. La prima cantante ad esibirsi per l’omaggio alle vittime degli attentati è una franco-israeliana.

Ha servito l’aviazione israeliana per 3 anni, ha dichiarato di aver trovato il suo servizio militare “piacevole”.

È stata scoperta da produttori musicali francesi grazie alla sua partecipazione ad un galà parigino organizzato dall’esercito israeliano.

A quanto pare torna regolarmente in Israele almeno due, tre volte all’anno.

Yaël Naim, di 37 anni, nata da genitori ebrei tunisini, è stata scelta direttamente dall’Eliseo, ovvero dal presidente della Repubblica.

I sionisti che controllano la Francia non fanno mai mancare la beffa dopo il danno e fanno dell’umiliazione delle loro vittime un tratto distintivo e imprescindibile. Vedi le varie campagne di raccolta fondi per gli attori di crisi dove il pubblico viene preso in giro e gli si chiede di pagare per la frode subita. Intanto gli rifilano l’état d’urgence, ovvero le leggi liberticide con poliziotti talmente dappertutto che fra un pò te li trovi in cucina, e gli appalti della sicurezza nazionale vengono  affidati alle solite compagnie israeliane. Un sistema rodato alimentato dalla creduloneria popolare teleguidata.

 

Se la matrice sionista  degli attentati del 13 Novembre non vi pare sufficente, continueremo a portare nuove prove, l’articolo sarà costantemente aggiornato. Se lo ritenete già valido, diffondetelo su tutti i canali a vostra disposizione. Grazie.

Israele disinnesca l’UNESCO

La nuova direttrice generale dell’UNESCO è una militante attiva della rete pro-israeliana.

Era data per sconfitta ma ce l’ha fatta, Audrey Azoulay, già ministro della cultura francese è stata recentemente eletta con 30 voti a spese del superfavorito canditato del Qatar Hamad Al-Kawari, che con 28 voti vede sfumare l’occasione di diventare il primo direttore arabo dal 1946.

Per combinazione, l’arrivo della Azoulay coindide con il ritiro di USA e Israele dal gruppo degli stati membri.

Come previsto, era più semplice per Israele disinnescarne il potere mediatico dall’interno piuttosto che allontanarsi e lasciare il campo libero, era necessario infiltrare l’UNESCO per impedirgli di esprimersi in modo troppo deflagrante su questioni strategiche per Israele.

Alcuni fatti:

Il padre André è stretto collaboratore della rete israeliana e lavora come consigliere affaristico tra Israele e il Marocco presso il re Hassan II.

Nel 2015 Audrey Azoulay pertecipa ad un meeting pro israeliano tenuto da Benjamin Netanyahu nella grande sinagoga di Parigi. Sono presenti François Hollande e l’allora primo ministro Manuel Valls.

Nel 2016 Azoulay impone a France Télévision l’acquisto di un film sponsorizzato da una famosa lobby pro-israeliana, il CRIF.

Nel 2016 Azoulay difende la messa in onda di un film osceno prodotto dall’ultrasionista Seth Rogen.

Sausage Party proponeva subdolamente la visione israeliana della questione mediorientale ed era sotto bersaglio delle associazioni cattoliche per l’estrema volgarità con cui mischiava violenza, sesso, religione e politica. L’avvocatura del ministro Azoulay interviene per abbassare il limite di età e permettere una più completa diffusione del film.

Nel 2016 Audrey Azoulay accompagnata da suo padre assiste in sinagoga alla premiazione di un documentario largamente sponsorizzato dalla stampa filo israeliana che denuncia il jihadismo, il complottismo e l’antisemitismo dei giovani di banlieue. Il documentario è prodotto da un gruppo ebraico liberale vicino alla lobby ultrasionista American Jewish Commettee.

Il quadretto che ci sembra emergere è il seguente:

  • Israele e gli USA non vogliono che l’UNESCO sia un forte opinion maker internazionale perchè non tollerano la minima ingerenza mediatica, la cancellazione delle istanze Palestinesi deve procedere senza intoppi.
  • L’UNESCO pur con l’infiltrazione Israeliana riusciva a passare mozioni che denunciavano la colonizzazione e riconoscevano la Palestina.
  • Israele esce quindi teatralmente dall’UNESCO mentre ha già programmato di assumerne la direzione tramite un’infiltrata, Audrey Azoulay, nuova utile pedina di una scacchiera che la comunità internazionale continua ad ignorare e che i media fanno di tutto per nascondere.

Fonte: Panamza

L’assurdo uccide

Al momento, del recente attentato di Berlino si conosce solo la narrativa imposta dalla polizia e dai media, ovvero la spazzatura intellettuale che dobbiamo continuamente evitare per non restarne sepolti. Ma stavolta è ancora più dura non cedere allo scoramento rischiando di farsi travolgere dall’assurdo. Vediamo perchè:

In televisione si racconta la storia unica di Anis Amri che è partito dall’Italia per Berlino, ha fatto la strage, ha dimenticato il documento sotto il sedile del camion, è fuggito in italia girando mezza europa ed è stato ucciso da un giovane poliziotto in prova.

Noi questa storia non possiamo raccontarla ne adattare la lingua a cotanta follia, ci limiteremo quindi a spiegare le cose così come paiono logiche ed evidenti.

L’attentato non è stato commesso da un islamista legato ad ISIS, è una messa in scena dei servizi segreti con la complicità della polizia tedesca.

Ancora una volta è l’officina di propaganda israelo-americana SITE Intelligence Group a “trovare” per prima la rivendicazione ISIS di questo ultimo clamoroso hoax.

Una fabbrica di falsi mediatici clandestina che sfugge ad ogni verifica fattuale e di cui i media occidentali si servono per alimentare la crociata contro i musulmani voluta dalla mafia mondiale sionista che li controlla.
Come fa Rita Katz ad ottenere queste informazioni sempre prima degli altri? Tutti gli attentati passano dai suoi monitor perché ha l’esclusiva coi canali terroristi? Perché?
Oppure esiste un collegamento tra la propaganda di SITE e l’industria della guerra USraeliana? Su questo restano pochi dubbi visto che il clan della Katz produce anche le false esecuzioni che poi farà finta di trovare sul canale terrorista gestito da loro stessi: Amaq.

Al momento, su 12 morti solo 5 sono stati identificati, ne mancano 7, com’è possibile a 7 giorni dall’attentato? Forse che il camion ha travolto una bancarella di profughi senza documenti?
Dove sono le carte d’identità, le carte di credito, i telefoni con relativa scheda SIM, dove sono le varie tessere che generalmente imbottiscono il portafogli? Com’è possibile credere che per identificare 7 cittadini tedeschi si debba ricorrere all’esame del DNA?

Anche stavolta dobbiamo salutare la vittima italiana Fabrizia Di Lorenzo senza nessuna prova della sua morte, il conducente del TIR e la turista israeliana che sarebbe addirittura “dispersa”, c’è la donna ucraina di cui non si sa niente e poi c’è la ceca Nada Cizmar, una ragazza talmente discreta che ha aggiornato la sua immagine di copertina Facebook per l’ultima volta nel Novembre 2015. Anche loro da piangere, ma soprattutto perché coinvolti in uno degli hoax più pacchiani a memoria d’uomo.

Tra i feriti però ci sono i crisis actors, come potevano mancare?

Ce ne sono due molto bravi di Palermo. Una è la raggiante Elisabetta Ragno, quella che sorride raccontando l’orrore di Berlino,

l’altro è il suo compagno di marachelle Giuseppe La Grassa. In questo video La Grassa commette un grosso errore di recitazione dicendo: “a parte ciò che ho raccontato a te poi mi sono rimasti solo bei ricordi del viaggio”.
Ovvero niente shock post traumatico per lui, “la cartolina” che gli viene in mente per prima non ritrae i corpi straziati ma la bellezza del viaggio.
In questa seconda versione della stessa intervista i cripto giornalisti tagliano infatti quella parte imbarazzante, ma La Grassa dice “travolto e spazzato a terra” dimenticando che è stato colpito alla spalla sinistra, come aveva invece dichiarato in quest’altra intervista.

Vale la pena precisare che Giuseppe La Grassa è un attore, un pessimo, uno squattrinato che ha accettato di recitare questo copione per soldi, ma non un mitomane spontaneo.

C’è la giornalista Finlandese Merja Sundstrom che si fa passare per testimone oculare, per continuare la tradizione dei testimoni legati al governo o ai media, onnipresenti in caso di false flag o hoax.

Anche gli stati Uniti fanno la loro parte con questa pasticciona, Shandana Durrani, un’impiegata di Google che proprio non riesce a dire una frase senza leggere lo script posto a fianco alla telecamera che la riprende. Video.

Anche Ariel Zurawski, altro crisis actor, proprietario del “camion omicida” di Berlino ha un profilo tutto particolare:


https://www.facebook.com/374848702674478/photos/a.475240242635323.1073741831.374848702674478/657632181062794/?type=3&theater

D’israeliani ce n’è sempre in abbondanza quando accadono fatti di questo genere, spesso avvenimenti senza nessun riscontro reale, a volte false flag con decine di morti, ma con una costante: la distruzione dell’immagine dei musulmani a livello mondiale.

Ad esempio, dieci minuti prima che il camion “falciasse la folla”, il Prof. Shlomo Shpiro passeggiava al mercato di Natale tra uno stand e l’altro.
Shpiro è israeliano, esperto di “gestione di crisi”, di terrorismo e spionaggio, legato ai servizi segreti israeliani, consulente per la NATO e docente della Bar Ilan University di Tel Aviv.
Ha raccontato al Bild: “E ‘stato per pura fortuna che non fossi più lì. Fuori faceva troppo freddo, così ho preso un autobus e mi sono allontanato. Poco tempo dopo abbiamo sentito le sirene “
Lutz Bachman invece, ex criminale tedesco, presidente di un’organizzazione xenofoba cripto-israeliana chiamata PEGIDA ha rivelato su Twitter la nazionalità del terrorista a sole 2 ore dall’attentato, adducendo “fonti interne della polizia”, quando la polizia però cercava ancora un pakistano, ovvero prima che il documento trovato nel camion identificasse Anis Amri.
 
Inoltre, ma questa ovviamente è una coincidenza…
Il capo del Mossad Yossi Cohen ha incontrato Donald Trump a porte chiuse a pochi giorni dall’attentato.

Come fai a fare un attentato islamico senza personaggi legati ad Israele? C’è addirittura il sospetto, alimentato dalle malelingue, che li faccia tutti il Mossad con la complicità della polizia e altri servizi occulti, e che l’israeliana ultrasionista Rita Katz si occupi soprattutto di spargere la voce del padrone.

Tutti però si concentrano sul lupo solitario. Persuasivi i media, ben al di là dell’inverosimile.

——————————————————-

Ecco un breve excursus di alcuni altri capolavori dell’assurdo andati in onda a reti unificate e attribuiti al terrorismo islamico malgrado la totale assenza di prove:

*11 SETTEMBRE 2001 – più di 3000 vittime in una serie di attentati aerei negli USA
3 TORRI ABBATTUTE CON 2 AEREI IN CGI, CONTRAEREA MILITARE FUORI SERVIZIO PER 2 ORE, DOCUMENTI RITROVATI INTATTI DALLE TORRI POLVERIZZATE, NESSUN AEREO SUL PENTAGONO, ALTRO AEREO SPARITO IN UN BUCO IN PENNSYLVANIA, USO DI CRISIS ACTORS

* 11 MARZO 2004 – 191 morti e quasi 2.000 feriti in una serie di attentati con bombe nascoste in bagagli su diversi treni pendolari in tre stazioni di Madrid, fra cui Atocha e dintorni;
NESSUNA PROVA, FONTI DELLA POLIZIA

* 7 LUGLIO 2005 – 56 morti (fra cui 4 kamikaze) in 4 attentati suicidi sulla metropolitana e su un autobus a Londra. Circa 700 feriti. Il 21 luglio seguono altre quattro esplosioni sulla metropolitana e su un autobus, ma solo detonatori, e non ci sono vittime;
L’UNICA PROVA È UNA FOTO TAROCCATA CON PHOTOSHOP DEI PRESUNTI TERRORISTI ALL’ENTRATA DI UN METRO. USO DI CRISIS ACTORS

* 19 MARZO 2012 – Un uomo apre il fuoco davanti una scuola ebraica a Tolosa, uccidendo un rabbino e tre studenti. Una settimana prima lo stesso killer aveva compiuto due agguati contro militari a Tolosa e a Montauban: tre morti e un ferito;
NESSUNA PROVA, DICHIARAZIONI DEI TESTIMONI CONTRARIE ALLA VERSIONE DELLA POLIZIA, CORPI DELLE VITTIME SPEDITI IN ISRAELE SENZA AUTOPSIA, USO DI CRISIS ACTORS

* 24 MAGGIO 2014 – Un uomo uccide quattro persone a colpi di kalashnikov al museo ebraico di Bruxelles. Gli inquirenti arrestano un 29enne francese di origini arabe sospettato di essere stato in Siria nel 2013 come volontario nelle file dei jihadisti dell’Isis;
NESSUNA PROVA, FONTI DELLA POLIZIA, USO DI CRISIS ACTORS

* 7 GENNAIO 2015 – 12 morti nell’attacco compiuto da due terroristi islamici nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi. Il 9 gennaio il terrorista Coulibaly prende in ostaggio una decina di persone e ne uccide quattro in un supermercato kosher a Vincennes;
DOCUMENTI TROVATI SUL VEICOLO, COULIBALY UCCISO QUANDO ERA GIÀ AMMANETTATO, USO DI CRISIS ACTORS

* 14 FEBBRAIO 2015 – Sparatoria in un caffè di Copenaghen con un morto e tre feriti ad un convegno sulla libertà d’espressione organizzato dall’artista Lars Vilks, autore di numerose caricature del profeta Maometto nel 2007. Poche ore dopo una seconda sparatoria vicino a una sinagoga: 3 feriti;
NESSUNA PROVA, FONTI DELLA POLIZIA

* 13 NOVEMBRE 2015 – 130 le vittime di tre attacchi coordinati a Parigi e dintorni. Tre kamikaze si fanno esplodere da soli vicino allo Stade de France, morto un passante; NESSUNA PROVA, 39 vittime nell’11/o arrondissement, uccise a colpi di kalashnikov sparati contro diversi bar e ristoranti; 90 uccisi da un commando kamikaze nella sala concerti Bataclan.
COMMANDO DEL MOSSAD SPACCIATO PER ISLAMICO. IDENTIFICAZIONE DEI TERRORISTI INCOMPATIBILE CON LE TESTIMONIANZE E LE IMMAGINI VIDEO CONSEGNATE AL DAILY MAIL. UNICA FOTO DEL BATACLAN FORNITA DA UN’AGENZIA ISRAELIANA, USO DI CRISIS ACTORS

* 22 MARZO 2016 – 31 morti e circa 300 feriti in una raffica di attentati compiuti a Bruxelles e rivendicati dall’Isis: due all’aeroporto Zaventem e uno alla stazione della metro di Maalbeek.
NESSUNA PROVA, FONTI DELLA POLIZIA, USO DI CRISIS ACTORS

* 28 GIUGNO 2016 – 41 morti e 239 feriti all’attentato di una donna kamikaze del 28 giugno all’aeroporto di Istanbul.
NESSUNA PROVA, FONTI DELLA POLIZIA

* 14 LUGLIO 2016 – decine di morti (almeno 74 secondo un primo bilancio), circa 130 feriti di cui una quarantina gravissimi a Nizza per l’attacco di un pesante camion che ha falciato la folla per 2 km sul lungomare della Promenade del Anglais, poi ucciso dalla polizia.
DOCUMENTI TROVATI SUL VEICOLO. IL CAMION NON POTEVA ENTRARE A NIZZA. UNICHE IMMAGINI RIPRESE DA ISRAELIANI, USO DI CRISIS ACTORS

* 19 DICEMBRE 2016 – 12 morti e 50 feriti in un attentato al mercatino di Natale di Berlino. Un camion ha falciato i passanti, l’attentatore ucciso alcuni giorni dopo in Italia.
NESSUNA PROVA, DOCUMENTI TROVATI NEL VEICOLO. NON C’È LA LISTA DELLE VITTIME. NESSUNA IMMAGINE A SUPPORTO DELLA VERSIONE DELLA POLIZIA, USO DI CRISIS ACTORS

***NOTA BENE: “nessuna prova” significa “nessuna prova di una regia islamista”