Emmanuel Macron: l’uomo senza arte né partito

Vi siete chiesti come fa un giovane arrivista a vincere le elezioni presidenziali senza dietro un partito e senza una fortuna personale sufficiente a gestire la campagna elettorale?

Per capirlo, invece di parlare del signor nessuno Macron vi invitiamo a fare la conoscenza di Patrick Drahi, patron dell’impero mediatico che ha costruito il candidato Macron dalla testa ai piedi.

Altice è la casa madre del suo impero, creata nel 2001, presente in Francia e all’estero, attiva nei settori di comunicazione, TV via cavo, fibra ottica, internet e telefonia mobile.

Secondo Forbes Drahi è la 57° fortuna mondiale, la 3° francese per un fatturato di 25 miliardi di euro, il suo debito si eleva però a 50 miliardi di euro, debito che ha contratto con alcune banche d’affari, quali BNP, Goldman Sachs, Morgan Stanley, JP Morgan, ecc.

Lui è franco-israeliano, nato in Marocco da genitori entrambi professori di matematica trasferitisi a Montpellier. Nel 90 sposa Lina, una Siriana ortodossa a cui chiede di sposarlo poche ore dopo averla conosciuta.. 

Da Lina avrà 4 figli che oggi seguono i più alti studi tra Bristol, Tel Aviv e Ginevra, dove la coppia risiede. Sebbene poco religioso, dopo il matrimonio civile, sceglie di risposarsi in sinagoga, finanzia associazioni israeliane, fondazioni ebraiche e partecipa con i figli alle cerimonie comunitarie.

Le sue costosissime proprietà in Svizzera sono concentrate tra Ginevra e Zermatt dove continua a comprare immobili e strutture.

Nel 2009 ottiene la nazionalità israeliana scegliendo di abbandonare quella francese, nel 2015 è la prima fortuna economica del paese, un personaggio importante, tanto da essere ricevuto più volte da Shimon Peres, e i suoi investimenti sono in continuo aumento. Drahi pratica con generosità un sionismo attivo, ovvero a suon di affari e propaganda, senza però dichiarare troppo apertamente la sua fede per evitare di urtare la sensibilità di eventuali partners d’affari arabi.

Patrick Drahi incontra il ministro israeliano per le comunicazioni 12/04/2011

Come politecnico ha lavorato prima per Philips, poi Kinnevik e France Telecom. Si interessa particolarmente alle trasmissioni via cavo e fibra ottica, cominciando a comprare piccole reti provinciali attraverso un metodo chiamato LBO, acronimo inglese di Laveraged Buy-Out, che consiste nel comprare aziende dal valore molto superiore alle proprie capacità economiche attraverso ingenti prestiti dalle banche, per poi mettere in atto una strategia di riduzione dei costi e servendosi dell’azienda per ripagare le banche, diminuendo quindi i salari, aumentando le ore di lavoro, tagliando il personale, facendola quotare in borsa, o rivendendola in forma più snella in seguito.

Tra il 94 e il 95 crea due operatori di rete via cavo, nel 2000 si allea con NRJ e Wendel per formare Fortel, nel 2001 nasce il gruppo d’investimento Altice che un anno dopo controlla già la quasi totalità della rete cablata in Francia. Nel 2007 cede Noos a favore di Numericable, comincia a comprare all’estero, acquisisce negli Stati Uniti, in Portogallo, in Belgio, nel Lussemburgo, nelle Antille, nella Repubblica Dominicana e in Israele, dove scala Hot, il più importante operatore via cavo, con un piano che prevedeva 2800 licenziamenti e l’introduzione di esternalizzazioni e subappalti. Compra quindi un grande appartamento a Tel Aviv, situato nella torre Rothschild. Non a caso Drahi incontrerà proprio i Rothschild che si mostrano interessati alla Fondazione Drahi, creata per fare e ricevere donazioni in Israele e in Francia, soprattutto per progetti destinati alla comunità ebraica, o donazioni strategiche come i 7 milioni di euro offerti alla Scuola Politecnica di Francia.

Nel 2013 entra in borsa e qualche mese dopo compra la compagnia telefonica SFR, diventando il secondo maggior gruppo di telecomunicazioni in Francia. Macron allora ministro dell’economia dà il via libera all’operazione a detrimento del concorrente Bouygues telecom, il gruppo Vivendi, sottoposto ad una meticolosa attività di lobbying e spionaggio, cede quindi  SFR a Drahi per 13 miliardi di euro.

Tra il 2014 e il 2015 continuano gli acquisti con Virgin Mobile, Portugal Telecom e negli USA Cablevision, nel 2016 ristruttura SFR creando due assi: SFR Media e SFR Telecoms.

Patrick Drahi è un vero appassionato di paradisi fiscali, la sede legale di Altice è infatti in Lussemburgo, il gruppo è quotato alla borsa di Amsterdam dal 2014, la sua holding personale (Next Limited Partnership) è registrata nell’isola britannica di Guernesey, ha conti in una miriade di altre sedi off shore e vive in Svizzera da 12 anni, da dove gestisce una varietà di piccole holding.

Il suo gruppo Altice che conta 55.000 dipendenti ha intanto comprato alcune testate giornalistiche quali l’Express (valore stimato di circa 25 milioni), BFMTV, RMC, L’expansion, Studio Cine Live, Liberation (nel 2014 in comproprietà con Marc Laufer), salvandola dal fallimento con 14 milioni di euro e trasferendo i locali nella sede dell’Express per ridurre i costi.

Acquisisce alcune riviste professionali quali NewsCo, L’étudiant, Point Banque, Pianiste, Lire:, Mieux vivre votre argent, l’Entreprise, Maison Française, Classica; oltre ad alcuni canali sportivi. Continua ad acquistare reti di fibra ottica, tutto finanziato dalle banche, insomma si direbbe che più i suoi debiti aumentano e più le banche hanno voglia di fargli credito.

In israele ha già il monopolio della rete via cavo e la sua televisione israeliana I24 news sbarca subito anche in Francia, distinguendosi per una linea editoriale marcatamente atlantista e sionista e tenuta da Drahi nonostante gli utili restino in perdita, allo scopo di “portare il punto di vista d’israele in tutto il mondo”.

Le banche adorano Drahi perchè grazie a lui possono diversificare i propri investimenti in tutte le aziende più strategiche, controllarle attraverso una costante attività di “consiglio, in particolare sulla riduzione dei costi, sul monopolio e sulla rendita, al fine di trasformare le varie società in macchine da cash.

Risultato: SFR taglia prima 1000 posti e un terzo degli effettivi a Liberation e all’Express (che aveva accumulato un passivo di 90 milioni), poi a SFR scatta la forbice per altri 5.000 posti. Intanto gli abbonati scappano a gambe levate verso altri operatori, ma Drahi non sembra sensibile all’allarmismo dei lavoratori e dei sindacati, e si serve di SFR-Numericable per comprare l’intero settore stampa di Altice per 240 milioni, facendo quindi un accordo commerciale con sè stesso, perchè entrambe le società gli appartengono.

Arnaud Montebourg, ex ministro dell’economia del governo Hollande fece capire in modo chiaro che Drahi “doveva fare il conti col fisco”, per tutta risposta Drahi disse che aveva già investito 3 miliardi di euro in Francia… passando però la spugna sui paradisi fiscali adducendo “normali agevolazioni permesse dal sistema fiscale”

organigramma dell’impero Drahi

Ciò che pare evidente agli osservatori economici, anche delle testate definite mainstream, è che Drahi usa le aziende per fornire soldi freschi alle banche, che il suo conflitto d’interessi ha proporzioni crescenti, essendo allo stesso tempo affarista, evasore fiscale e proprietario dei media che dovrebbero informare sulla scena economica in cui opera.

L’influenza politica è quindi prioritaria per Drahi, indispensabile per riuscire a sbloccare le serrature del controllo governativo sui suoi affari e consolidare una cerchia di partners limitata e cooperante. Non è casuale che a controllare tutti i media francesi ci sia attualmente una scarsa decina di persone.

Alcuni personaggi di spicco dell’impero Drahi:

Michel Combes (già dirigente della Alcatel) è a capo del gruppo SFR-Numericable e dirige il settore media di Altice;

Bruno Ledoux, ex proprietario di Liberation insieme a Drahi passa alla direzione acquisti della sezione stampa di SFR;

Bernard Mourad, ex banchiere della Morgan Stanley passa alla vice presidenza di SFR e allo sviluppo di Altice Media. Mourad sarà consigliere di Emmanuel Macron durante tutta la campagna presidenziale;

Alain Weill migra dalla società che ha fondato Netxradiotv alla direzione di SFR media;

Marc Laufer co-dirige il settore stampa di SFR presse;

Vediamo ora più precisamente come Drahi ha ottenuto SFR grazie a Macron.

All’inizio del 2014 Emmanuel Macron era già segretario generale aggiunto all’eliseo, a presentarlo a Hollande fu il guru del mondialismo d’affari e teorico del giudaismo internazionale Jacques Attali. 

“Gerusalemme sarebbe la capitale ideale del nuovo governo mondiale” Jacques Attali.

Nell’agosto 2014 Macron è ancora uno sconosciuto ma Attali dichiarava profeticamente su BFMTV (di Drahi) che “ha la stoffa del presidente”. 

Per pura coincidenza: Attali è un editorialista dell’Express (di Drahi) e Macron sarà l’ispiratore delle misure economiche di François Hollande. Tra i “tutori d’ufficio” non poteva capitargliene uno più tenace e lungimirante di Attali.

Ogni velleità di self-made-man è quindi da mettere definitivamente da parte parlando di Macron, quella che potrebbe essere sua madre (Brigitte) è la sua sposa e quello che potrebbe essere suo nonno (Jacques) è il suo padrino.

Attali e Macron

 

L’uomo giusto al momento giusto.

Quando Martin Bouygues e Patrick Drahi si disputano l’acquisizione di SFR, Emmanuel Macron gioca un ruolo decisivo, dando il via libera al passaggio della società dal gruppo Vivendi a Numericable, e aprendo la strada per un aumento del valore azionario a favore del gruppo Drahi di circa 14 miliardi. Ricordiamo che Arnaud Montebourg si era opposto a Drahi per proteggere i lavoratori SFR e perchè temeva che la fusione coprisse una mastodontica evasione fiscale. Emmanuel Macron, appena subentrato, dà invece il nulla osta.

Risultato? 5000 licenziamenti colpiscono SFR e non ci sarà rimpatrio dei capitali dal Lussemburgo alla Francia.

Per finanziare l’acquisto di SFR Drahi aveva fatto ricorso alla Morgan Stanley attraverso il banchiere d’affari Bernard Mourad che presto sarà suo diretto collaboratore prendendo la direzione di Altice Media Group, quello che diventerà SFR Presse.

Nell’ottobre del 2016 Mourad, dopo aver risolto i problemi di liquidità di Drahi, entra a far parte del team elettorale di Emmanuel Macron.

Tutta la campagna di Macron è gestita da figure che stavano già con Hollande o dietro Hollande, che non amano nessun tipo di controllo sugli affari e che sanno come trasformare un gobbo in un contorsionista, figuriamoci un candidato senza partito in presidente… Il compito di Macron è favorire la deregulation e tranquillizzare gli attori economici, per farlo più efficacemente deve accedere alle più alte cariche politiche e Drahi è pronto a tutto per aiutarlo. 

Quello messo in atto da Drahi per fargli ottenere l’elezione è un autentico bombardamento mediatico, al quale ha partecipato, neanche a dirlo, tutto l’establishment politico, ben contento di accettare lo sfascio dei due vecchi partiti di governo per salire sul carro del vincitore predestinato.

Nei media francesi il tempo di parola di Macron equivale al tempo concesso a tutti gli altri candidati del primo turno messi insieme. Macron ha ricevuto il supporto incessante di l’Express e poi di BFMTV attraverso Christophe Barbier, personaggio chiave della propaganda pro-Macron presieduta da Drahi. Si tratta di migliaia di articoli di giornale, 50 copertine di periodici, centinaia di ore di esposizione televisiva, tutto in tono rigorosamente apologetico.

Macron e consorte con Barbier

Verrà utilizzato qualsiasi canale di propaganda. Tanto che durante la campagna elettorale decine di migliaia di abbonati SFR ricevono un messaggio sulla segreteria telefonica, è la voce di Macron che li invita a votare per lui. Drahi si dichiara estraneo a questa operazione di marketing, nonostante tutti giochino allo scoperto: Drahi porta Macron e Macron porta Drahi, l’uno sarebbe rimasto piccolo senza l’altro, e l’altro sarebbe rimasto senza campagna mediatica.

Il cerchio si chiude, l’ex banchiere Rothschild spinto dall’imprenditore vicino ai Rothschild fa breccia nell’elettorato, che non vuole sentir parlare di Marine Le Pen perché è antipatica, ma festeggia l’arrivo di una presidenza che prevede già nel suo DNA: più banche, più sionismo, più europa, più euro, più immigrazione e un liberalismo ancora più selvaggio. Stà tutto scritto in modo indelebile nella rete d’interessi che ha messo Macron in sella alle presidenziali.

Il nocciolo delle presidenziali era in realtà un referendum, che cerchiamo di decriptare per voi: “vuoi tu popolo francese un percorso di cancellazione dei diritti sociali a 50 all’ora o a 100 all’ora?”
Con Macron hanno scelto la seconda opzione. Punto.
Ci sembra che Marine Le Pen non fosse pronta a governare, che avendo eliminato il padre e sputato sull’elettorato pro-musulmano non meritasse di vincere, e che probabilmente si accontenta della sua egemonia nell’opposizione. Emmanuel Macron invece è prontissimo, grazie al suo cinismo, a portare avanti l’agenda europeista fino alle sue più estreme conseguenze.
A meno di grossi stravolgimenti nelle legislative, il percorso di passione della Francia è segnato, sarà macelleria sociale.

 

Documento realizzato con traduzioni, sintesi e adattamenti di articoli della stampa nazionale.

Per approfondire:

https://francais.rt.com/france/33751-emmanuel-macron-candidat-altice-patrick-drahi
http://resistancerepublicaine.eu/2017/02/13/cest-bien-macron-qui-a-permis-le-rachat-de-sfr-par-drahi-6eme-fortune-francaise/
http://www.insolentiae.com/enquete-exclusive-la-fabrication-du-candidat-macron-pantin-de-drahi/
https://m.lesechos.fr/0211748858427.htmhttps://francais.rt.com/france/3518-bouygues-rachat-sfr


Se il sionismo è la cura..


​Teva Pharmaceutical Industries Ltd, una delle industrie di punta dello stato terrorista d’Israele, è la leader mondiale nel mercato dei farmaci equivalenti, con presenza diretta in circa 60 Paesi. 
Il fatturato consolidato del gruppo, nel 2014 ha raggiunto i 20,3 miliardi di dollari. L’investimento in ricerca nel 2014 è stato di 360 milioni di dollari.

Teva annovera nel mondo più di 51 stabilimenti di produzione, tra cui 21 impianti dedicati alla sintesi e distribuzione di principi attivi alle principali major del mondo del farmaco.

Grazie all’infiltrazione politica e ad una capillare attività di lobbying i loro medicinali chemioterapici vengono introdotti in un numero sempre crescente di strutture ospedaliere. Se un vostro parente o conoscente ha la “sfortuna” di farsi somministrare la chemio, sarà un probabile consumatore del carboplatino ed altri chemioterapici TEVA. Vi potrà consolare il fatto che sta almeno contribuendo alle finanze dello stato ebraico, intossicandosi a morte ma portando benessere economico ad un popolo che ha molto sofferto…

https://youtu.be/iDpkebOqPps 

Achille Lauro, la nave che batteva falsa bandiera

Bettino Craxi ha mentito sulle vicende Achille Lauro e Sigonella, Marco Travaglio ha coperto la menzogna con un’altra menzogna.

La versione ebraica del dirottamento dell’Achille Lauro, 7 ottobre 1985

Quattro terroristi palestinesi armati fino ai denti dirottano nel mese di ottobre la nave da crociera italiana Achille Lauro, che trasportava più di 400 passeggeri e l’equipaggio al largo delle coste dell’Egitto. I pirati chiedono che Israele rilasci 50 prigionieri palestinesi. I terroristi uccidono un turista americano paralitico di 69 anni, Leon Klinghoffer, e gettano il suo corpo in mare con la sua sedia a rotelle.

Dopo un dramma di due giorni, i pirati si arrendono in cambio di una promessa di “transito sicuro”. Ma quando un jet egiziano cerca di liberare i terroristi, un aereo da caccia F-14 della US Navy li intercetta e li costringe ad atterrare in Sicilia. I terroristi vengono arrestati dalle autorità italiane. Le unità di contro-terrorismo americano reagiscono, con un’azione della Delta force e della SEAL Team Six, tuttavia, la situazione viene risolta diplomaticamente prima che un attacco si renda necessario. Il gruppo terroristico che ha dirottato l’Achille Lauro era del Fronte per la Liberazione della Palestina.

Cos’è successo realmente

Il dirottamento della nave da crociera italiana Achille Lauro da parte di “terroristi palestinesi” è stato poi riportato con precisione dall’ex commerciante di armi IDF Ari Ben-Menashe nel suo libro del 1992 “profitti di guerra” come commissionato e finanziato dal Mossad.

Ben-Menashe ha rivelato che le organizzazioni di intelligence israeliane erano regolarmente impegnate in “black operations”, attività di spionaggio atte a mostrare i palestinesi nella peggiore luce possibile. “Un esempio” scrive Ben-Menashe, “è il caso di un attacco Palestinese contro la nave da crociera Achille Lauro nel 1985 che fu invece una black operation Israeliana per mostrare che i palestinesi come feroci assassini. Secondo Ben-Menashe, i maestri di spionaggio israeliano avevano organizzato l’attacco attraverso Abu Abbas, che per seguire tali ordini ricevette milioni di dollari da funzionari dei servizi segreti israeliani che si facevano passare per “insegnanti siciliani”. Abbas riuni’ quindi un team per attaccare la nave da crociera. Fu ordinato al commando di fare il “peggio possibile”, per mostrare agli altri ignari cittadini di cosa fossero capaci i palestinesi se le loro richieste non venivano soddisfatte.

Come è noto, il gruppo scelse un vecchio cittadino degli Stati Uniti ebreo in una sedia a rotelle, lo uccise e getto’ il suo corpo in mare. Lo fecero per uno scopo ben preciso. Per Israele fu la migliore propaganda anti-palestinese. E’ interessante notare che nel mese di aprile del 1996, Abbas tornò a Gaza e in un incontro di sostegno ad Arafat, si scusò per il dirottamento e l’uccisione del cittadino ebreo statunitense Leon Klinghoffer, ma senza menzionare il suo nome, dicendo: “Il dirottamento è stato un errore e non c’era nessun ordine di uccidere i civili.” Abbas non fece ovviamente alcuna menzione del coinvolgimento del Mossad nel dirottamento, un racconto riportato anche il 23 aprile 1996 dall’Associated Press.

C’è pero’ un punto ancora più oscuro: secondo il ricercatore italiano Gianfranco Carpeoro, il famoso “paralitico ebreo” Leon Klinghoffer sarebbe anche lui legato ad una frangia del Mossad, la B’nai B’rith e apparteneva alla massoneria ebraica, con legami stretti con la CIA. Klinghoffer partecipo’ anche, come aviatore del 93rd Bombardment Group, ai bombardamenti americani nei teatri europei durante II guerra mondiale.

Non è quindi fuori luogo immaginare che tutta la vicenda dell’Achille Lauro possa essere una macchinazione ben organizzata dalla CIA e dal Mossad, la morte di Klinghoffer, potrebbe essere un’invenzione, o se vera, potrebbe nascondere un “cambio della guardia”, un rinnovamento pianificato al comando del Mossad.

Non si sfugge alla logica, se il commando era davvero formato da palestinesi, questi non avrebbero mai ucciso una persona a caso, se invece si tratta di un ennesimo false flag del Mossad per infangare l’immagine dei palestinesi, si puo star certi che Klinghoffer non è stato liquidato a caso.

Questi retroscena, Bettino Craxi faceva bene ad ignorarli per salvarsi la pelle, e i giornalisti sionisti come Marco Travaglio lo nascondono per mestiere.

Come Israele infiltrava la lotta armata palestinese: Nidal (CIA e Mossad)

altre fonti

http://www.alterinfo.net/Abu-Nidal-Terroriste-du-Mossad_a10214.html

http://www.libreidee.org/2015/02/la-vera-storia-della-fine-di-craxi-e-leuro-rovina-dellitalia/

http://hugequestions.com/Eric/JIB/abu-nidal-I.html

http://www.real-debt-elimination.com/real_freedom/Propaganda/false_flag_attacks/abu_nidal_mossad_terrorist.htm

good to talk to you Josè

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Nei media Americani tutto è STAGED, tutto è artefatto, niente è spontaneo.
Si dice che la Clinton si faccia sostituire da sosia per alcune apparizioni pubbliche e da CGI per evitare “errori del sistema” durante alcune interviste, soprattutto per quelle dove lo script da recitare fosse troppo lungo o le sue condizioni di salute non buone.

Ma la Clinton si fa sostituire anche in interviste più semplici, per una ragione altrettanto semplice:
la sua copia è SEMPRE più affidabile di lei, e il pericolo di un bug nella sua personalità artificiale è troppo alto.

Ecco allora che fa l’intervista registrata fingendo di essere in diretta.
https://youtu.be/jgWeHYfto90
(l’intervista intera https://youtu.be/k1QC5uJe8tk)

Mentre qui fa parlare al posto suo un’attrice che ha una voce completamente diversa.
https://youtu.be/gOyJuwZldt4

Gli spettatori tele ipnotizzati si bevono tutto senza battere ciglio.

quelli che se ne vanno..

Ottimo racconto di Blondet sulla vera natura del compianto Ciampi

Ciampi era uno che smentiva..

Nel 1993 il settimanale Famiglia Cristiana sostenne in un articolo la tesi secondo la quale l’allora governatore della Banca d’Italia avrebbe fatto parte della loggia massonica Hermes di Livorno, legata al Rito Filosofico Italiano, a sua volta legato al Grande Oriente d’Italia. La notizia venne poi smentita dal diretto interessato. (E QUINDI? CHI AVEVA RAGIONE? HA RAGIONE CHI SMENTISCE?)

La presunta affiliazione massonica di Ciampi venne poi ripresa nel 1998 in un articolo del quotidiano Il Messaggero curato dallo storico Aldo Alessandro Mola contenente un elenco di iscritti a logge massoniche, successivamente rettificato (RETTIFICATO COME? NEL SENSO CHE SMENTISCE CIO’ CHE HA SCRITTO PRIMA?).

Nel 1999 l’allora senatore Luigi Manconi e alcuni articoli del quotidiano La Stampa, parlarono nuovamente di una presunta affiliazione di Ciampi alla massoneria, che venne nuovamente smentita da Ciampi con una lettera a Marcello Sorgi, all’epoca direttore del giornale, nella quale annunciava anche la sua intenzione di sporgere querela nei confronti de La Stampa. (SE SMENTISCE DI NUOVO E SPORGE QUERELA VUOL DIRE CHE LA NOTIZIA E’ FALSA O CHE GLI DA FASTIDIO?)

Anche Gran maestro del Grande Oriente d’Italia Virgilio Gaito in una intervista pubblicata nello stesso periodo dal quotidiano Il Tempo escluse che Ciampi avesse mai fatto parte della massoneria. (FORSE LO ESCLUDE PER COPRIRLO?)

da wikipedia

Se fai una marachella e te lo fanno notare non andartene mai prima di smentire. Le frasi riportate in corsivo rivelano l’intenzione di wikipedia di proteggere l’immagine di Ciampi, simile trattamento è riservato alla maggior parte degli europeisti perchè in armonia con la linea di wikipedia. Limitazione della coscienza civile per servire logiche massoniche, wikipedia parla di massoneria senza peli sulla lingua ma sulla sua verginità restano molti dubbi.

bistecca di satana

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«Molti hanno sbagliato nel contrapporsi alla carne rossa. Noi ogni giorno abbiamo bisogno di introdurre proteine nobili, carboidrati e grassi che, differenziandosi fra loro, cerchino di prevenire le malattie arteriosclerotiche». Giorgio Calabrese, “ex esperto alimentazione” RAI

Quest’estate si è parlato del “festival della carne di cane” di Yulin in Cina e da anni si parla del sacrificio di cani in Cina e in Vietnam. Il web ha trasportato un’ondata d’indignazione contro queste usanze che, ad essere sinceri, penalizzano un po’ il cane nella ricerca universale della felicità, ma che non sono un granchè dissimili dalle nostre abitudini alimentari.
In europa chi ne fa le spese per riempire i carrelli del supermercato sono più spesso galline, polli, maiali, mucche/vitelli/buoi/bufali, cavalli, conigli, quaglie, cervi/camosci, capre/pecore/agnelli ecc.. ma non i cani, sui cani c’è un tabu’ etico che per ora ce lo impedisce.
Meno male!
Ve lo immaginate il vicino che porta il cane a fare pipi’ al parco solo per diminuire il tasso di acidità della sua carne?
Per fortuna ci fermiamo almeno davanti alla tenerosità e alla coccolosità dei nostri amici a quattro zampe!
La vita è già abbastanza dura, se cominciassimo ad eliminare anche la compagnia dei cani, magari servendoli cotti ai nostri amici invece che tenerli sani come nutrimento per anima, rischieremmo davvero il collasso dello spirito.
Allora l’essere umano sarebbe davvero “alla frutta”, ma non ancora!
Per fortuna ci s’indigna ancora, si smanetta su facebook e si firmano le petizioni, si condivide il proprio sdegno con gli amici per neutralizzare il valore ansiogeno di un paradosso irrisolvibile. Almeno se ne parla.
Spieghiamolo un po meglio questo paradosso.
L’Italia nel 2015 vede un sensibile incremento dei vegetariani e vagani in questi ultimi 10 anni ma è ancora maggioritariamente carnivora.
Cio’ vuol dire che per la maggior parte della popolazione esiste una serie di esseri senzienti che per tradizione, cultura e ragioni di “disponibilità” si è soliti consumare come cibo.
Ci indignamo pero’ a seconda dell’animale facendo una distinzione di razza.
I cinesi hanno incluso il “migliore amico dell’uomo” nella categoria degli animali commestibili, oltre a tutta una serie di esseri bizzarri, dal topo al gatto, dal pipistrello alla rana, per loro tutto fà brodo..
I nostri maiali non se la passano meglio dei cani asiatici, e soprattutto non se la godono a lungo, li consumiamo anche quando non hanno ancora compiuto i 45 giorni d’età!
Il maiale per noi si puo’ mangiare, e anzi, in Italia se ne macellano 13 milioni all’anno, ovvero più di 36.000 al giorno.
Molti trascurano pero’ che il maiale ha un’intelligenza sviluppata e un comportamento sociale complesso che assomiglia al cane per istinto, espressività e logica. Il maiale ha un sistema nervoso sofisticato che gli permette di fare ragionamenti o sentire dolore.. Il maiale ha la capacità di acquisire una parte del comportamento umano, il maiale infine, puo fare l’esperienza dell’amore.
La scelta dell’animale commestibile sembra pertanto quanto meno arbitraria.

E a proposito dell’amore, ricordate la pubblicità dello yogurt che dice “fate l’amore con il sapore”? Bene, quello yogurt è fatto di latte vaccino, e per farlo si deve ingravidare la vacca, togliergli il vitello e attaccarla ad una pompa vita natural durante.
Davvero una bella storia d’amore..

Forse serve un nuovo paradigma.
L’anatomia comparata dice che l’uomo è fruttivoro, crucivoro e in parte erbivoro; anche se puo mangiarsi di tutto, pure sua madre.
L’uomo infatti puo’ digerire di tutto, dal germoglio di erba medica alla bistecca semi-carbonizzata, ma cio’ non vuol dire che la carne cotta sia l’alimento per quale il suo sistema fisiologico è naturalmente progettato.
Mangiare un tumore alla griglia non dà automaticamente il cancro, ma è probabile che per digeribilità e salute il germoglio di erba medica sia molto più sicuro. Un’ovvietà scientificamente nascosta dall’industria.
Serve un nuovo paradigma: 2.
Serve uno sguardo più profondo sull’uomo.
L’uomo sta modellando la natura come se la natura fosse un accessorio, occultandone il messaggio spirituale, biologico o semplicemente logico per istaurare altri simboli a piacimento, creando valori arbitrari onnipresenti, assordanti che coprono i messaggi che ogni giorno ci dà il corpo, perchè per lui è tutto chiaro, ovvero c’è un’intossicazione da carne e c’è la ricchezza fisiologica delle piante e dei frutti.
Quello in cui la più basilare logica viene occultata è un sistema deviato, iniettato di malafede, satanico negli effetti e satanista nell’organizzazione.

video – allevamento di maiali

La BBC si compra Charlie Veitch

CHARLIE VEITCH, uno dei maggiori divulgatori inglesi del movimento per la verità sull’11 settembre, autore di una serie di video sotto lo pseudonimo di “love police”, blogger et truther famosissimo nel regno unito ha cambiato bandiera.
Adesso qualifica chiunque non creda alla versione ufficiale sull’11 settembre come “paranoico e feticista del male”.
Veitch ha candidamente dichiarato in un’intervista di aver cambiato idea dopo una settimana a New York a spese della BBC dove ha incontrato ingegneri, agenti della CIA e dell’FBI.
 
ecco cosa diceva PRIMA della vacanza a New York offertagli dalla BBC
 
voltagabbana celebrato dai media di regime

false esecuzioni ISIS, primo video

 

La fabbrichetta di finte esecuzioni gestita da Rita Katz ha pubblicato un video di esecuzione che mostra la messa a morte di due presunte spie nel mar mediterraneo.

video : esecuzione ISIS – FAKE clamoroso
In questo video intitolato “messaggio a benghazi”, due spie vengono giustiziate a colpi di pistola.
Fonte: http://www.zerocensorship.com/t/uncensored-isis-execution/241018-isis-shooting-execution-of-two-alleged-spies-at-mediterranean-sea-video#ixzz45ei7X475

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allerta attentati…alla verità

Obsolescenza Umana Programmata, prima parte

Obsolescenza Umana Programmata, seconda parte

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